«Malpensa: solo la Fiat sa fare peggio»

Dall'inserto domenicale de Il Corriere Della Sera dell'11/03/2012

Tanto breve, quanto impietoso. E lucido. L’analisi sull’aeroporto malpensato e malpensante è senza appello. L’appello che resta valido è il nostro, quello con il quale chiediamo a gran voce la salvezza del nostro territorio, un prezioso bene di tutti, che il Master Plan di Malpensa vorrebbe recintare e distruggere per far posto a una folle terza pista e a una colata di cemento a forma di capannonicapannonicapannoni. Sviluppo? Progresso? Macché! Speculazione immobiliare, semmai. La più grande in Lombardia negli ultimi cinquanta anni.

L’articolo è stato pubblicato nell’inserto domenicale de Il Corriere Della Sera pochi giorni fa e già sta facendo il giro del web. Un nostro amico facebook trionfalmente annuncia: «Una battaglia vinta ma bisogna sempre stare con gli occhi aperti». Purtroppo non è stata vinta ancora nessuna battaglia, ma di sicuro ci fa piacere che la complice coltre del silenzio sia stata dissipata. Ora l’Italia sa della vergogna del minacciato ampliamento devastante dell’aeroporto mal-pensato e mal-pensante.

Ora la questione è di salvare l’area di brughiera del Gaggio e l’intero Parco, senza trasformarlo in terra di nessuno.Di nessuno o di Sea, per esempio. Speculazioni varie potrebbero trasformarlo in cemento dappertutto, da Sesto Calende fino a Pavia. Una manna per i costruttori. Il rischio? disastro ambientale. Ed è curioso come l’Unione Europea stia indagando proprio su questo. Disastro ambientale e anarchia: .una vera e propria controtendenza rispetto alla green economy e la valorizzazione delle nostre terre. Il Parco ha già pagato fin troppo.

L’Unione Europea ha nei confronti delle cosiddette opere strategiche un atteggiamento non sempre condivisibile ma di certo più lungimirante rispetto a quello italiano (la Legge Obiettivo del 2001) e nello specifico lombardo.
Paesi come la Francia o la Svizzera sembrano puntare sulle grandi opere, spesso è così, spesso si dimentica però che in questi paesi le valutazioni di incidenza sono assai severe e che nello stilare classifiche sulla qualità della vita: boschi e campi per abitante sono indici estremamente importante!
Non sempre siamo obbligati ad imitare il peggio: Malpensa al momento attuale è un problema per la stessa UE che sulla base di disposizione per la tutela degli habitat che risale al 1992 vuole arrestare la perdita di biodiversità entro il 2020. La data era il 2010, ma, nonostante le ambizioni di alcuni paesi virtuosi, l’obiettivo è stato mancato.
La stessa Commissione Europea a proposito del consumo del suolo vuole, entro il 2030 arrivare ad un consumo zero. Ammettiamo che in Lombardia questo obbiettivo venga raggiunto, ma ai livelli attuali di urbanizzazione rimarrebbero ancora aree libere? Come potrebbe l’UE che su alcune questioni sicuramente sbaglia, essere d’accordo con la morte di uno dei più bei paesaggi italiani e favorire megaspeculazioni? Si parla di Europa quando conviene, ma mai per dire che su certe questioni, i nostri cugini d’oltralpe (non solo i francesi) sono molto più virtuosi. Sbagliano anche loro e gli errori non sono certo da imitare. le buone pratiche di ecosostenibilità -quelle – sì!

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