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Neo presidente Beltrami: Lei è innamorato del Parco o…?

*** AGGIORNAMENTO: Ecco il documento che l’Assemblea della Comunità del Parco del Ticino ha approvato sabato scorso. Si riferisce agli indirizzi programmatici che il nuovo Presidente, assieme al nuovo Consiglio di Gestione, dovrà recepire e par proprio. Di fronte alla prepotenza di Regione Lombardia, ecco la voce dei rappresentanti istituzionali del territorio. [LEGGI] *** 

 

LETTERA APERTA AL NEO-PRESIDENTE DEL PARCO TICINO

Egr. Rag. Gian Pietro Beltrami,

            da qualche giorno Lei è diventato ufficialmente Presidente del Parco del Ticino, un compito che ci auguriamo Lei saprà svolgere al pieno delle Sue capacità. Ci permetta però di farle presente alcuni aspetti, alcune sottolineature non di poco conto. Le vorremo innanzitutto ricordare che diventare Presidente di un Parco non è la stessa cosa che essere nominati a capo di una Asl (con tutto il rispetto per chi è nominato a capo di una Asl): il Suo compito non sarà come quello di un manager che dovrà salavaguardare i bilanci della sua azienda. Il Suo compito è molto più duro e complicato, Lei dovrà lottare con le unghie e con i denti per salvaguardare ogni centimetro del Parco del Ticino dalle mire espansionistiche di Malpensa, dai cementificatori e da tutta una serie di infrastrutture inutili e dannose per l’esistenza stessa di un ecosistema grande, complesso e prezioso come il Parco del Ticino.

Per ricoprire questa carica ci vuole passione, caro ragionier Beltrami. Speriamo che Lei ce l’abbia da vendere.

Per saper proteggere, tutelare, valorizzare e per far conoscere il Parco, bisogna esserne innamorato. Lei è innamorato del Parco? È disposto a combattere e lottare per qualcosa che si ama?

La stampa, subito dopo la sua nomina ha riportato questa sua frase: «voglio usare il buon senso, come in famiglia. Cercare accordi,con il programma dei sindaci come base». Abbiamo letto il programma dei sindaci, ha dei punti fermi su cui Lei non potrà tornare indietro nemmeno in millimetro: sono il no alla terza pista e al Master Plan già deliberato lo scorso anno con le osservazioni alla procedura di VIA.

Noi La seguiremo passo passo, per verificare che Lei non arretri da quelle posizioni, staremo molti attenti sugli sviluppi futuri, le staremo con il fiato sul collo e saremo pronti anche a scendere al suo fianco se lei con i fatti, e non solo a parole, vorrà proseguire su quella continuità che la precedente Presidente aveva intrapreso, soprattutto per quanto riguarda il Master Plan di Malpensa.

Si è fatto un gran parlare del ruolo di Regione Lombardia nella nuova govenrnance dei Parchi. Sappiamo benissimo anche quale sia la posizione di Regione Lombardia sul Master Plan, sappiamo benissimo che Lei è stato candidato dalla Regione Lombardia. Un grande equivoco? Solo invenzioni gionalistiche? Bene ci dimostri con i fatti che non è così. Sostenga per esempio come primo atto la richiesta di riconoscimento come zona SIC per la Brughiera di Lonate Pozzolo, sconfessi pubblicamente la posizione di Regione Lombardia e dell’Assessore ai Sistemi Verdi e Parchi Alessandro Colucci che invece, dimenticandosi di quanto è chiamato a tutelare, pone in primo piano lo sviluppo del sedime aeroportuale di Malpensa a discapito appunto della valorizzazione e della tutela di un habitat naturale raro come la Brughiera. Sarebbe questo un bel modo per iniziare a lavorare!

Qualora invece decidesse di soprassedere a questa decisione, vorrà dire che Lei si sarà genuflesso passivamente al potere e alle imposizioni regionali e sarà del tutto evidente che la sua posizione come Presidente è figlia di una strategia politica che vuole vedere il Parco del Ticino “vittima silenziosa e ubbidiente” di chi lo vuole uccidere.

Comitato Viva Via Gaggio

*** Oggi alle 21.00 il Comitato VivaViaGaggio si riunisce nella sua sede di Via IV Novembre, 4 a Lonate Pozzolo (VA). Di sicuro parleremo anche della faccenda “Parco del Ticino”. Se sei interessato/a, vieni. Partecipa. IL COMITATO È COME TE.

*** La notizia sulla stampa: [IL MONDO DI PAVIA], [VARESENEWS] , [IL GIORNO],

Giorgio Puricelli

Parliamoci chiaro: Giorgio Puricelli è e rimane un esponente, un consigliere regionale, del Popolo delle Libertà e la linea politica del Popolo delle Libertà in Regione Lombardia sposa lo sviluppo e l’espansione di Malpensa, quell’espansione che ferirebbe a morte, ammazzerebbe, annienterebbe Via Gaggio. E non solo.
Lo si premette – così, brutalmente – per fugare il campo da ogni tentativo di tirar per la giacchetta il consigliere Puricelli, che in queste ultime due settimane, ha avuto la cortesia di avvicinarsi a noi, di accettare il nostro invito alla camminata del 18 Luglio, di venirci a trovare non-una-ma-due volte al CampoGaggio.
La nostra gratitudine nei confronti di Giorgio Puricelli è infinita. Hai presente la solita retorica di dialogare con il territorio, retorica della quale i politici regionali – soprattutto quelli eletti nella circoscrizione provinciale varesina e milanese – sono così bravi nel riempirsi la bocca? Ecco, Giorgio Puricelli – lui e solo lui – ha dimostrato di voler dialogare davvero. Anche perché Giorgio Puricelli di questo territorio fa parte, in questo territorio lui vive, anche lui abita via Gaggio.
Giorgio Puricelli crede in VivaViaGaggio, VivaViaGaggio crede in Giorgio Puricelli. Abbiamo parlato, dialogato, riflettuto. Ci sono proposte per il futuro, un futuro prossimo. A tempo debito verranno rese note.

L’incontro con Giorgio Puricelli è stato solo uno dei tanti spunti dei tre giorni di CampoGaggio. Da mattina a sera – notte compresa – i frequentatori di via Gaggio si sono imbattuti nel nostro presidio festoso. Via Gaggio non è rimasta da sola, a difenderla ci abbiamo pensato noi.  A difenderla dovremmo pensarci tutti, tutti quelli che ce l’hanno a cuore. Servono tante persone, tante persone convinte. Persone disposte a metterci la faccia, a metterci del tempo, a mettersi di impegno.
Tanto ormai la fanno… Se hanno deciso, non cambiano idea… Sono tutti uguali…
No, questa non è una questione di la fanno/non la fanno: questa è una faccenda di dignità. Non lasciamo che ci scippino così il meraviglioso Salotto Buono di Via Gaggio. Uno scippo immotivato e irresponsabile. Una sciagura, una tragedia, una catastrofe. Non è questo il tempo per la rassegnazione. Serve coraggio.

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