Contraddizioni

E’ di questi giorni la notizia che una delle tante cooperative che operano in sub-appalto presso la Cargo City ha provveduto a licenziare “per giustificato motivo” circa 300 suoi dipendenti.

In questi stessi giorni DHL ha confermato l’apertura del suo Hub a Malpensa nel 2020.

Entrambe le notizie confermano quante contraddizioni ci siano da sempre attorno a Malpensa.

Dal dopo de-hubbing il settore Cargo è sempre andato in crescita, crescita che ha reso necessario l’ampliamento della zona Cargo.

In un sistema normale, a fronte di questa crescita sarebbero dovute avanzare le tutele e la qualità del lavoro ma non è così.

Se il settore aumenta e cresce, portando ricavi alle compagnie e ai gestori, per i lavoratori diminuiscono le tutele e soprattutto vengono ancora utilizzati contratti simili alle tariffe estive della telefonia di qualche tempo fa…summer time, winter time.

Quale “giustificato motivo” si trova per licenziare in un settore in crescita?

Ma Malpensa non doveva essere un esempio per le opportunità lavorative? E allora perché il settore cargo è una “cattedrale” della precarietà?

Queste cose le abbiamo denunciate da sempre, così come denunciavamo le continue violazioni delle normative ambientali. Le violazioni ambientali hanno avuto conseguenze anche importanti, leggasi la sentenza Quintavalle…attendiamo fiduciosi che anche le violazioni dei diritti dei lavoratori trovino un giorno giustizia.

C’è poi l’aspetto che unisce le questioni ambientali con le politiche lavorative del settore cargo. I cargo volano di notte, in piena violazione della normativa che prevede la chiusura dell’attività aeroportuale dalle 23.00 alle 6.00 e che viola l’interpretazione autentica fornita dal Ministero dell’Ambiente che confermava quanto contenuto nei Decreti Presidenziali n° 496 del 11/12/97 e n° 476 del 9/11/99 e cioè che i voli notturni dovrebbero essere autorizzati da un decreto del Ministero dell’Ambiente con il Ministero delle Infrastrutture e trasporti, sentiti Regione e Enti Locali interessati.

Il Bridge, a differenza di quelli che sostengono che tutto è andato bene e che vivono decisamente ben lontani dalle rotte di decollo e di atterraggio, ha messo in evidenza le criticità ambientali di un aeroporto che sta crescendo senza rispettare le popolazioni che vivono qui attorno. Sea vorrebbe ulteriormente potenziare questa realtà e aumentare all’infinito passeggeri e merci, ma questa comporterà la delocalizzazione di numerosi cittadini.

E’ questo lo sviluppo che vogliamo?

Qui gli articoli

Oltre 300 posti a rischio alla Cargo City, si mobilita il sindacato di base

Dhl da Orio a Malpensa nel 2020: porterà posti di lavoro ma anche voli notturni

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