Parte la VIA del Master Plan 2030 ?

Eravamo rimasti alle parole e agli interventi dell’incontro pubblico di Somma, durante il quale era stato detto che ci sarebbe stato un nuovo workshop. E invece qualche giorno fa abbiamo appreso dalla stampa che SEA ha incontrato i Sindaci del Territorio, i rappresentanti dell’Ovest Ticino e i vertici del Parco del Ticino.

Il messaggio di SEA è stato molto chiaro: concluso il percorso di confronto (???) con il territorio, si passa la documentazione a Enac perchè possa far partire la procedura di richiesta di istanza di compatibilità ambientale con la procedura di VIA.

A quanto pare, però, il territorio non l’ha presa troppo bene.

Per quanto ci riguarda, avendo anche partecipato ove possibile a workshop o altri incontri pubblici, non possiamo che ribadire la nostra netta contrarietà all’espansione verso sud del sedime aeroportuale. Poco importa se i numeri saranno inferiori rispetto al precedente Master Plan. La Brughiera, ambiente unico e raro, verrà cancellato irrimediabilmente e, lo ripeteremo fino allo sfinimento, non sarà mai possibile ricostruire questo habitat altrove.

Questa cancellazione, inoltre, comporterà il rischio di una nuova infrazione del nostro paese da parte dell’Unione Europea. Infrazione che si tradurrà in una diminuzione dei fondi europei da trasferire al nostro paese.

Pubblicamente, e in più di una occasione, abbiamo chiesto a quanto pare invano a Sea di usare il “buon senso” e invece di sacrificare  e consumare nuovo suolo, di trasferire i 90 ettari (60 + 30 ) in zone già urbanizzate direttamente vicine all’aeroporto come i capannoni vuoti che si possono vedere proprio di fronte alla zona della Cargo City.

Se dunque a breve ripartirà la Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale VIA noi saremo pronti a ribadire le nostre contrarietà attraverso le Osservazioni, rimettendo in campo il grande processo di partecipazione di tutto il territorio che abbiamo visto all’opera durante la scorsa procedura di VIA.

Auspichiamo inoltre che, così come avvenuto in passato, tutto il territorio – Sindaci del varesotto, del milanese e del novarese, Parco Lombardo del Ticino, Parco del Ticino e del Lago Maggiore, associazioni, comitati e semplici cittadini – si possa rimanere uniti e compatti per respingere il Master Plan 2030.

 

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