Incontro con SEA a Somma Lombardo

Incontro molto partecipato quello di Lunedì 27 Marzo presso la Biblioteca di Somma Lombardo.

L’argomento è uno di quelli che, almeno in terra sommese, smuove ancora il paese: il progetto di sviluppo dell’Aeroporto di Milano Malpensa, conosciuto come MASTERPLAN 2030. Come sempre, Viva Via Gaggio era presente.

Ha introdotto la serata il Sindaco di Somma, citando Gaber con “Libertà è Partecipazione”  e ponendo l’accento su quattro temi: sostenibilità ambientale dell’Aeroporto, quantità e qualità dei posti di lavoro, viabilità nei dintorni dell’aeroporto e per ultimo il futuro di Case Nuove.

E’ intervenuto quindi il Presidente Modiano dicendosi contento per l’alta partecipazione e ribadendo la sua intenzione di dialogare, affermando che bisognerà trovare un punto di equilibrio tra la missione della sua azienda, ossia fare utili, e la vivibilità di questi territori.
Il suo discorso è stato molto schietto e franco, ha ribadito che loro non commetterano gli errori del passato, che nel nuovo Masterplan non c’è più la terza pista così come i 400 ettari da sacrificare sono spariti e ne sono rimasti “solo 90”.

E’ intervenuto poi il Dott.Raschi, sempre di SEA, per illustrare il MasterPlan 2030 spiegando gli interventi previsti sia all’interno che all’esterno del sedime.

A questo punto il pubblico presente ha potuto intervenire:
per primo Jimmy Pasin, che ha rimarcato con precisione alcune contraddizioni rispetto all’iter e rispetto al fatto che non sono minimamente calcolati gli impatti che si avranno sulla viabilità ordinaria, anche in termini di inquinamento, visto che l’aeroporto è un generatore di traffico. Viabilità che già oggi è al collasso (vedi Via Giusti o la SS33 del Sempione).

Sono intervenute poi altre persone che hanno ribadito la necessità di avere maggiori posti di lavoro e di qualità migliore, insistendo sul concetto già espresso dal Sindaco Bellaria nel suo intervento di inizio serata.

Noi di Viva Via Gaggio abbiamo preso parola per riaffermare ciò che stiamo dicendo ormai dal Novembre 2015, quando abbiamo ricevuto le linee guide del nuovo Masterplan 2030: chiediamo che i 90 ettari (60+30) siano dislocati nel sedime aeroportuale attuale oppure che si usino i capannoni già in essere che si trovano di fronte alla Cargo City e che l’aeroporto quindi non si ampli ulteriormente verso Sud.
Se l’obiettivo, dichiarato anche dal Presidente Modiano, è quello di diminuire il consumo di suolo, quale miglior occasione di occupare capannoni vuoti e inutilizzati vicinissini agli attuali in costruzione, senza cancellare 90 ettari di Brughiera, un suolo vergine, unico, raro e naturalisticamente importante?
Abbiamo inoltre nuovamente suggerito che l’unico strumento utile per salvaguardare gli interessi dell’azienda SEA e la vivibilità di questi territori è una Valutazione di Impatto Ambientale Strategica VAS e non una VIA, anche perchè c’è il forte rischio fra alcuni mesi di dover fare due procedure di VIA separate, una sul Master Plan 2030 e l’altra sulla tratta ferroviaria T2-Gallarate. Due opere vicinissime e direttamente collegate che meriterebbero un’analisi degli impatti complessiva e non parcellizzata.

Nella replica, affidata al Dott. Falsina, SEA ha chiarito alcuni aspetti rispetto al rumore e agli interventi sulla tipologia di aeromobili che non potranno più volare, riducendo così il problema del rumore, soprattutto riguardo i cargo.
Ha confermato che stanno cercando di capire come e se è possibile evitare di espandere il sedime a Sud e che comunque stanno ragionando e ascoltando quanti, in rappresentanza del territorio, si stanno ponendo di fronte al Master Plan con spirito critico ma anche fornendo alternative (Parco del Ticino, Comuni e anche noi di Viva Via Gaggio).
Ha chiuso il Presidente Modiano confermando la loro disponibilità a dialogare con le popolazioni interessate e proponendo a tutti di sforzarsi per cercare il giusto equilibrio tra le esigenze dell’azienda SEA e quelle del territorio.

In conclusione è stato annunciato per fine aprile un prossimo workshop.

Noi continueremo con le nostre iniziative, magari anche chiedendo un incontro con i tecnici di Sea per riflettere insieme su dove ricollocare i 90 ettari di capannoni e perché no, reinvitare il Presidente Modiano a camminare con noi in Via Gaggio.

La rassegna stampa

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