La parola al Parco del Ticino sul servizio di Rainews

Torniamo ancora sul servizio mandato in onda da Rai News sulla Brughiera.

Condividiamo, molto volentieri, sul nostro blog il comunicato stampa del Parco del Ticino su questa vicenda.

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Comunicato Stampa

LA BRUGHIERA, UN HABITAT UNICO

La brughiera costituisce l’ecosistema tipico della zona e la brughiera dell’aeroporto è una porzione isolata di un sistema molto più vasto se,  pure, molto ridotto nel tempo.  Da una ricerca dell’Università degli Studi dell’Insubria emerge come nel 1833 le brughiere occupavano una superficie complessiva di 6.394,7 ha. Di quelle vaste superfici oggi rimangono circa 240 ettari  situati all’esterno dell’aerostazione in prossimità del limite sud: le aree coltivate, vista la povertà dei suoli, occupano solamente il 10% (240 ettari), mentre una percentuale consistente delle brughiere del 1800 è stata trasformata in aree urbanizzate (29.9%,  in parte residenziali, ma soprattutto in aree produttive e infrastrutturali, quali gli aeroporti di  Malpensa e di Agusta-Westland, l’ex discarica di Vergiate, lo svincolo dell’Autostrada A8-SS 336 per Malpensa, le cave a sud-est di Tornavento, solo per citare gli ambiti di maggiori dimensioni.. La medesima ricerca ha qualificato in modo assai rilevante le aree esterne al sedime aeroportuale: queste superfici, pur così ridotte, rappresentano ecosistemi unici, una retroguardia isolata a Sud delle Alpi di un’importantissima vegetazione molto diffusa nel centro e nel nord Europa, dalla quale secoli di isolamento l’hanno in parte differenziata, conferendo caratteristiche uniche all’ecosistema che, nella parte lombarda  acquisisce addirittura la denominazione propria di  brughiera  dell’“area vasta di Malpensa”

 Parallelamente, ulteriori studi promossi dal Parco del Ticino, in collaborazione con la stessa Università dell’Insubria e l’Università di Pavia hanno fatto emergere, nelle aree esterne al sedime aeroportuale, una biodiversità floristica e faunistica di grandissimo rilevo.

L’analisi della flora ha consentito di censire 332 taxa, di cui 57 autoctoni sottoposti a diverse tipologie di protezione. Per quanto concerne l’avifauna, su tale area sono state rilevate 230 specie, delle quali 79 nidificanti. Le specie tutelate dalle direttive europee sono 61, di cui 9 nidificanti, un valore di diversità specifica tra i più elevati in Lombardia.

L’area è, inoltre, sito di importanza internazionale per il Succiacapre, specie di elevata priorità di tutela a livello europeo in quanto in evidente declino negli ultimi decenni;  l’area risulta, inoltre, essere la più importante a livello nazionale come luogo di sosta per l’Averla piccola.

Per quanto riguarda gli altri taxa, una presenza di eccezionale importanza è rappresentata dalla presenza di una popolazione relitta numerosa del lepidottero Coenonympha oedippus, considerata la farfalla europea più minacciata di estinzione; la specie e’ stata trovata in riproduzione in brughiera per almeno sette anni consecutivi, fra il 2009 e il 2016, la popolazione di questa farfalla rappresenta un unicum a livello europeo.

Il sito ospita inoltre Callimorpha quadripunctaria, un’altra farfalla di interesse prioritario secondo la Commissione Europea.

Come si nota, le brughiere esterne sono in grado di associare al valore floristico, quello di habitat, in quanto connesse con il resto del Parco e non interessate dai limiti aeroportuali.

Bisogna infatti considerare che le aree a brughiera all’interno dell’aeroporto non sono in grado di svolgere il loro ruolo all’interno degli ecosistemi del  Parco,  a causa delle recinzioni che impediscono il loro utilizzo come habitat per la fauna superiore  e delle normative di sicurezza aeronautica, che prevedono come la presenza di qualsiasi specie di uccelli, debba essere evitata per la sicurezza stessa dei voli. Viene considerato un problema la stessa presenza degli insetti, in quanto sono in grado di richiamare e concentrare in loco l’avifauna che se ne nutre.

Quindi l’area da voi descritta, pur connotata dalla presenza di specie floristiche importanti, presenta un’importanza come reliquato e in termini di conoscenza,  ma non può essere considerata rilevante dal punto di vista ambientale in quanto, a causa del totale isolamento, manca delle necessarie interazioni con il contesto ecosistemico e di una delle componenti essenziali di ogni ecosistema : la  “biodiversità” animale (in questo caso, prevalentemente uccelli e insetti).

Si aggiunge un’informazione rilevante: il Parco del Ticino, nel 2011, riconoscendo la grande importanza della brughiera esterna all’aeroporto ha chiesto a Regione Lombardia di istituire, ai sensi delle Direttive europee per la tutela degli habitat e degli uccelli (RETE NATURA 2000), un Sito di Importanza Comunitaria e una Zona di protezione Speciale denominati “BRUGHIERE DI MALPENSA E DI LONATE” con l’obiettivo prioritario di tutelare questo ecosistema che attualmente è sottoposto a forti pressioni, quali l’invasione delle specie arboree esotiche (robinia e ciliegio americano in primis) e la presenza di attività sportive non autorizzate, quali il motocross, che negli ultimi anni ha probabilmente vanificato la nidificazione di diverse specie ornitiche.  Non meno importante è l’impatto determinato dalla progressiva eutrofizzazione dei suoli, che ha un effetto tanto più marcato, quanto più specie vegetali e habitat sono adattate a suoli poveri, come nel caso degli habitat naturali che caratterizzano l’area in esame.  La causa dell’eutrofizzazione è probabilmente riconducibile alle deposizioni atmosferiche ricche di composti azotati che derivano in gran parte dalle combustioni di origine antropica.

Nella proposta di istituzione del Sic, si vogliono includere anche altri habitat di interesse che sono stati rilevati a margine della brughiera e che assumono interesse sia da un punto di vista vegetazionale che faunistico.

Trattasi di ambienti boschivi residuali in stato di degrado, che richiedono urgenti azioni di tutela e miglioramento e di ambienti umidi, creatisi a seguito di interventi di gestione idraulica condotti nelle aree di ex spagliamento del torrente Arno e collocate nella porzione sud del SIC.  Purtroppo ad oggi la Regione non ha ancora avviato l’istituzione di questo sito, dal momento che questa proposta potrebbe interferire con il Piano Nazionale degli Aeroporti e la modifica degli assetti previsti per l’aeroporto di Malpensa, che già nel Masterplan ritirato da SEA nel 2014 (anche a seguito dei numerosi pareri negativi, fra cui quello del Parco del Ticino e di molti comuni interessati) prevedeva un’ampia area di espansione proprio nella zona di “vera” brughiera posta a sud dell’attuale sedime.  Si precisa infine che il Parco del Ticino, non potendo operare nelle brughiere di Malpensa e di Lonate, che non sono ancora state riconosciute come siti Natura 2000, al fine di potenziare la presenza della brughiera “utile” ha realizzato in altre aree, dove sono ancora presenti piccoli frammenti di brughiera, degli interventi che hanno portato al contenimento delle specie esotiche arboree e alla riqualificazione delle aree con presenza di Calluna vulgaris, detta comunemente brugo, a cui la brughiera deve appunto il nome.

Qui il link del Comunicato Stampa del Parco del Ticino:

La Brughiera di Lonate Pozzolo

 

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