SEA a Lonate

Si è svolta lo scorso lunedì 15 Febbraio alle ore 18.00 (non certo l’orario ideale per favorire la partecipazione di chi lavora…) una riunione della Commissione Territorio aperta al pubblico con la presenza dei vertici di SEA e del suo Presidente, Pietro Modiano.

SEA lo aveva annunciato subito dopo il ritiro del precedente Master Plan:  “dialogheremo e incontreremo il territorio”. Così, dopo la presentazione delle linee guida avvenuta lo scorso 9 Novembre, (

https://vivaviagaggio.wordpress.com/2015/11/11/il-nuovo-master-plan/

), c’è stato il primo incontro pubblico con il territorio proprio a Lonate Pozzolo, unico Comune direttamente interessato dal nuovo progetto di espansione aeroportuale di Malpensa.

Nella sua presentazione il Presidente Modiano ha esposto i nuovi dati sulle previsioni di sviluppo del traffico passeggeri e merci, coi quali intendono giustificare la realizzazione di alcuni interventi all’interno e anche all’esterno del sedime aeroportuale.

Il Presidente SEA ci è apparso come una persona molto disponibile al dialogo e al confronto, seppur ovviamente determinata e consapevole degli obiettivi della propria Azienda.

Positivo il suo voler sottolineare l’intenzione di fare il necessario per valutare le implicazioni ambientali e sulla salute, dandone incarico ad esperti esterni a SEA (la Valutazione di Incidenza sulla Salute non ancora normata sarà quindi sperimentale sul Master Plan). Noi però, a differenza di quanto da lui affermato l’altra sera, partiamo dalla coscienza che l’aeroporto e la sua attività ha sicuramente una certa incidenza sulla salute delle popolazioni limitrofe (pensiamo a tutta una serie di documenti redatti anche dalle ASL del territorio che ad esempio non erano stati presi in considerazione nella stesura del vecchio Master Plan).

Anche il discorso sui presunti benefici che può portare l’espansione dell’aeroporto in termine di posti di lavoro, non ci ha trovato d’accordo. Sin dal progetto MALPENSA2000 abbiamo sentito  questa promessa, di fatto mai realizzata pienamente. Purtroppo i fatti e i numeri degli ultimi decenni hanno smentito queste lusinghiere ipotesi.

Abbiamo apprezzato invece l’onestà nel non nascondere che i piani di questo nuovo progetto sono anche in funzione della famosa terza pista nel caso eventuale che nel futuro (dal 2030 in avanti) dovesse essercene (secondo loro) necessità. L’idea stessa di “salvaguardare la zona a ridosso della 336 dai capannoni” va letta proprio in questa direzione.

Nuovo Masterplan

Così come abbiamo apprezzato il riconoscere pubblicamente e chiaramente gli errori dello scorso Masterplan.

Rimaniamo fiduciosi riguardo le dichiarazioni di voler prendere in considerazione le istanze del territorio. Questo dialogo presumibilmente proseguirà attraverso altre presentazioni pubbliche e piattaforme online di condivisione e confronto tra i vari esperti (Università, Centri di Ricerca) e il territorio. L’obiettivo, al termine del confronto e dopo aver fatto una sintesi dei vari contributi, sarà quello di redimere lo Studio di Impatto Ambientale per far partire la procedura di VIA, Valutazione di Impatto Ambientale.

Su questo punto specifico solleviamo alcune perplessità. A fronte di questo dialogo/confronto con il territorio, a fronte dell’introduzione della procedura di VIS, come mai si vuole riusare lo strumento della VIA per il nuovo Master Plan? Secondo il nostro modesto parere invece sarebbe ideale fare una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale Strategica (VAS) che coordinata con la VIS e con la Valutazione di Incidenza (VIC) potrebbe meglio valutare gli impatti sul Parco del Ticino.  Riteniamo chela VAS sia l’unico strumento in grado di dirci fino a che punto questo territorio è in grado di sopportare l’aumento dell’inquinamento prodotto dal traffico stradale e dall’attività aeroportuale, andando ad analizzare anche le ricadute sulla salute delle popolazioni e le conseguenze su flora e fauna del Parco del Ticino.
Tramite la VAS si potrebbe realizzare,finalmente,quella compatibilità ambientale, sociale ed economica tra il territorio e l’aeroporto di Malpensa.

 

Avevamo predisposto una serie di domande, ma per ragioni di tempo ne abbiamo fatta una sola (le troverete tutte alla fine del post). Nel nostro intervento quindi abbiamo in primis ringraziato il Presidente Modiano per la sua disponibilità.

Abbiamo ribadito che l’espansione verso sud dell’attuale sedime aeroportuale comporterà irrimediabilmente la perdita dell’Habitat della Brughiera e che questa, lo ripetiamo per l’ennesima volta soprattutto perchè ci è parso di capire che c’è ancora chi pensa di trovare facili soluzioni, NON E’ RICOSTRUIBILE in nessun altro luogo.

Brughiera (22)

Abbiamo invitato SEA a studiare e capire se non sia possibile collocare in altre zone del sedime attuale i capannoni previsti per il raddoppio della cargo city (i famosi 60+30 ettari che si vorrebbero espandere verso sud). Così come abbiamo proposto che, nel caso ci sia una reale necessità di nuovi capannoni, si possano usare le zone delocalizzate o addirittura capannoni già esistenti e dismessi di fronte alla attuale Cargo City, evitando così di consumare il suolo unico e raro della brughiera.

L’ambiente della Brughiera merita di essere salvaguardato proprio per la sua importanza ambientale a livello comunitario, per questo continueremo a sostenere la proposta del Parco di istituire un SIC/ZPS proprio nella zona della Brughiera di Via Gaggio.

Alla fine della riunione abbiamo potuto chiaccherare con il Presidente e lo abbiamo invitato a fare una passeggiata con noi in brughiera, magari quando il brugo è fiorito. Si è reso disponibile.

Brughiera (1)

Noi continueremo con la nostra linea, cercando di partecipare il più possibile alle occasioni di confronto e di dibattito che verranno organizzate nei prossimi mesi. Non ci arrendiamo e continueremo a sostenere l’ipotesi che Malpensa e la Brughiera con Via Gaggio possano coesistere e che ci sia posto per entrambi.

Nelle prossime settimane SEA dovrebbe mettere online la videoregistrazione della serata che si è svolta a Lonate. Sarà nostra premura metterla a disposizione di quanti, non avendo potuto partecipare all’incontro, vorranno sapere cosa è emerso dalla riunione.

Le nostre domande:

– Il percorso di partecipazione e di confronto che si vorrebbe fare con il territorio, a cosa porterà? Alla stesura dello Studio di Impatto Ambientale nella futura procedura di VIA?
– Quale importanza verrà data agli interventi e ai documenti che gli Stakeholder porteranno sui vari tavoli del confronto?

– VIS: Ottima cosa….ma non essendo oggi normata, nessuno è vincolato a rispettare il risultato della VIS. Se dalla VIS emergerà che questo territorio non è in grado di sopportare ulteriori sviluppi di inquinamento acustico e atmosferico, SEA sarà pronta a ritirare il suo progetto di sviluppo e ripensarlo (magari escludendo la terza pista) oppure proseguirà ancora con i progetti di sviluppo?

– Oggi per dare valore alla VIS, per salvaguardare seriamente e far coesistere Parco del Ticino, comunità locali e aeroporto l’unica soluzione è la VAS, sul’area vasta. Come mai tra tutte le aperture e i cambi di rotta che SEA ha scritto in questi mesi si vuole rinunciare all’unica procedura amministrava che è in grado di raggiungere l’obiettivo di rendere l’aeroporto compatibile con il territorio e non viceversa?

– Sull’espansione verso SUD, che cancellerà irrimediabilmente una parte di Brughiera, ci chiediamo se non ci sia modo di riorganizzare gli spazi interni al sedime aeroportuale e individuare in altre zone e spazi dove inserire i nuovi capannoni. Oppure se non varrebbe la pena espandere il sedime aeroportuale nella zona di fronte alla cargo city, già oggi occupata da capannoni dismessi che potrebbero rientrare nel sedime aeroportuale scongiurando l’espansione verso SUD. Oppure ancora pensare di intervenire nelle zone delocalizzate, che anche se oggi sono tornate in parte a verde, potrebbero essere in alcune zone riusate per l’insediamento dei capannoni. Questo se diamo per scontato che ci sia veramente bisogno di nuovi capannoni a fronte di quelli vuoti e inutilizzati che ci sono nell’arco di 10 km dall’aeroporto.

 

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