Ottusità

Sul recente attacco al Fiume Azzurro, abbiamo chiesto ad un nostro carissimo amico di aiutarci a capire la situazione e perchè è importante garantire il Deflusso Minimo Vitale per il fiume Ticino.

Pubblichiamo quindi, molto volentieri l’intervento di Luigi Duse, Vicepresidente del Parco del Ticino a cui va il nostro personale ringraziamento per quanto sta facendo all’interno del Parco del Ticino.

61 Ponte sul Ticino

Ottusità!
Solo così si può definire la decisione che ha portato, di fatto, alla sospensione della sperimentazione sul Deflusso Minimo Vitale.
 
Che cosa è il DMV? Sembra molto difficile, ma in realtà è semplice: si tratta del livello minimo (appunto vitale), misurato in alcuni punti nevralgici del fiume Ticino, che permette all’ecosistema, alle attività agricole e imprenditoriali, al sistema di diluizione, di essere efficacie anche in momenti di crisi idrica.
 
Così, in modo semplificato.

 
La definizione di questo livello è stato argomento di lite fra interessi contrapposti per decine di anni: agricoltori contro ambientalisti, Parchi contro Consorzi di captazione, Enel che voleva l’acqua, ecc…insomma, una situazione di conflitto che si presentava quasi ogni anno e diveniva esplosiva in quelli siccitosi.
 
Nel 2010, grazie alla buona volontà di tutti i soggetti, dopo un tavolo durato due anni, si è raggiunto un punto di equilibrio: insieme, e già questo è un gran successo, sotto la supervisione delle Regioni Lombardia e Piemonte e di tutte le Provincie rivierasche si è partiti con un progetto sperimentale.
 
Non sto a sottolineare le caratteristiche tecniche e il sempre maggior grado di affinamento delle portate per la definizione del livello che andasse bene a tutti, ma la vera cosa bella che è accaduta è CHE HA FUNZIONATO.
 
Non è un caso che nell’estate del 2012, quando l’Italia e la pianura padana in particolare hanno subito danni gravissimi per la siccità, il Ticino non ha sofferto particolarmente, e così gli agricoltori e il sistema complessivo di depurazione delle acque.
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 E ora arriviamo al “casus belli”.
 
A marzo la Confederazione Svizzera, accortasi che il livello del lago Maggiore nelle estati del 2012 e 2013 era salito di 0.50 cm rispetto al +1 idrometrico (termine fissato nel 1940), ha protestato.
 
Perché il lago sale? Perché giustamente, quando c’è un può d’acqua in più, e il Ticino sta bene, invece di buttare via acqua, si immagazzina per i momenti difficili.
 
Mi preme sottolineare come 0.50 cm siano un nonnulla per le spiagge e rive del Lago, ma un potenziale importantissimo di riserva per il fiume.
 
E che accade? Gli Svizzeri protestano, i burocrati del Ministero Ambiente, e a seguire del Ministero degli Esteri, si preoccupano e chiedono al Consorzio del Ticino di interrompere il protocollo di regolazione così faticosamente costruito nel tempo che aveva messo fine, nei fatti, alla guerra dell’acqua.
 
Tutto questo è accaduto il 17 giugno, a 4 giorni dall’inizio formale dell’estate.
 
Una scelta sbagliata, pazzesca e ottusa.
 
Già con pochi giorni il nostro fiume sta scendendo, e speriamo che non arrivino altri 10 – 15 giorni di caldo e siccità.
 
Non potendo “mettere in cascina acqua, il rischio è reale e la preoccupazione molta, per l’ecosistema e le attività produttive.
 
Ora insieme, tutti, ancora, per fortuna, ci stiamo muovendo: Parchi, Consorzi, Associazioni degli agricoltori e ambientalisti nel chiedere al Ministero dell’Ambiente di riattivare il protocollo sulla regolazione delle acque alla diga della Miorina che permetteva un DMV, anche in questi periodi, di 18 mq/sec, appunto il Deflusso Minimo Vitale individuato per questi periodi.
 
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Abbiamo investito tutti del problema, in primis le Regioni e il Ministero dell’Agricoltura, affinché si riesca a trovare una soluzione veloce e utile a tutti, compreso la Confederazione Svizzera.
 
Un Regio Decreto del 1940, con la situazione del tempo, con i sistemi di regolazione del tempo, con le differenze climatiche che sono pervenute (ahimè le estati son più siccitose e i ghiacciai si sono ritirati), con il carico antropico (gente e case) che è sopravvenuto, non basta. NON VA BENE.
 
Riattiviamo un tavolo e non aspettiamo troppo. Non arrendiamoci all’ottusità o a interessi nazionalistici.
Ne va del fiume, dell’ecosistema, delle colture, e del lavoro di anni.
Luigi Duse,
Vicepresidente Parco del Ticino.
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One response to this post.

  1. Belle le mie foto su questo post, peccato che manchi il nome dell’autore

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