Aria

Cominciamo questo post con una doverosa premessa: chi tocca Malpensa “muore” !

Proviamo adesso a spiegare il perchè di questa affermazione.
Si è molto dibattuto negli ultimi anni sul ruolo che ha l’aeroporto di Malpensa quale fonte di inquinamento atmosferico.

Arpa_malpensa

Ma andiamo con ordine.

La sentenza Quintavalle, in primo grado (n. 11169/2008)  e  in secondo grado (n. 2157/2012), ha stabilito che il sorvolo degli aerei è responsabile, senza ombra di dubbio, del deperimento e della morte di una notevole quantità di piante nella tenuta del Sig. Quintavalle.

La riflessione seguita all’indomani della sentenza di primo grado era molto semplice e per certi versi naturale:

“arrivano a terra (nelle piante e nel terreno) tutta una serie di composti nocivi, tossici e cancerogeni anche per l’uomo; questi sono prodotti dai combustibili degli aerei (spiegati con reazioni chimica avendo potuto analizzare il carburante) e hanno provocato i danni evidenziati dalla sentenza Quintavalle. A terra ci sono anche delle persone umane che sono interessate dalle rotte di decollo e di atterraggio degli aerei. Qual’è l’incidenza che questi composti hanno avuto e stanno avendo sulla salute delle popolazioni?”

Subito dopo questa riflessione il Comune di Casorate Sempione ha provveduto ad effettuare un monitoraggio, con gli stessi strumenti utilizzati dai consulenti per la sentenza Quintavalle, per verificare cosa succede e qual è la presenza di questi composti a terra nel territorio di Casorate Sempione.

Va opportunamento specificato che lo studio incaricato di fare questi monitoraggi non è uno studio di qualche stregone al soldo di chi vuole chiudere l’aeroporto, ma è uno Studio certificato che segue procedure certificate per il monitoraggio di una serie di inquinanti. Quindi non è stata fatta nessuna azione strana o poco linerare per dimostrare la presenza e le percentuali di questi composti a terra.

Ma questo avviene solo a Casorate Sempione? O meglio, gli inquinanti sono solo lì?

In tutti i Comuni del Cuv si sono mossi Comitati o consiglieri comunali sensibili a questo argomento per chiedere che fossero monitorati questi parametri anche negli altri comuni. Dopo lunghissime ed estenuanti riflessioni e dopo l’incontro avuto il giorno 5 Aprile 2011, l’ARPA Lombardia ha ricevuto l’incarico di effettuare un monitoraggio della qualità dell’aria nella zona di Malpensa.

Ad oggi esistono 3 centraline fisse di Arpa per il monitoraggio dell’aria e si trovano a Lonate Pozzolo, Ferno e Somma Lombardo, ognuna con dei composti da monitorare:

Lonate Pozzolo: No2

Ferno : PM10 – O3 – NO2 – CO

Mxp Somma Lombardo: Benzene – NO2 – O3

A queste 3 centraline ne è stata sommata una posizionata nel Comune di Casorate Sempione e una centralina mobile posizionata nei Comuni di Arsago Seprio, Samarate, Golasecca e Vizzola Ticino.

Centraline

Inoltre sono stati inseriti due punti bianchi: Saronno e Magenta. Certo due realtà non direttamente toccate dal sorvolo degli aerei, ma sicuramente due realtà con un notevole traffico stradale.

Proprio quel traffico stradale che insieme alle stufe a legna è visto come la causa principale dell’inquinamento in questa zona, relegando Malpensa ad una semplice fonte, nemmeno troppo inquinante!

Non sarebbe stato più utile usare dei “punti di Bianco” lontani dal sorvolo degli aerei e lontani anche da zone densamente trafficate?

monitoraggi

Prima di riportare le conclusioni dello studio va segnalato che nel report diffuso con i risultati, in premessa si trova questa frase:

“Sulla base della molteplicità dei dati raccolti nel corso degli anni è possibile effettuare una valutazione sintetica della QA (Qualità dell’Aria): pur essendo l’aeroporto una sorgente emissiva importante, non risulta nell’intorno una differenziazione sensibile dello stato di QA rispetto ad altre aree del territorio provinciale.”

Nella stessa pagina si legge lo scopo di questo monitoraggio: valutazione della possibile presenza in atmosfera, di sostanze potenzialmente pericolose per la salute”, non limitate agli inquinanti normalmente rilevati nelle stazioni della rete di monitoraggio.

Se queste sono le premesse, possiamo tranquillamente capire perchè si è arrivati alle conclusioni:

– Non sono stati rilevati impatti significativi sulle concentrazioni di microinquinanti direttamente o indirettamente connessi alle emissione legate alla attività aeroportuale.

Ecco le considerazioni che ci sorgono spontanee, a questo punto:

_In primis diciamo che Arpa non ha più quel ruolo che era previsto per le Agenzie Regionali per la protezione dell’Ambiente che aveva alle sue origini.

Sul tema specifico, oltre alle indagini effettuate per i gradi di giudizio della Sentenza Quintavalle abbiamo la relazione del Corpo Forestale dello Stato che parla esplicitamente di “disastro ambientale” nei dintorni di Malpensa, abbiamo gli studi effettuati dal Parco del Ticino in oltre 10 anni di monitoraggi e non da ultimo quelli effettuato dall’Università di Brescia sempre su incarico del Parco del Ticino. Tutti studi seri, fatti da enti certificati con procedure certificate che ci raccontano cose diverse da Arpa.

_Una seconda riflessione riguarda la ratio del monitoraggio che è legata direttamente anche a quanto emerso dalla sentenza Quintavalle. Per la prima volta si è potuto sapere cosa esce dagli scarichi degli aerei, poichè è stata effettuata una analisi sul carburante e grazie alla reazione chimica di combustione si è potuto finalmente sapere cosa si disperde nell’aria.

L’aria serve alle piante ma ovviamente serve anche a noi. Entrambi la usiamo per vivere, ed entrambi possiamo avere delle conseguenze se l’aria che respiriamo porta con sè tutta una serie di particolati e particelle nocive, pericolose o addirittura cancerogene per l’uomo.

_ Una terza riflessione è relativa al fattore “tempo”. Malpensa opera in assenza di una VIA che ne stabilisca la compatibilità ambientale dal 1999. Questo vuol dire che le popolazioni a nord interessate dai decolli (come le piante della tenuta Quintavalle) “respirano” dal 1999 lo scarico degli aerei.

I dati delle sentenze e gli altri studi ci hanno detto che a terra arrivano delle sostanze che fanno male alle piante, e la nomenclatura medico-scientifica ci ha confermato che sono cancerogene per l’uomo.

Parallelamente i dati forniti dalla Asl ci parlano di una situazione preoccupante e numericamente diversa tra la media provinciale e la media dei 9 Comuni del Cuv in termini di aumento di malattie respiratorie, decessi per malattie respiratorie etc.

Perchè quindi Arpa è arrivata alle suddette conclusioni? Non vorranno affermare che altri studi certificati stanno dicendo cose non vere? Oppure è l’esatto contrario? Forse Arpa non vuole (o non può) dirci la verità???

Partendo dal presupposto che sappiamo che le sostanze disperse nell’aria dagli arei fanno male alla salute, e che noi queste sostanze siamo costretti a respirarle, perchè chi dovrebbe vigilare su tutto ciò va invece a cercare altro?

Questo ci pare sia quello che sta succedendo, si sta cercando altro e intanto mettendo un pò di polvere sotto il tappeto, in modo da dare una vaga impressione che tutto sia pulito e che tutto sia a posto.

Peccato però che a furia di mettere polvere sotto il tappeto..prima o poi…

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One response to this post.

  1. […] fronte dell’inquinamento atmosferico SEA si fa forte di uno studio alquanto dubbioso e lacunoso di Arpa Lombardia, dove si evince che Malpensa non inquina e anzi che […]

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