Passera e il Piano che Piano non è

E alla fine la montagna partorì un topolino. Possiamo tranquillamente usare questo proverbio per commentare a caldo il Piano Nazionale del Trasporto Aereo, presentato dal Ministro Passera in questi giorni.

Un lavoro, iniziato dal suo predecessore e che “dovrebbe” mettere in ordine in sistema aeroportuale italiano.

Occorre però per capire e comprendere meglio il valore del piano, fare un piccolo passo indietro di oltre vent’anni. Il Piano del trasporto aereo oggi in vigore è stato redatto negli anni 80 ed è rimasto pressoché lettera morta.

Tutte le previsioni e i ragionamenti fatti a suo tempo sono stati accantonati per lasciare assoluta libertà a tutti. Ecco quindi che senza nessuna visione strategica o complessiva del sistema Italia sono profilerati tutta una serie di aeroporti che nel corso di questi anni si sono fatti una concorrenza veramente mostruosa per portarsi a casa nuove rotte sempre più appetibili, maggiori passeggeri e tonnellate di merci da spedire.

L’assenza di regole e di ruoli ha creato il caos, non nei cieli, ma qui sulla terra, dove abbiamo aeroporti sorti anche a meno di 50 chilometri uno dall’altro, come nel caso della Lombardia che detiene questo infelice record.

L’andamento senza regole ha comportato poi che anche le scelte prospettate oggi per i prossimi anni venissero progettate senza nessuna regolamentazione, senza una visione di area vasta che dicesse in maniera preventiva quali ampliamento fossero necessari e quali no.

La concorrenza è ancora il concetto chiave dello sviluppo, mentre la parola sinergia è ancora sconosciuta.

Perchè quindi il riferimento al proverbio all’inzio di questo post? Semplicemente perchè il Piano presentato da Passera non è un Piano che fa un ragionamento a priori sulle reali necessità del Paese, ma si presenta come una sommatoria genercia di quanto già voluto o progettato dai singoli aeroporti.

Diciamo questo perchè il Piano è in elaborazione  da almeno due anni. Se poi un piano deve programmare l’espansione del futuro assetto nazionale è del tutto evidente che a livello nazionale si debba ragionare a “bocce ferme”, senza che nessuno decida di fare dei passi avanti. In questi anni di attesa, cosa è successo?

La risposta la troviamo sul sito del Ministero dell’Ambiente, nella parte relativa alla Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) dove nell’elenco delle procedure aperte, troviamo  tutta una serie di progetti in fase di autorizzazione.

Qualcosa non torna! Perchè non si è aspettata la stesura del Piano, per poi presentare l’istanza? Oppure perchè annunciare e redarre un Piano Nazionale, se poi ogni società aeroportuale può fare ciò che vuole?

Nessuna visione strategica quindi e nessun ragionamento preventivo sull’effettiva necessità di avere degli sviluppi aeroportuali su tutto il territorio nazionale che siano necessari e razionali.

Di fatto siamo di fronte ad un Piano che Piano non è, poichè non ha analizzato le reali esigenze del settore, si è limitato a prendere in considerazione tutti i progetti di sviluppo (nati senza un confronto con il sistema Italia nel suo complesso) e si è  limitato a inserirli in un documento che di fatto continua a confermare l’anarchia come modus operandi nel settore aereo.

Nel caso di Malpensa, lo scorso mese di Ottobre il Sotto Comitato della Commissione Nazionale VIA/VAS impegnato nell’affrontare in sede di VIA i Master Plan di Malpensa, Bologna, Torino e Cagliari aveva chiesto (senza ottenere delle risposte intelligenti) che si facesse un confronto con tutto il sistema nazionale del settore aereo soprattutto per capire se realmente ci fosse la necessità di espansione che tutti avevano richiesto.

Anche perchè l’espansione comporta sempre consumo di suolo, nuove cementificazioni e nel nostro caso tutta una serie di conseguenze negative per la qualità della vita delle popolazioni che abbiamo spiegato molte volte anche da questo blog.

Speravamo che il Governo dei Tecnici , finalmente, approfondisse  con criteri nuovi il sistema aeroportuale nazionale, proprio perchè è necessario per il Paese pensare al proprio sviluppo puntando su criteri diversi come l’efficienza, la razionalità e la sinergia piuttosto che continuare nel solco melmoso della cementificazione e speculazione edilizia sempre e per sempre!

Rispetto ad alcuni editoriali apparsi sui quotidiani locali o rispetto anche alle facili gioie di qualcuno ci permettiamo di ricordare che questo Piano non risolve il problema della congestione degli aeroporti semmai lo peggiora e che comunque Malpensa non è più solo in competizione con Fiumicino ma da oggi lo sarà anche con Venezia e con gli altri aeroporti con cui ha lottato in questi anni uscendone con le ossa rotte.

Ci voleva sicuramente più coraggio nel prendere delle decisioni intelligenti e razionali riguardo a questo settore. Purtroppo dobbiamo constatare che nel settore aeroportuale italiano i criteri e le scelte coraggiose vengono abdicati rispetto alle singole istanze di tutti che alla fine non gioveranno al sistema Italia.

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2 responses to this post.

  1. […] rivoluzione che però rischia di essere accantonata prima di vedere la luce, proprio perchè il Piano del Ministro Passera porta con sè alcune incoerenze e […]

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