Quintavalle – Malpensa, Sea condannata.

[“IL FATTO QUOTIDIANO“]
[TIZIANO SCOLARI per LETTERA43.IT]

Si è chiuso venerdì 15 giugno il secono grado di giudizio che ha visto contrapposti il Sig. Umberto Quintavalle, proprietario dell’omonima tenuta a Somma Lombardo in pieno Parco del Ticino, SEA e il Ministero dei Trasporti.

Oggetto del contendere la richiesta di risarcimento del danno causato dagli aerei in fase di decollo.

In primo grado SEA e il Ministero erano stati condannati a versare 5 milioni di Euro al Sig. Quintavalle. In secondo grado SEA è stata condannata di nuovo, ma la cifra da versare è passata da 5 a 8 milioni di Euro.

Brevissima cronistoria: il Sig. Quintavalle, proprietario di una tenuta di oltre 220 ettari, decide di far partire un progetto per la creazioni di un’oasi naturale. Purtroppo la parte secolare della tenuta inizia a morire. Venuta meno la condizione necessaria per far partire il discorso di realizzazione dell’oasi, il Sig. Quintavalle si rivolge al Tribunale Civile di Milano per ottenere un risarcimento per il danno che gli è stato cagionato.

Il Giudice affida al CTU, Prof. Genevini, il compito di spiegare oltre ogni ragionevole dubbio se i responsabili del deperimento sono i gas di scarico degli aerei e come questo procedimento avviene.

Anni di analisi e indagini che confermano la colpa al gas di scarico degli aerei. Da qui l’appello presetato da SEA contro il giudizio di primo grado.

Nell’attendere di leggere le motivazioni della sentenza possiamo solo confermare che al di là degli aspetti economici (che ci interessano poco) è del tutto evidente che le analisi tecniche usate in primo e in secondo grado per confermare l’impianto accusatorio sono dei mezzi che potrebbero essere usati per capire veramente l’impatto degli inquinanti più pericolosi, soprattutto IPA, che oltre ad essere i responsabili del deperimento e della morte delle piante sono cancerogeni anche per l’uomo.

Vi ricordiamo inoltre che la tenuta Quintavalle si trova sotto una direttrice di decollo degli aerei dove la presenza antropica è decisamente inferiore rispetto alla presenza arborea! Se in quella zona i valori di inquinanti sono questi e considerata la pericolosità per l’uomo di questi inquinanti, cosa succede sotto le altre rotte di decollo dove la presenza antropica è decisamente maggiore di quell arborea?

Vale la pena forse iniziare a fare un monitoraggio più in grande di quello realizzato dal Comune di Casorate Sempione nel 2011?

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