Rilanciare i parchi

Rilanciare i parchi, lombardi e non solo: ecco la sfida! Secondo un sondaggio del WWF, la stragrande maggioranza degli italiani conosce le aree protette della nostra penisola e ne riconosce il valore etico, sociale oltre che, naturalmente, quello ambientale. Meno italiani (solo il 29%) conoscono la rete ecologica, ma probabilmente perchè giovane e non ancora del tutto implementata, se non sulla carta.
Dallo stesso sondaggio emerge come gli italiani considerino prioritario un finanziamento adeguato delle nostre aree protette introducendo un ticket per alcune aree molto selvagge (naturamente ristrette e non antropizzate, come in Sicilia). A livello politico si parla di rilancio dei parchi, entrati in crisi già da subito, all’indomani dell’approvazione della legge quadro 394, la legge che ha portato fino al 12,5% la superficie di territorio protetto; la rete ecologica, escluso l’ultimo aggiornamento, si aggira a quasi il 22%. I numeri aumentano, ma la mentalità dei politici non si adegua. Due, le gravi criticità: 1) pochi fondi solo per le spese ordinarie; 2) un terzo dei siti che l’Unione europea ci chiede di tutelare per l’alto livello della loro biodiversità è minacciato da interventi infrastrutturali (la legge obbiettivo del 2001, pensata per recuperare un presunto ritardo infrastrutturale del nostro paese – che c’è in alcuni settori, ad es. le ferrovie ma non in altri come le autostrade- un vero flop aconomico). Senza considerare, inoltre, il fatto che la 394, per la quale trenta anni dopo la sua entrata in vigore  giustamente molti richiedono una manutenzione, è già stata in parte modificata in peggio, depotenziandone lo spirito originario.
Aggiungiamo la proposta di revisione della stessa legge 394, ripeto necessaria, che se fatta però in un certo modo decreterebbe la fine del sistema-parchi italiano.
Viva Via Gaggio può svolgere una funzione importante per catalizzare tutte quelle forze che spingono per un mutamento dell’atteggiamento istituzionale nei confronti delle nostre aree protette. Al contempo superare quel conflitto tra un certo atteggiamento istituzionale e il sentire comune che su questa questione (squisitamente ambientale e territoriale insieme) come su altre risulta caratteristico di un divorzio apparentemente insanabile tra politica e comunità. Spesso le comunità sono più avanti nel sentire il problema della difesa del proprio territorio come della propria identità storico-culturale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: