La provocazione prealpina – seconda parte

[LEGGI LA PRIMA PARTE]

COSA ABBIAMO DETTO:

Prima di entrare nel merito dell’intervento abbiamo fatto delle precisazioni:

«noi non siamo affetti da sindrome Nimby e non siamo quelli che sostengono che per potenziare Malpensa bisogna chiudere Linate, così come bisogna chiudere Malpensa tout court: noi abbiamo sempre sostenuto che c’è posto per entrambi e che per “potenziare Malpensa nel pieno rispetto delle regole” ci sono anche strade alternative alla costruzione della terza pista e del polo logistico con relativa espansione del sedime aeroportuale»

Mentre qualcuno ha scritto  «Da parte dei comitati, naturalmente Malpensa è la fonte di ogni male, passato presente e futuro. Diciamolo pure: dire no allo sviluppo significa rinunciare alla possibilità di creare ricchezza e decine di migliaia di posti di lavoro – dichiara il loro presidente Roger Zanesco – Sembra che siamo talmente ricchi da dire chissenefrega di Malpensa. 
Dei 330 ettari di ampliamento previsto nel Masterplan, la terza pista rappresenta una parte minimale che però sarà indispensabile se aumenterà il traffico, come tutti auspichiamo.
Favorevolissimi dunque a questa opera, mentre sul polo logistico le perplessità ci sono anche da parte nostra e siamo pronti a discuterne».

Il quotidiano locale “La Prealpina”, nelle pagine di Gallarate-Malpensa, ignora La Notizia, cioè il successo di un Comitato della zona che ottiene un audizione da parte dei Consiglieri Comunali di Milano, primo azionista di SEA. Preferisce, invece, dare uno spazio esclusivo e spropositato agli sponsor della terza pista, frangia sempre più minoritaria del territorio. Nell’articolo non firmato di sabato 24 Marzo 2012, titolo “Vogliamo la terza pista”, si legge: «[…] commissione mobilità e ambiente a Palazzo Marino, riunita per dare voce ai comitati (Viva via Gaggio e Malpensa Forum) nati contro [grassetto nostro] Masterplan Sea e terza pista».

Primo punto: ribadiamo che l’unico titolare dell’audizione è stato Viva Via Gaggio. Malpensa Forum, che noi conosciamo e apprezziamo, era presente all’audizione, ma solo come ospite. Noi, poi, prima di nasciamo contro qualcosa o qualcuno, nasciamo per tutelare il nostro territorio, per informare e sensibilizzare il territorio su un tema, l’ampliamento dell’aeroporto, colpevolmente taciuto da stampa e politici per anni. Quando siamo nati noi di VivaViaGaggio, nel gennaio 2010, ancora il MasterPlan non era stato presentato. La Prealpina preferisce citare il Comitato Viva Via Gaggio e la sua audizione in un articolo del 22 Marzo 2012, confinato nell’insolito spazio delle pagine di Economia e Finanza, uno striminzito articolo dal titolo “Viva Via Gaggio a Palazzo Marino: Fermate il Master Plan”, più o meno un copia e incolla di quanto abbiamo scritto sul nostro blog. E sia chiaro: non ce l’abbiamo con l’autore dell’articolo, Matteo Bertolli, perché il giornalista esegue le direttive della redazione e dei suoi responsabili: ce l’abbiamo con le scelte editoriali.

Sempre nell’articolo “Vogliamo la terza pista”, i due (sì, cari lettori, stiamo parlando di due signori presenti a Milano) rappresentanti di Aeroporti Lombardi, protagonisti assoluti delle cronache di Prealpina, dicono di essere favorevoli alla terza pista, ma di nutrire dubbi sul polo logistico. Walter Girardi ha rappresentato migliaia e migliaia di persone che hanno messo nero su bianco la loro adesione al Comitato con la firma della petizione. Altre quattro migliaia di persone ci seguono sui nostri spazi internet. Questi due signori a nomi di chi e di quanti parlano? 

Rispondiamo (avremmo risposto anche al giornalista della Prealpina, se solo ci avesse contattato e avesse avuto a cuore la completezza dell’informazione):

Cari DUE signori di Aeroporti Lombardi presenti a Milano, peccato che tutta l’area (330 ettari di brughiera) serva  e che gli appetiti sono sul Parco Logistico (definizione del Master Plan): la terza pista è solo il cavallo di Troia (la spacciata esigenza di pubblica utilità per le decine di milioni di passeggeri che arriveranno a Malpensa da tutto il sistema solare) per diventare padroni di tutta l’area.

Nell’audizione – la Prealpina lo sappia – abbiamo poi parlato della crisi del lavoro, spiegando il calcolo “drogato” dell’indotto:

Abbiamo riflettuto di inquinamento acustico, di quello da gas di scarico con la sentenza Quintavalle, dei dati dell’Asl e delle caratteristiche ambientali e volumetriche dell’area oggetto del Master Plan.

Abbiamo infine sostenuto quello che da sempre abbiamo detto: “Malpensa è una realtà importante, non siamo tra quelli che la vogliono chiudere, ribadiamo che proponiamo una strada diversa da quella del Master Plan per ottenere uno sviluppo “rispettoso del territorio, passando attraverso il rispetto delle regole e usando in maniera più rezionale, efficiente e intelligente  ciò che c’è all’interno del sedime aeroportuale senza ampliarlo di un centrimetro.

Il video realizzato a fine audizione – così come le slide consegnate all’inizio al Presidente Monguzzi per la stesura del verbale della commissione – spiegano una cosa diversa rispetto a quanto raccontato da altri in questi giorni.

Quanto all’autorizzazione negata delle riprese da parte dei due signori di Aeroporti Lombardi, il consigliere Calise ha chiesto la liberatoria per l’utilizzo delle immagini dell’audizione del nostro intervento, difatti la video camera era puntata solo sul tavolo della Presidenza. Uno dei due rappresentanti di Aeroporti Lombardi, pur presentandosi all’inzio della seduta, non ha chiesto a nessuno la liberatoria per l’uso delle immagini. Alla fine della seduta Walter Girardi ha chiesto gentilmente di ricevere formale richiesta per l’utilizzo della ripresa. Tutto questo la Prealpina non lo può sapere, perché nessun suo giornalista era stato inviato a seguire l’audizione. Si è fidato del resoconto di altri.

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5 responses to this post.

  1. loro mettono sempre di mezzo il fatto che dopo e’ a rischio il posto dei dipendenti,ma e’ un pretesto.Gli interessi sono solo quelli di favorire i soliti.

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    • Aaah, la storiella dei posti di lavoro. Smontata e fatta a pezzi anche quella. Certo, in tempi di crisi è sempre buona.
      Nell’ampliamento di Malpensa di dieci anni fa, si usò la stessa strategia. Stesse parole. Guarda qua come siamo ridotti: lavoro precario, se non nero, e addirittura cassa integrazione. Pagata da tutti i contribuenti italiani, anche da te.

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      • MA POI IO DICO,: TUTTE QUELLE BELLE MARCE CHE ORGANIZZAVANO I SINDACI LIMITROFI DELLA MALPENSA DOVE SONO….? IL FATTO E’ CHE DAVANTI AL DENARO POCHI RESISTONO.CQ UN CONSIGLIO…METTETE IL TASTO G+.

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    • Già.
      Perché da queste parti il dissenso si soffoca offrendo consulenze, assunzioni e briociole compensabile.
      I componenti di VivaViaGaggio non sono in vendita e questo dà un fastidio che neanche ti immagini.

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      • LE BASI PER UNA LOTTA SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI,IN UN PAESE DOVE FRA POCO ANDREMO IN RISCIO’ VOGLIONO FARE GALLERIE INUTILI STRADE
        E MAI FINIRLE,OPERE INUTILI DAPPERTUTTO, COME SE FOSSE L’ATTACCO ALLA DILIGENZA.FERMIAMOLI….!!!

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