Assessore Tabacci: la terza pista di Malpensa non serve

Quello che è emerso dalle dichiarazioni dell’assessore al bilancio del Comune di Milano Tabacci, ovvero che la terza pista di Malpensa non serve [LEGGI], è sensazionale e per almeno due motivi:

1) emerge un problema cruciale: il futuro di un parco bellissimo, che con questo intervento infrastrutturale morirebbe. Ne vale la pena? Dalle dichiarazioni pare di no. Se le ragioni dell’economia spingono a dichiarazioni di questo tipo, è certamente perchè il progetto non tiene. Forse non si parte in queste dichiarazioni dalla questione ambientale, ma vi è in un qualche modo inclusa.

2) si prospetta una visione d’insieme per l’area metropolitana milanese, dove non può più valere il principio di rinaturalizzare alcune aree degradate in città e poi cementificare il più possibile, cancellando aree di grande pregio naturale. L’accenno a Montichiari è significativo, il problema della dispersione degli aeroporti nel Nord non varrebbe per l’area metropolitana milanese (l’area più piccola ha quasi 4 milioni di abitanti, quella più vasta raggiunge i 7milioni). Quattro aeroporti possono sostenere ragionevoli previsioni di traffico.

Queste dichiarazioni vogliono essere un contributo ad un “piano di gestione territoriale” diverso, lungimirante, che pianifichi un territorio fortemente urbanizzato, per, mantenere e valorizzare l’esistente (il Parco del Ticino nello specifico), ricreare natura e fermare il cemento (già fermare una speculazione come quella del Masterplan non è poco).
C’è da gioire, anche se sempre Tabacci non esclude, per una politica di investimenti del Comune di Milano, una cessione di quote SEA, perdendo così la maggioranza. Non è detto che sarà così, anche se di fatto il Comune necessita di soldi per finanziamenti vari, dal rinnovo dei treni della metropolitana rossa all’housing sociale.

In ogni caso le cose possono cambiare per il meglio, soprattutto se il Comune di Milano farà la sua parte annullando il Masterplan e riaprendo una tavola rotonda con Comuni, parti sociali e associazioni ambientaliste per ripensare Malpensa. Che ci sia una volontà chiara in tal senso è ormai evidente; mancano, però, gli atti formali: finora le preziosissime dichiarazioni di Tabacci, un domani forse la cancellazione di questo folle progetto, che mobilita risorse finanziarie in una logica preoccupante. In tempi di crisi forse è emersa l’insensatezza dell’intera operazione o più probabilmente ci si è resi conto che prima di condannare a morte un parco si possono valutare strade alternative. Valorizzare Montichiari non è fantasia, Montichiari possiede già una pista e lavora molto al di sotto delle sue capacità. È inoltre un aeroporto che si colloca ai margini dell’area vasta della conurbazione milanese, in una zona relativamente poco urbanizzata e con problematiche ambientali non paragonabili di certo a quelle del Parco del Ticino!

Occorre ora la politica, in un’ottica di rilancio del sistema parchi lombardi, non solo a parole, soprattutto in vista di Expo 2015, un evento che doveva essere ambientalista e che poi ha rischiato (e ancora in parte rischia) di trasformarsi in una scorpacciata di cemento! Il Parco del Ticino convive con un aeroporto che, se potenziato, rappresenterebbe il punto di non ritorno per un’area riserva della biosfera e hotspot di biodiversità, con siti tutelati dall’Unione Europea.

Le dichiarazioni dell’assessore Tabacci sottolineano criticità di natura economica, le quali come già detto, sembrano non evidenziare queste specifiche problematiche ambientali ma vanno lette nella direzione di un ripensamento della gestione aeroportuale lombarda. La terza pista non serve, è un investimento inutile. Anzi, dannoso!

A fronte di quanto detto dall’Assessore Tabacci, non possiamo non sottolineare che noi di VivaViaGaggio da ormai due anni andiamo ripetendo le stesse cose sul sistema dell nord d’Italia, sulle specializzazione degli aeroporti, su una visione strategica e globale del comparto aereo. E le stesse cose ha detto e ricordato prima la Commissione di Verifica VIA/VAS invitando le società di gestione degli aeroporti di Malpensa, Torino, Bologna e Cagliari a rivedere la loro programmazione confrontandosi con il SISTEMA ITALIA – cioè con un Piano Nazionale del trasporto aereo  che sia degno di questo nome – e poi l’attuale Ministro Passera qualche settimana fa.

Il concetto è molto chiaro e semplice: evitiamo, in una situazione di crisi internazionale, gli sprechi e i doppioni, evitiamo di fare come abbiamo operato fino adesso coltivando ognuno il proprio orticello non lavorando in sinergia con gli altri ma in competizione.

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