Archive for marzo 2012

Vivere la dimensione della territorialità….

Con questo intervento cercherò di riprendere alcuni temi già trattati ma con l’obiettivo di “smontare” tutta una serie di pseudo-convinzioni che la gente spesso, per una sorta di pigrizia mentale si crea sul mondo…In questa prima parte dirò del perchè il cosiddetto “senso comune” assai potente o meglio efficace per quanto riguarda il nostro orientamento generale nella vita (ci permette di prendere decisioni e tanto altro…) di fronte a questioni assai importanti frana, si arena in tutta una serie di frasi fatti, tentativi di coprire il “non senso”….

Passerò poi in una fase successiva a trattare la questione “ambiente Italia” in maniera più teorica che pratico-operativa sebbene le due cose di fatto vadano insieme….Privilegerò più l’aspetto teoretico non per un difetto di formazione ma per un motivo diverso….le domande sul perchè di certe gestioni (territoriali) si fanno talora pressanti e in molti casi sconfinano addirittura in quell’atteggiamento pressapochista che spesso ci guida nella vita.

Quanto al senso comune esso si colloca su due livelli; quello “simbolico” e quello più propriamente “cognitivo” che nel caso della scienza (dimensione dell’astratto) “estremizza” l’atteggiamento che ci permette de estrarre dal reale delle correlazioni per definire leggi (procedure causali). I due livelli si integrano e portare il discorso su uno solo dei due può determinare delle “storture cognitive” di non ben poco conto.

Prendiamo un esempio esemplare sul piano antropologico, la struttura mitica del pensiero “primitivo” (la definizione non è del tutto corretta ma solo di comodo), tutto ha un senso, la cosiddetta religione animista, siamo in una fitta rete di relazioni che ci “responsabilizzano” al massimo grado…un intervento su un punto di questa ragnatela non può non avere ripercussioni sul resto.

Questo tipo di pensiero ha una capacità di rappresentazione simbolica del reale che ci “difende” dal non senso (dei tempi attuali mi verrebbe da dire e nello specifico in riferimento al Masterplan di Malpensa) anche se portato alle sueestreme conseguenze produce un “non senso” in quanto eccedenza di significati ovvero se nulla è lasciato al caso e se tutto si colloca in una fitta rete di relazioni che non lasciano spazio alla libertà individuale, alla fine ci si smarrisce…..tutto è già vissuto.

Consideriamo ora l’altro versante più propriamente “cognitivo”, il versante per semplificare dei fatti e delle misure, o quello dell’astrazione scientifica…Mi spiego, la scienza è fatta di procedure cognitive radicate nel nostro percepire il mondo, funziona e delle leggi almeno dal nostro punto di vista che ci vuole fatti in un certo modo (per ragioni evolutive) esistono…Quando però si passa da questo piano (della fisica newtoniana o della matematica tradizionale) a piani diversi (che qui citerò solo…) ad esempio della fisica quantistica o della geometria non euclidea le cose si complicano perchè l’assunto positivistico di base viene messo in discussione…..noi vediamo il mondo così (ovvero attraverso gli occhiali della scienza) perchè siamo fatti così oppure come nella fisica contemporanea non si può di fatto separare esperimento e osservatore, quest’ultimo come nel “principio di indeterminazione” di Eisenberg, è un tutt’uno con l’esperimento. La stessa fenomenologia di Husserl, che anticipa la fisica dei quanti diceva sia pure con altre parole all’incirca questo….Per capire un esperimento si deve paradossalmente rifare alla biografia dello sperimentatore…

Il pensiero orientato (quello che qui sto trattando) è però anche giocato su un altro piano, quello dell’euristica del vivere quotidiano (pensare la quotidianità….) che nelle nostre società vive sicuramente con il pensiero scientifico ma non si riduce ad esso, le cose si complicano e non si può più parlare di concatenazioni causali (nodi causa-effetto) ma solo di correlazioni. Questo pensiero funziona per che quel riguarda le nostre azioni ma non al livello del senso…la componente simbolica (dal greco mettere insieme le due facce di una stessa moneta per vedere se combaciano) agisce per andare oltre la dimensione operativa verso una dimensione superiore (o ideale).

Per inciso molti studi anche autorevoli sostengono che con il progresso della conoscenza la dimensione simbolica dovrebbe ridursi a favore di un pensiero più complesso, un pensiero che faccia propri certi assunti della fisica quotidiana o che dissolva la psicanalisi attraverso le neuroscienze (io personalmente non condivido questa posizione ma non è questo il punto).

Il pensiero che però si sta diffondendo è quello psudoscientifico o dei cosiddetti “praticoni” (senza offesa per nessuno), quel pensiero che si nutre di prìagmatismo ma che non sa che cosa è il pragmatismo o di certo assunti neo-positivisti per cui il progresso non è il Parco del Ticino ma Maslpensa come hub che espandendosi occuperà 437 ettari di territorio….brughiera e paesaggio cementificati a favore di pochi…..

Ciò che irrita non è solo o tanto il fatto della terza pista, fatto grave, ma la sua insostenibilità contro ogni evidenza! I nostri detrattori sembrano confusi, avanzano per provocazioni, mettono insieme i due livelli, simbolico e cognitivo degradandoli, il primo a feticcio…il secondo a “paranoia” (il termine è solo metaforico). In che senso? Proverò a spiegarmi; la dimensione simbolica diventa feticcio quando non accetta più il divenire, lo sopprime attraverso un “trascendente” ridotto ad oggetto….il che equivale a dire che il mercato è retto da leggi “quasi divine” che rimangono l’unico assoluto nella piena modificabilità del tutto (Severino in molti suoi testi lo spiega assai bene, es. la “Filosofia futura”). Risultato; ipertrofia del pensiero ideologico, credenza di avere dei diritti su tutto e tutti…..Per quanto riguarda la formazione invece siamo sul versante della parcellizzazione del sapere, un sapere per compartimenti stagni, ridotto a pochi segmenti controllabili….Premesso che la suddivisione del sapere è anche garanzia di ottimizzazione dei risultati e che quindi è anche necessario, qui si critica la sua parcellizazzione in tanti rivoli che scorrono indipendenti tra loro…per questa via l’io diventa “minimo” (direbbero i sociologi) e si avrebbe una sorta di “paranoia” che ci riporta o al simbolico ridotto a feticcio (tutto è spiegabile attraverso il mito anche lo spostamento di una foglia) o al sapere troppo atomizzato che  ci rende deboli, metaforicamente “paranoici”.

Per finire, l’ideale di un ambientalismo che non separa territori e comunità ma le vive insieme, simbolicamente ma anche attraverso l’ecosostenibilità, ovvero un sapere preocedurale che si arricchisce attraverso “pratiche”…una sinergia fruttuosa che possa arrestare i proclami dell’efficientismo, dell’aeroporto prima e il parco poi, o i posti di lavoro (quali?) o piuttosto il sacrificio necessario in nome di un progresso che deve avvenire comunque? Certo, non occorre scomodare dati e indici spesso solo arraffazzonati per dire dove punta la storia, ma oggi non possiamo invece dire che la storia ci sta chiedendo di recuperare la dimensione della responsabilità? O meglio di vedere al di sopra di porzioni ristrette del reale per responsabilizzarci o recuperare la complessità di un vissuto che non si vuole solo “incasellato” in tanti compartimenti stagni? Da dove questo bisogno provenga nessuno lo può dire, potrebbe essere materiale di un ulteriore intervento anche se meno centrato sulla nostra battaglia…che però se si vuole vincere, deve essere portata ad un livello alto e non “consumarsi” in vuote astrazioni o peggio in slogan oramai cinsumati…Su questo piano certamente perderemmo…l’ambientalismo ridotto a merce di consumo sarebbe tranquillamente commutato con altro…!!!

Ancora i problemi di sempre; simbologia fallica (senso del potere o dominio, simbologia pura….) oppure iper-tecnicismo inteso nel senso di dire, guardiamo ai problemi pratici o alle definizioni particolareggiate senza una vera “visione d’insieme”….

E’ proprio quest’ultima che pare mancare ai sotenitori della terza pista, essi si muovono tra il simbolico ridotto a feticcio (aeroporto sempre e comunque come indicatore di progresso) e il cognitivo degradato ad una serie di dati parziali…dimenticando che la statistica è un sapere complesso e d’insieme (e pertanto sistemico). Che fare? cercare di smontare una tale presupponenza e proporre tesi, perchè in una società fondata sull’informazione come la nostra (direi provocatoriamente disinformazione) non si può far finta di niente ed evitare il confronto! o detto altrimenti far “ragliare” l’avversario sperando che le sue parole non giungano al cielo….Del resto la green economy, lungi dall’essere considerato un concordismo di maniera del tipo; distruggo 10 e produco o ri-produco (intendo in termini di ri-naturalizzazione) almeno altrettanto, è molto di più, storia, letteratura e perchè no, anche tradizioni…Queste si trasformano, assumono aspetti sempre diversi, ma in qualche modo ci formano.

Conferenza stampa rinviata

La conferenza stampa,prevista domani mattina a Milano, è stata rinviata a data da destinarsi.

Indovina chi viene… all’audizione

Il 21 Marzo scorso – si sa – ha avuto luogo la nostra audizione a Palazzo Marino a Milano. Nel corso della nostra – e sottolineiamo l’aggettivo “nostra” – audizione, con nostra grande sorpresa sono apparsi e hanno preso parola due Sindaci (di Somma Lombardo e Cardano al Campo), che di sicuro non si riconoscono appieno (eufemismo) nelle istanze del Comitato Viva Via Gaggio. E noi non ci riconosciamo nelle loro. Diciamo così.

Gli interventi dei  alcuni Sindaci – ripetiamo – non ci era stata annunciata.

Abbiamo deciso di prendere carta e penna e scrivere direttamente al Presidente pro tempore del CUV (Consorzio Urbanistico Volontario), che racchiude in se i nove Comuni dei dintorni di Malpensa. Lo abbiamo fatto anche perché, da fonti interne al Consorzio Urbanistico Volontario, abbiamo avuto la conferma che nel confronto tra i Sindaci del Cuv era stato deciso che nessuno avrebbe preso parte alla nostra audizione. Vi rendiamo ora partecipi della nostra azione.

Perché quindi i Sindaci di Somma Lombardo e Cardano al Campo hanno deciso di partecipare alla nostra audizione?

Ecco il testo della lettera. Pubblicheremo anche le eventuali risposte.

Lonate Pozzolo, 23 marzo 2012

 

Spett.le

Consorzio Urbanistico Volontario

 

Alla c.a. del Presidente

Sig. Sindaco del Comune di Arsago Seprio Claudio Montagnoli 

 

 

Oggetto: Audizione Comitato Viva Via Gaggio del 21 Marzo

 

 Caro Claudio,
ti scrivo a nome del Comitato Viva Via Gaggio in merito alla nostra audizione del 21 marzo scorso presso Palazzo Marino.

Vorremmo innanzitutto sgomberare il campo da equivoci sorti nelle scorse settimane circa la nostra convocazione: nel mese di ottobre 2011, il Consigliere Comunale di Milano Mattia Calise è venuto a trovarci in Via Gaggio e in quell’occasione gli abbiamo mostrato l’area interessata dal Master Plan di SEA. In quell’occasione lui ci ha informati della possibilità, data dal regolamento del Consiglio Comunale di Milano, di concedere a Comitati e Associazioni un’audizione da parte delle Commissioni competenti su argomenti precisi e specifici.

 Abbiamo presentato la nostra richiesta alla Commissione Urbanistica e Società Partecipate. La vendita delle quote di SEA avvenuta durante gli ultimi mesi del 2011 ha di fatto congelato la nostra richiesta, soprattutto con un’opposizione da parte del Presidente della Commissione Società Partecipate Gallera (Pdl);

 Dopo mesi di rinvii e su continua sollecitazione del Consigliere Calise, siamo riusciti ad ottenere la convocazione da parte della Commissione Mobilità-Ambiente-Arredo Urbano e Verde presieduta dal Consigliere Monguzzi.

 Al momento di entrare in audizione, abbiamo appreso che alla stessa erano stati invitati – o si erano fatti invitare – anche alcuni Sindaci del territorio limitrofo a Malpensa. Un’ulteriore sorpresa è giunta nel momento in cui abbiamo saputo che la nostra audizione, sudata e desiderata da tempo, era diventata il pretesto per un’audizione del “territorio”, che di fatto ha limitato il tempo del nostro intervento (che doveva essere l’unico, insieme a quello dei rappresentanti di SEA e dei commissari) con interventi che hanno addirittura sconfessato e ribaltato le tesi del Comitato (Sindaco Colombo) o altri che hanno spostato l’attenzione della nostra audizione su altri temi, come la vendita delle azioni di SEA (Sindaco Aspesi).

Francamente, non comprendiamo le ragioni di questo marcamento “stretto” nei confronti del Comitato, così come non comprendiamo come mai si è voluto “sfruttare” un’occasione del Comitato Viva Via Gaggio per un proprio tornaconto, portando a Milano le istanze del territorio. L’audizione non era una occasione di confronto e dibattito con i Sindaci del territorio, ma era un’occasione per far comprendere ai Consiglieri di Milano cosa è realmente il Master Plan, quali sono i problemi aperti sul territorio (ambiente, salute, posti di lavoro): un’audizione fatta da un comitato di semplici cittadini che non hanno voce sui tavoli istituzionali, come invece potete avere Voi Sindaci.

 Ecco perché ci ha spiacevolmente colpito la partecipazione dei Sindaci di Cardano al Campo e Somma Lombardo alla nostra audizione.

 È come se al prossimo appuntamento dei Sindaci del Cuv, magari con il Sindaco Pisapia, ci presentassimo anche noi a vostra insaputa, magari per sostenere cose diverse dalle vostre.

 Sappiamo benissimo che la questione è delicata, ma in questi due anni come Comitato abbiamo sempre saputo presentarci in maniera positiva e propositiva rispetto a questo argomento. La grande partecipazione alla stesura delle Osservazioni – che ci ha visto collaborare fianco a fianco con i Sindaci, con il Parco del Ticino e con i semplici cittadini – come i dibattiti pubblici o le occasioni di confronto come quello organizzato con i candidati ai vertici del Parco del Ticino, sono gli esempi lampanti del nostro agire chiaro, limpido e alla luce del sole.

 

La lotta è dura, durissima e lo sappiamo bene. Ecco perché, caro Claudio, vorremmo sapere di poter contare nel CUV come un valido alleato. Un alleato che sia pronto a combattere fianco a fianco in maniera leale, un soggetto da cui non doversi guardare alle spalle.

 Questa lettera vuole esprimere le nostre preoccupazioni e la nostra delusione. Analoga lettera verrà inviata al consigliere Monguzzi in qualità di Presidente della Commissione.

 Sempre a disposizione per ulteriori chiarimenti, formulo a nome del Comitati Viva Via Gaggio i nostri più cordiali saluti.

Conferenza Stampa a Milano

Sabato mattina alle 11 siamo ancora a Milano: conferenza stampa del Comitato Viva Via Gaggio, in collaborazione con il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Milano, presso la Sala Tempere di Palazzo Marino. Oggetto: relazione sull’audizione MasterPlan di Malpensa / Terza Pista e Parco Logistico.

Questo è il momento conclusivo dell’importante passaggio milanese, culminato con l’audizione del 21 Marzo scorso, la nostra Primavera!

Un momento conclusivo, che diventa però trampolino per nuove iniziative, che ci vedranno presenti nelle sedi istituzionali milanesi e anche fra la gente. Vogliamo contribuire a far conoscere ai cittadini milanesi la vergogna della cementificazione del Parco del Ticino, che si vorrebbe compiere con soldi pubblici attraverso quella colossale speculazione edilizia camuffata sotto il nome di Master Plan.

***
Dalla stampa, segnaliamo questo articolo:

“Uiltrasporti: «La crisi di Malpensa è tutta colpa della politica»” (La Provincia di Varese, 29/03/2012) [LEGGI]

Siamo tutti bergamaschi

In questi giorni si sta facendo un gran parlare del rapporto tra Linate e Malpensa,entrambi aeroporti gestiti  da SEA.

La questione è molto semplice: il mercato e le sue leggi hanno fatto sí che molte compagnie aeree abbandonassero Malpensa per approdare a Linate, così come altre compagnie abbiano deciso di partire “solo” da Linate e non da Malpensa.

La colpa viene data appunto al mercato, e al fatto che Linate oggi, operi senza rispettare un decreto, il Decreto Bersani che impone una serie di limitazioni sulla capacità di utilizzo.

I titoli dei pro-malpensa su questo tema si sono sprecati: “Linate cannibalizza Malpensa” – “Ridimensioniamo (chiudiamo) Linate per potenziare Malpensa”.

Ma sulla stampa, in queste ultime settimane, è apparso anche questo articolo. Ecco, per esempio, l’articolo de “La Provincia di Varese”:

Continua a leggere

La provocazione prealpina – seconda parte

[LEGGI LA PRIMA PARTE]

COSA ABBIAMO DETTO:

Prima di entrare nel merito dell’intervento abbiamo fatto delle precisazioni:

«noi non siamo affetti da sindrome Nimby e non siamo quelli che sostengono che per potenziare Malpensa bisogna chiudere Linate, così come bisogna chiudere Malpensa tout court: noi abbiamo sempre sostenuto che c’è posto per entrambi e che per “potenziare Malpensa nel pieno rispetto delle regole” ci sono anche strade alternative alla costruzione della terza pista e del polo logistico con relativa espansione del sedime aeroportuale»

Mentre qualcuno ha scritto  «Da parte dei comitati, naturalmente Malpensa è la fonte di ogni male, passato presente e futuro. Diciamolo pure: dire no allo sviluppo significa rinunciare alla possibilità di creare ricchezza e decine di migliaia di posti di lavoro – dichiara il loro presidente Roger Zanesco – Sembra che siamo talmente ricchi da dire chissenefrega di Malpensa. 
Dei 330 ettari di ampliamento previsto nel Masterplan, la terza pista rappresenta una parte minimale che però sarà indispensabile se aumenterà il traffico, come tutti auspichiamo.
Favorevolissimi dunque a questa opera, mentre sul polo logistico le perplessità ci sono anche da parte nostra e siamo pronti a discuterne».

Continua a leggere

La provocazione prealpina – prima parte

Un Comitato di privati cittadini che ottiene udienza ufficiale a Palazzo Marino a Milano per un’audizione: ve lo immaginate? Bene, noi non solo l’abbiamo immaginato, ma anche ottenuta.

Chi ci segue, qui sul blog e nelle nostre altri sedi virtuali e reali, sa come sono andate le cose. C’è chi invece non lo sa, o – peggio – finge di non sapere.

Non siamo nati ieri: sapevamo che la nostra iniziativa avrebbe generato reazioni di segno uguale e contrario da parte dei “poteri forti”. Poteri forti, ora molto indeboliti, ma pur sempre rabbiosi, là rinchiusi a trascorrere gli interminabili agonizzanti ultimi giorni nell’hangar e a difendere l’indifendibile Master Plan di Malpensa: terza pista più capannonicapannonicapannoni. 

Siccome a noi piace sempre vedere il bicchiere mezzo pieno, cogliamo spunto dalla parzialità con cui il quotidiano locale La Prealpina ha riportato la notizia della nostra audizione, per stimolare una riflessione su chi e come possa manipolare la realtà. La salvezza è non rinunciare al filtro critico della propria intelligenza. La Prealpina, che ha dato grande risalto alla posizione minoritaria di una specie in via di estinzione: i “pro terza pista”, relegando La Notizia, la nostra audizione, in una “breve di cronaca” o giù di lì nella pagina economica. No, non si fa così.

Continua a leggere

Il meraviglioso lavoro a tempo pieno

Il meraviglioso lavoro a tempo pieno chiamato “Comitato Viva Via Gaggio” non conosce tregua neanche in questo fine settimana: ieri sera una nostra delegazione ha partecipato a un incontro indetto dalla Pro-Loco di Lonate Pozzolo. Invitate, tutte le associazioni di Lonate. Motivo?

Continua a leggere

L’avventura continua…

Un risultato importante per noi del comitato essere approdati a Palazzo Marino, un passo in avanti in direzione di una presa di coscienza, investire in natura “frutta” non solo sul piano etico ed ideale ma anche economico.

Ci sono impegni ben precisi sia a livello europeo che globale (vedi Conferenza di Rio), un impegno con noi stessi per non perdere il treno del vero sviluppo all’insegna della green economy.

Continua a leggere

Audizione – Il giorno dopo

Quella di ieri è stata una giornata importante per tutti i gaggionauti: finalmente siamo riusciti a varcare la soglia di Palazzo Marino e lo abbiamo fatto nella forma più ufficiale.

Dopo essere stati rimbalzati lo scorso anno da Letizia Moratti, non ci siamo persi d’animo e, nel pieno rispetto delle regole democratiche, siamo riusciti con il contributo di Mattia Calise a ottenere l’audizione.

Il nostro Walter Girardi e il presidente della Commissione Carlo Monguzzi, durante l'audizione.

Abbiamo letto in giro un pò di commenti su come siamo riusciti ad ottenere questa cosa: per chi ancora non lo avesse capito – o non lo vuole capire – precisiamo che noi, una volta saputo lo scorso mese di ottobre che le Commissioni Consiliare del Comune di Milano concedono audizione a gruppi di cittadini, Comitati, Associazioni, abbiamo presentato formale richiesta al Presidente del Consiglio Comunale e ai presidenti delle Commissioni competenti. Dopo mesi abbiamo ottenuto questa audizione.

Su come sia andata questa commissione, il video sotto parla chiaro.

Continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: