Una buona occasione per ripartire….

La procedura di VIA è stata dichiarata irricevibile dalle autorità competenti, un buon, anzi ottimo segnale, l’intervento di Malpensa necessita, in quanto fortemente problematico e distruttivo, di una VAS, di uno strumento operativo ben più serio e valido, o quantomeno “appropriato” al tipo di problema.

Purtroppo, la nostra regione, e non solo, sembra essere fatta di uomini e personaggi che perseguono un obiettivo, devono raggiungerlo…non importa se le istituzioni e la gente dicono di no! E’ la delegittimazione del normale procedere democratico, una società per azioni che, in vista di un probabile aumento di traffico aereo, vuole pianificare il territorio, non pensare ad eventuali soluzioni alternative (come ad esempio una holding) e credere di avere gente e storie a propria disposizione.

E’ evidente che in un’ottica “eco-sostenibile” si dovrebbe partire dalla reale capacità di un territorio di poter sostenere un aeroporto di dimensioni colossali con un presunto traffico aereo di 35 milioni di passeggeri (cifre comunque falsate e fortemente gonfiate). Ancora per molti il fattore parco sembra venire dopo, anche quando a parlare sono coloro che non vogliono la terza pista. Il motivo è ancora una certa venatura snobistica dell’approccio ambientale ai problemi della gente e del territorio; l’ambiente come un di più, spesso trascurato. Eppure noi lavoriamo in un ambiente, intessiamo relazioni sociali e, siamo attraversati da narrazioni più profonde che vivono nel territorio attraverso la sua gente.

Le istituzioni ci sono per far valere delle regole, la dichiarazione che ha portato alla bocciatura del Masterplan, sacrosanta, motivata dal fatto che per un intervento di quelle proporzioni non basta la VIA…Questo però non è bastato, perchè “qualcuno” in SEA crede ancora ottimisticamente che la terza pista non la si farà oggi, magari neanche domani, ma sarà un appuntamento inevitabile, un appuntamento nell’agenda “progresso”. La situazione è surreale, kafkiana, come dire, un domani mi sveglierò e ci sarà una mega-Malpensa, al posto del brugo, delle piante e della strada del Gaggio, tanti uomini che giocano a boccie, perchè la terza pista non serviva e nel frattempo SEA si è data anche al sociale! Dall’altra parte però il polo logistico, rubato non solo alla belleissima ex-brughiera del Gaggio, ma ai comuni…E tutto sovradimensionato, anche i capannoni non sembravano così necessari, vuoti….

Per un attimo porterò l’attenzione altrove; la situazione surreale appena descritta nell’efficiente Lombardia di X (così Kafka chiamava nei suoi romanzi i vari personaggi, con una lettera dell’alfabeto, per rendere il clima più surreale), la si può ritrovare in certe zone del Sud Italia (non lo dico per spirito anti-meridionale, sia ben chiaro)….un deserto, all’improvviso una città abusiva (in Lombardia forse un polo logistico non abusivo, ma frutto di precisi interventi speculativi…) case, palazzi, ville e strade, tutto impolverato, gran parte abbandonato, qualcuno si è arricchito, forse anche la mafia, ma pochi vivono in questi mega-villaggi sorti dal nulla…E così anche varie opere viarie, che all’improvviso finiscono nel deserto perchè non terminate.

La stessa superstrada Boffalora-Malpensa, che vorrebbero prolungare fino a Magenta è al minimo della propria capacità, un’opera costruita in trincea, per la quale si sono creati vari corridoi ecologici (tra cui quello di Tornavento), ma che ha contribuito al degrado dell’area intorno a Malpensa, un’opera anch’essa sovradimensionata.

Tutto a Malpensa è esagerato, l’amministrazione spera che i suoi detrattori (noi!!!) sbaglino e che un domani 35 milioni di passeggeri l’anno gravitino a Malpensa, il grande hub, e che la terza pista (che in questo racconto immaginario sto dando  già per fatta) sia servita, e i lor Signori nel frattempo si sono dati al sociale, e magari qualche capannone può servire per qualche mostra fotografica, che presenti il successo imprenditoriale di SEA. A fianco del polo logistico un parco pubblico con alcune piantine di brugo, visite guidate, esperti botanici provenienti dall’America che guidano i visitatori (pochi) che tra un volo e l’altro incuriositi visitano la più bella brughiera ripiantata della Lombradia 40 ha (erano più di 330 ha), tutto questo grazie a SEA benefattrice e ambientalista, non i menagrami difensori di quello che era il Parco del Ticino!!! (ancora narrazione).

E intanto in questo parco virtuale sono più i pannelli esplicativi delle piante che le piante stesse, c’è anche un cinema e un bocciodromo, il ricavato andrà per sostenere il lavoro a Malpensa! Intanto SEA ha provveduto ad assumere (chi? i botanici americani?), SEA filantropa, amica del progresso, che ha stretto un’alleanza con il territorio, al suo interno ci sarà anche posto per gli “amici di Rimini”, oltre a Rimini anche Malpensa!

Sig. Dott. Bonomi, mi permetta una domanda, premesso che faremo di tutto, affinchè l’incubo kafkiano non si avveri (simbolo del non senso, frutto di un sistema rapace e  di chi ragiona dall’alto senza ascoltare nessuno, proprio come succede nei romanzi di Kafka, forse ha letto il processo, simbolo appunto del labirinto kafkiano del non-senso), ammesso e non concesso che tra 20 o 30 anni le ipotesi di SEA sul traffico aeroportuale si avverino, ma proprio in Via Gaggio? Come dire che per creare lavoro in Val d’Aosta occorra spianare il Monte Bianco per ottenere pietrisco per costruire. Mi scusi, ragiono per paradossi, ma la gente crederà davvero che non ci sarà alternativa a Malpensa e che non si possano sfruttare le bellezze del Parco per creare occupazione? Oppure che gli altri aeroprti del nord Italia non contano? E i posti di lavoro? Certo a Lonate o Ferno con gente che magari viene da Roma o San Francisco…la stessa logica la si potrebbe seguire a Bergamo o Brescia o Linate!

Basta distruggere, se un domani il traffico dovrebbe crescere veramente ci sono soluzioni alternative! giù le mani dai nostri territori, che non si svendono per logiche immobiliari o altro!!! Sì a Malpensa, ma nel rispetto delle regole!

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