Viva Via Gaggio a scuola: CHIARIMENTO.

Ci è stato segnalato un articolo, comparso sull’edizione di ieri del quotidiano “La Prealpina”. Eccolo:

Nell’articolo si offre la cronaca dell’incontro avvenuto sabato scorso con le scuole medie (chiamiamole ancora così, anche se la dicitura della scuola è da qualche anno differente) di Ferno. Ne avevamo parlato già qua sul blog e proprio dal blog evidentemente è stato tratto l’articolo. Scriviamo evidentemente perché durante il nostro intervento presso le scuole, anzi presso gli orti lì vicini, non c’è stata traccia di giornalista e nemmeno noi abbiamo rilasciato nessuna dichiarazione alla stampa. Solo sul blog abbiamo scritto e proprio dal blog sono stati ripresi i temi.

Non ci ritroviamo assolutamente nel seguente passaggio:«Obiettivo: promuovere nelle giovani generazioni il concetto di salvaguardia di un patrimonio ambientale e storico messo a rischio dallo spettro della terza pista di Malpensa».

Se chi ha scritto l’articolo avesse assistito all’incontro non avrebbe scritto così.

Il nostro intervento, il nostro incontro coi ragazzi, non ha nemmeno sfiorato il tema “Malpensa”. Noi siamo stati lì per raccontare e promuovere la bellezza di Via Gaggio, parlando di flora, fauna e storia. Punto. Per offrire un intervento di massima qualità, abbiamo invitato Luciano Turrici, co-autore del libro di Via Gaggio . Luciano Turrici, per la cronaca, non fa parte del Comitato Viva Via Gaggio, ma è sempre disponibile ad accettare i nostri inviti, quando il taglio delle attività è puramente didattico, informativo, culturale. 
Per rispetto di Luciano Turrici, della Scuola Media di Ferno e dei ragazzi stessi (famiglie comprese), prendiamo le distanze da un articolo che distorce il senso della mattinata. Prendiamo le distanze dall’articolo anche per rispetto… di noi stessi, per tutelare il nostro nome e la nostra intelligenza: di certo non siamo così folli da andare da ragazzi di undici anni a raccontare di (mala)politica e di tutto quello che ci sta attorno.

La comunicazione è una cosa importante e delicata. Letto così, quell’articolo, indipendentemente dalle intenzioni del giornalista, racconta una cosa diversa da quella che è successa. Una frase sola inquina il resto del pezzo.

Tanto dovevamo. Arrivederci alla prossima avventura… e magari al prossimo plesso scolastico!

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