«Ma quale dialogo col territorio? È tutta una presa in giro!»

Maurizio è un grande amico di VivaViaGaggio. Prima, molto prima, che nascesse VivaViaGaggio, Maurizio era un grande appassionato di aerei e di aviazione in genere. Lo era e lo è ancora adesso, ogni giorno di più. Scrivere “grande appassionato” è un’approssimazione per difetto, è molto ma molto ma molto riduttivo. Gli aerei e l’aviazione sono la più grande passione della sua vita. Ecco, così molto meglio.

Abbiamo deciso di incontrare Maurizio e di chiacchierare un po’ con lui. Ne è uscita una conversazione interessante e ricchissima di spunti di riflessione. Leggerete frasi di una chiarezza e di una forza uniche. Ecco il documento in esclusiva per noi gaggionauti e… grazie di cuore a Maurizio:

Malpensa come sta?

Cominciamo con qualche dato:

Come si vede dalla tabella tratta dal sito di Assoaeroporti, Malpensa non sta affatto bene: la situazione è stagnante. Mentre Linate aumenta in doppia cifra e Bergamo quasi, Malpensa è in arretramento.

 

E questo senza ancora contare l’effetto di Lufthansa Italia che chiude ed Air France che sposta i voli per Parigi a Linate da fine ottobre. Inoltre Delta diminuirà i voli verso Atlanta con il nuovo orario invernale. Malpensa è considerata dalle compagnie aeree un aeroporto scomodo, nonostante gli sforzi fatti per collegarla a Milano (due autostrade, una ferrovia).

 

E’ sempre stata un’incompiuta: si è deciso che doveva diventare un aeroporto hub per il Nord-Italia costringendo le compagnie a lasciare Linate per Malpensa e basandovi Alitalia come compagnia di riferimento. L’unico momento in cui l’hub si sarebbe potuto realizzare davvero è stato al momento dell’accordo tra Alitalia e KLM (accordo siglato il 30 luglio 1999 per diventare operativo a novembre 1999). Poi però l’accordo è fallito ed è stato tutto un barcamenarsi fino all’addio di Alitalia (aprile 2008). A questo punto Malpensa è stata relegata ad essere un aeroporto di secondo piano.

 

Da tutto questo cosa si deduce?

 

Malpensa non diventerà mai un hub, perché non c’è spazio per un ulteriore hub. In Europa ce ne sono già a sufficienza: abbiamo Monaco, Zurigo, Francoforte, Parigi, tutti nell’arco di un’ora di volo.

 

Un aeroporto-hub è caratterizzato dalla concentrazione di voli in determinate fasce orarie, con un’intensità di movimenti orari che potrebbe far pensare una non sufficienza delle due piste esistenti. Eliminata l’ipotesi di aeroporto-hub, automaticamente si arriva alla conclusione che la terza pista è inutile.

 

Io sono un appassionato di aviazione, ma penso che il progetto della terza pista (e tutto il masterplan di Malpensa) sia un’emerita cretinata, perché è tutto basato sul progetto Mitre, datato agosto 2006, ed elaborato con i dati di traffico antecedenti al 2005. Ti garantisco che oltre a me ci sono altri appassionati che non sono favorevoli alla terza pista.

 

Malpensa non ha bisogno di terza pista, ma di un serio progetto industriale interno di rafforzamento del traffico, non certo di questi faraonici progetti, che sono solo fumo negli occhi per riuscire a rendere appetibile il titolo SEA in vista della quotazione in borsa.

 

Andando avanti di questo passo, con questa perdita di traffico continua, e se non si prendono provvedimenti, si arriverà ad avere un serio problema occupazionale.

 

Per esempio, si dovrebbero incentivare i collegamenti point-to-point verso tutte quelle zone in cui attualmente Malpensa è scoperta, promuovendo l’arrivo di nuove compagnie. Al contrario, ci si fa scappare Lufthansa Italia, che era l’unica a poter sviluppare l’aeroporto sul lungo raggio, contando sulla forza della compagnia madre tedesca.

 

Non mantenere le promesse ha le sue conseguenze: SEA avrebbe dovuto ridurre i movimenti a Linate secondo quanto previsto dal “Piano Scala” siglato con Lufthansa. Questo non si è realizzato e così la compagnia tedesca chiuderà i suoi operativi alla fine dell’orario estivo.

 

Per quello che riguarda Air France: lo spostamento a Linate di quattro voli per Parigi è stato possibile utilizzando degli slot lasciati liberi da Alitalia. In pratica, non ci sono più quattro voli Alitalia per Roma e questi sono stati reindirizzati e trasformati in quattro voli Air France per Parigi. Il risultato qual è? Si pensava di mantenere Alitalia come compagnia italiana utilizzando come hub il solo aeroporto di Roma Fiumicino. Ora, invece di andare a Roma, i passeggeri vengono portati a Parigi dove voleranno con Air France, “padrona” di Alitalia a nostre spese.

 

L’attuale gestione di Sea, la Presidenza Bonomi, come può essere giudicata?

 

Secondo me è pessima sotto tutti i punti di vista.

 

Non sta facendo crescere l’aeroporto di Malpensa e in questo scenario la quotazione in Borsa sarà una bidonata (per chi comprerà le azioni). In qualunque azienda il manager dovrebbe portare dei risultati. Quelli ottenuti finora sono gli abbandoni di Alitalia, di Lufthansa Italia e di alcuni voli di Air France. Presto ce ne saranno altri (KLM, British, Iberia, …).

 

Inoltre sta portando avanti l’inutile progetto della terza pista, senza tenere in minima considerazione il rapporto costi-benefici e senza rispetto per la gente che risiede nei dintorni del sedime aeroportuale.

 

Sembra che la sua idea attuale sia quella di rafforzare l’aeroporto di Linate. Non è un comportamento un po’ schizofrenico?

 

 

 

Pensi che il famoso “dialogo col territorio” da parte del territorio si possa veramente praticare? Se sì, in che termini?

 

Ma quale dialogo col territorio? È tutta una presa in giro!

 

Davvero si può pensare che il territorio possa avere influenza su decisioni già prese e avallate? Credo che quando si arriva a parlare pubblicamente di una situazione sia già tardi: è una trama già scritta prima, che non si può più modificare.

 

Il Comune di Lonate che non si è mai mosso in alcun ambito, ora si schiera contro questo intervento. Avrebbe dovuto agire ben prima di ora, informandosi e informando! Un esempio è quando la delegazione lonatese è andata negli Stati Uniti per l’illustrazione del Mitre; al ritorno non hanno mai informato di nulla e ora, quando secondo me è tardi, si ergono a paladini del territorio lonatese. Mah!

 

 

 

È possibile pensare a una Malpensa più efficiente? Se sì, come?

 

Sicuramente è possibile migliorare l’efficienza di Malpensa, ma bisogna entrare in dettagli tecnici.

 

Miglioramenti sono già in corso, per esempio con l’eliminazione delle autopompe per il rifornimento degli aerei anche al Terminal 2, con l’utilizzo delle pipeline sotterranee.

 

Possono essere poi modificate in meglio altre cose, per esempio le rotte o la suddivisione oraria dell’utilizzo delle piste. Da circa un anno le piste vengono utilizzate alternando decolli e atterraggi con cambio quotidiano; ogni giorno alle 15 si inverte l’uso: si decolla da una e si parte dall’altra per un giorno intero, fino al cambio del giorno successivo. Dalle 23.30 alle 6.30 invece viene spesso utilizzata la pista 17R, cioè con decollo verso Lonate.

 

O ancora, cosa che interessa più i cittadini di Somma, si potrebbe impedire a compagnie come Easyjet di decollare da metà pista invece che dal fondo. Per la compagnia significa risparmio di carburante, per la cittadinanza significa molto più rumore e anche maggior rischio in caso di problemi in decollo.

 

Resta il fatto che Malpensa sta gestendo un traffico molto al di sotto delle proprie possibilità, ben lontano dai 70 movimenti orari.

 

Nell’immagine ti segno con una crocetta arancio il punto da cui decolla, tra gli altri, Easyjet, invece di andare all’inizio della pista. I numeri che trovi sulla foto invece sono i punti in cui si può fare spotteraggio.

L’effetto Pisapia su Malpensa quale sarà?

 

Spero che quando Pisapia prenderà in mano questa patata bollente sarà in grado di azzerare tutte le posizioni attuali, andando a sentire tutti gli attori in campo per meglio valutare quali sono tutti i costi e quali tutti i benefici del master plan di Malpensa. Dovrà anche ben valutare, in questo momento di crisi, se sia il caso di spendere soldi pubblici per un progetto di questo genere, così impattante e inutile.

 

Purtroppo penso che potrà essere condizionato dalla questione della quotazione in borsa, che sarà un argomento che influirà molto più di tutte le altre valutazioni sul progetto; SEA vuole assolutamente dare valore alla società portando avanti i suoi piani e il Comune di Milano non so quanto potrà rinunciare agli introiti previsti con la quotazione.

 

Resta la speranza di un colpo di scena. Chissà se il nuovo sindaco di Milano riuscirà a stupirci.

 

 

 

Come giudica un appassionato di aviazione come te l’azione del Comitato WVG? Vedi degli errori nella nostra azione? Quali consigli ci dai?

 

Il Comitato WVG è nato come una piacevole novità. Adesso purtroppo mi sembra stia entrando nell’ingranaggio. Inizia a mancare di incisività e di azioni che possono scuotere.

 

Tutte le iniziative sono belle e simpatiche, ma lasciano sempre meno il segno.

 

L’impressione è che si sia arrivati a una situazione di stallo. Finito l’effetto sorpresa, si trova omologato e inserito nel sistema.

 

E’ invece importante capire chi sono gli amici e chi “i nemici”, che spesso si nascondono tra i sostenitori.

 

Comunque, meno male che VivaViaGaggio c’è!

 

 

 

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