Quando è il cuore che osserva

Ciao dal CampoGaggio. Stamattina c’è il sole, ma stanotte ha diluviato. Le tende hanno retto, solo in una è entrata acqua e per di più poca. Continuiamo ad aspettarti anche oggi per le attività di giornata.

Per intanto, raccontiamo di Serenella Noseda. Serenella Noseda è una delle anime del Comitato WVG e tutti noi Gaggionauti abbiamo iniziato a conoscerla, tramite la sua creazione: il logo di WVG. La firma di Serenella resterà nella piccola grande storia del Comitato.

La firma di Serenella è stata apposta anche il calce alla sua personale osservazione relativa al Master Plan di Malpensa. «Temevo fosse una visione troppo romantica, ma io la vivo così ed era l’unico modo in cui potevo descriverla…», ha confidato Serenella in seguito. No, invece no. VivaViaGaggio nacque nel Gennaio 2010 come gesto d’amore nei confronti di un bosco che muore, un bosco condannato a morte, pur se innocente. Un gesto d’amore, sì. Lo scritto di Serenella vibra di quella stessa passione. Tante sono le associazioni che da anni e anni combattono la loro giusta causa contro la prepotenza e l’arroganza di un mostro che devasta senza scrupoli e tregua; VivaViaGaggio è nata per essere diversa, per fare cose che altri non fanno. Le sue parole sono diverse. Serenella abita in Via Gaggio. Ecco la sua osservazione.

IL RUOLO SOCIALE DI VIA GAGGIO 

Nativa del Comasco ho avuto la “fortuna” di trasferirmi da pochi anni a Lonate Pozzolo,

Via Gaggio non l’ho conosciuta subito, è stata una scoperta successiva, quando mi sono aggregata al comitato che ne prende il nome non avevo la piena consapevolezza di tutto quello che questo luogo significava. Ne ho appreso con il tempo l’importanza storica, biologica e ambientale, ma c’è un altro valore che Via Gaggio racchiude ed è di una preziosità equivalente se non maggiore delle altre: quella a livello sociale.

Nell’anno e mezzo in cui erano molte le domeniche che passavo presso la dogana Austro Ungarica a raccogliere le firme, ho visto tantissime persone attraversare questo lembo di brughiera e nel susseguirsi delle stagioni mai l’ho trovata priva di qualcuno che la VIVESSE.

Partiamo dalle persone che la frequentano come luogo dove poter fare sport, tantissimi corridori e ciclisti l’attraversano godendo del paesaggio, spesso sono persone di Lonate o dei paesi vicini, ma tanti sono anche quelli che arrivano da più lontano, vengono apposta, vengono qui, nonostante gli aerei che passano rombando sulle loro teste, a volte soli, spesso in compagnia: ragazze che corrono assieme ridendo, ragazzi che si allenano, l’uomo adulto che vuole rimettersi in forma, il ciclista della domenica, la mamma è il papà che pedalano piano con i bimbi piccoli al seguito, il ciclista fotografo che ama la natura, i gruppi di ciclisti professionisti… sanno che troveranno 2 km e mezzo di natura pronta ad accogliere le loro scarpe da ginnastica e le loro ruote di bicicletta senza chiedere nulla in cambio.

Poi ci sono i ragazzi, le insegnanti della zona spesso organizzano visite guidate in brughiera per avvicinare i giovani alla natura e alla storia. Lo scorso anno è stata presentata dagli alunni delle scuole medie di Lonate, una mostra fotografica realizzata proprio in via Gaggio. Quando non c’è di mezzo la scuola di solito i ragazzi attraversano la via per raggiungere il Ticino, soprattutto in primavera e in estate, in questi mesi non si risveglia solo la natura, c’è un risveglio totale, li vedi arrivare a frotte maschi e femmine assieme, in bici o a piedi con lo zaino in spalla ( dentro un asciugamano e qualcosa da mangiare, libri, palloni, racchette del volano e una volta mi dicevano, anche aquiloni), qui si impara a stare insieme, a condividere il tempo e i giochi, qui sbocciano i primi amori, si litiga, si fa pace, qui si cresce, anno dopo anno, insieme agli alberi.

E gli innamorati? Gli innamorati sono una categoria a parte, innanzitutto non hanno età, possono essere giovanissimi o avere già passato i 70 anni, quello che cambia è solo la lentezza dei passi, sì perché gli innamorati vanno piano, camminano mano nella mano, sussurrano e ogni due secondi si guardano negli occhi come per accertarsi che l’altro sia ancora lì, che non sia solo un sogno, per loro via Gaggio è una scenografia perfetta, è uno scrigno colmo di bellezza: con l’amore negli occhi non si può fare altro che riuscire a cogliere l’essenza di questo luogo, specialmente in autunno quando è tutto un tripudio di rossi e gialli e arancioni e cominciano i primi freddi e allora si cammina ancora più piano, ci si stringe di più uno all’altro mentre quel percorso così tante volte attraversato in dolcezza diventa con il tempo un luogo quasi intimo e ogni coppia lo sente suo anche se rimane di tutti.

Ma parliamo delle famiglie, che in questo periodo di crisi fanno sempre più fatica ad affrontare una spesa per andare in vancanza, Via Gaggio è gratis, è vicina, è un bel posto dove rilassarsi e svagarsi, dove fare un picnic o andare in bicicletta, dove stare tutti insieme la domenica, si viene qui se non si può andare lontano ed è un modo diverso per passare del tempo insieme, per ritrovare quella dimensione famigliare che si và via via perdendo e snaturando.

Gli anziani, loro conoscono tutta la storia di quel pezzetto di terra, sono parte stessa del patrimonio che via Gaggio rappresenta, ne conoscono ogni angolo, si ricordano quando c’erano i militari, raccontano di quando lì ci si andava a cacciare, si incontrano e parlano del più e del meno, ce ne sono alcuni che hanno lavorato con le loro mani per portare questo posto agli splendori che noi oggi viviamo, la curano, la modellano, la arricchiscono con le loro storie e la godono ogni giorno, ci portano i nipotini a fare i primi giri in bicicletta, passeggiano con la moglie e si ritrovano per tenere lontano quel senso di abbandono che sempre più spesso li attanaglia. Via Gaggio è parte di loro, della loro vita e resta un luogo dove non sentirsi mai soli.

Ecco, tutto questo è via Gaggio, 2 kilometri e mezzo di strada, 330 ettari di brughiera che si vuole distruggere, a favore di chi? Per cosa? Dove passeggeranno tutte queste persone? Dove faranno sport? Dove andranno in una delle prime domeniche di sole? Dove si incontreranno? Dove?

Certo ci sono altri posti, ci sono sempre altri posti, ma è come se perdeste un amico e vi dicessero che ci sono altri amici.

Il mio potrà anche sembrare un discorso romantico, ma non potete non riflettere anche su questa dimensione, una dimensione che non ha nulla a che fare con la tutela dell’ambiente o con l’inquinamento; questa è una dimensione che ha a che fare con la VITA stessa delle persone.

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4 responses to this post.

  1. Ciao ragazzi massima solidarietà! ci dispiace tantissimo non poterci essere, ma speriamo di conoscervi presto!!!!
    http://www.vaquelpaese.com/?p=186

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  2. Posted by guido on 24 luglio 2011 at 8:35 pm

    Ciao,ieri sera abbiamo fatto una passeggiata fino al vostro campo,,stavate mangiando e non volevamo disturbare,,un saluto e un incoraggiamento ve lo facciamo adesso,alla prossima!Guido,Anna(e Kira)

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    • Posted by Giuseppe on 27 luglio 2011 at 5:39 pm

      Cari Guido, Anna (e Kira),
      Nessun disturbo!
      In molti si sono fermati. Alcuni sono rimasti a condividere il pranzo o la cena con noi, anche ragazzi che non avevamo mai visto prima.
      Sappiate, per la prossima volta, che saremmo stati felici della vostra visita.
      Ciaooo!
      Giuseppe

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  3. […] noi abbiamo trascorso nella più grande semplicità il nostro tempo (“sociale” secondo la bellissima rappresentazione di Serenella), uscivamo dal consueto per rivivere una dimensione di gruppo nella natura. Noi tutti, ognuno con […]

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