Non hanno più nemmeno gli occhi per piangere

Oggi è il grande giorno di Campegaggiando – Il Campo Gaggio 2o11. Da questa sera a domenica pomeriggio restiamo in via Gaggio, giorno e notte. Passerai a trovarci, vero?

Ancora aperto, il sondaggio del Corriere [VOTA]. 3000 voti e quasi l’ottanta per cento dà ragione al territorio e condanna il delirio espansionistico della dirigenza dell’aeroporto. A SEA, capitanata da Giuseppe Bonomi, dedichiamo sempre la stessa canzone: [ASCOLTA]!

L’articolo della Prealpina di ieri non è certo passato inosservato fra i nostri amici Facebook.
Ci si creda o no, sono ancora in tanti coloro i quali non si piegano alla dura legge del social network di Zuckenberg. Soprattutto per loro riportiamo qui le impressioni dei nostri amici, cosicché possano partecipare al dibattito:
«un rappresentante della Varese che produce, cioè IO, si dichiara assolutamente contrario perchè non solo fiuta, ma ormai sente conclamato il fetore dell’ennesima speculazione. Personalmente ho in mente interessanti progetti di business da impiantare in questo territorio. Di sicuro andrei a creare posti di lavoro qualificati e stabili.
Inoltre, ribadisco il concetto che, a mio avviso, anche se fosse solo per la terza pista, si andrebbe a sovradimensionare ciò che è già sovradimensionato. Purtroppo ho visto troppi amici, e li vedo ancora, che stano soffrendo per la loro situazione occupazionale che non si andrà certamente risanando con la costruzione della pista.
Sono convinto che MXP potrebbe essere un “gioiellino”, una struttura altamente efficiente, se organizzata al meglio, con il plus di essere integrata in un contesto territoriale magnifico. Proprio per il fatto di essere nata prima, ma sviluppata poi, su un territorio che non è troppo adatto a riceverla, vediamo di non aggravare la situazione devastando tutto.» (Marco)
« La crescita scriteriata e sprezzante degli equilibri del pianeta, quella tanto cara agli economisti (a doppia cifra per intenderci) della Cina ha prodotto l’impossibilità di vedere il sole nelle aree industrializzate, alghe che crescono ad un ritmo e con dimensioni preoccupanti nel mare, una mortalità per tumori a livelli sconosciuti ed inauditi… Bene, questo per dire cosa ai due Signori pagati da categorie che dal loro pensiero teoricamente dovrebbero farsi rappresentare? Che se anche dovessimo riuscire a crescere al ritmo record per noi del 5% l’anno, questo aeroporto sarebbe già adeguato così come è se si considera che aeroporti più piccoli in giro per il mondo gestiscono già, il doppio del traffico di questo… Nel toboga di strade intorno, nell’assurdo sviluppo di parcheggi e strutture recettive, nella mancanza di una metropolitana che lo colleghi a Milano, vedo i veri problemi della aerostraziantestazione in questione: tutti gli altri sono meri interessi di parte che se ne strafregano del territorio e di chi ci vive. I sindaci che non verrebbero più rivotati se permetteranno tutto ciò lo hanno capito. E quando per una buona volta la politica comprende le esigenze dei cittadini… Ci si mettono altre “caste” di loquaci rappresentanti che per nome e per conto di chissà chi o quali interessi… Italia paese da abbandonare e su cui smettere di investire: parola di trader. La Preapina poi… non rappresenta la valle del Ticino: lo dice il nome stesso del giornale.
E per concludere… Varese di qui, Varese di là… Varese capitale mondiale del volo, Volandia… E non un Air Show degno di tale nome da quanti anni ormai? Parole tante… Fatti? Meno di zero! Tipicamente italiano. Attirare 200.000 persone nell’area come fanno a Zeltweg per esempio, non conterebbe a livello economico!? Ma tacete invece di sparare le solite sciocchezze: fare le cose semplici ed utili non rende quanto il fare quelle dove alcuni guadagnerebbero: diciamolo!» (Massimiliano)
« Due punti: 1. La “Varese che produce” ha dato almeno un’occhiata al piano presentato da sea? Ha notato che lo scopo principale non è la pista ma una collezione di capannoni? 2. La “Varese che produce” può cortesemente andare dal ministro Matteoli a far notare che, grazie alle rotte ancora bloccate dall’epoca “Alitalia”, Malpensa continua a perdere occasioni di voli o scali importanti (perdendo soldi e lavoro)? Prima della terza pista forse è il caso di far funzionare le prime due..» (Davide)
Che chi si lamenta del titolo: « Io ho disprezzato il titolo, che – come sappiamo è 100 volte più letto dell’articolo. Parole non scelte a caso. La Prealpina, non da oggi, con titoli ed editoriali si dimostra particolarmente attenta alla voce di qualche suo possibile o attuale inserzionista. O no?» (Roberto)
Più concisi, Ivan: «vaneggiamenti» e Nicola: «son ho parole». Nicola trova poi la forza di aggiungere: «c’è ancora chi crede alle favolette della Varese produttiva e della Malpensa che è dalla parte delle persone….gli ecosistemi non servono, a quest’ora saremmo tutti ricchissimi….»

Segnaliamo anche l’intervento di una delle più autorevoli voci critiche rispetto al delirio espansionistico dell’aeroporto. La voce, anzi – qua – la penna,  è quella di Jimmy Pasin e questo è il suo intervento.  Massimiliano commenta: «Ora vanno di moda i Masterplan: per la piazza ed il teatro di Varese, per Malpensa… Non hanno più nemmeno gli occhi per piangere, cercano sempre soldi ad altri (vedi quotazione in Borsa della SEA) ma le ambizioni (TUTTE) restano sempre ai massimi livelli: paradossalmente surreale!»

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