Archive for luglio 2011

GIORNALI!!! GIORNALI!!! GIORNALI!!!

Mezzi di informazione nazionali, ancora attentissimi e attivissimi su Malpensa. Ecco l’articolo de La Repubblica. [LEGGI]

A sorpesa, anche Il Manifesto denuncia la devastazione annunciata [LEGGI]

Grande risalto anche alla conferenza stampa di ieri, convocata dalle associazioni ambientaliste. Si è fatto il punto sulle Osservazioni al minaccioso Masterplan dell’ampliamento scellerato di Malpensa. Ecco qualche articolo:

– [VARESENEWS]

– [VARESE7PRESS]

Il Corriere della Sera parla invece della nuova legge sui Parchi in Lombardia [LEGGI]

A proposito di Corriere della Sera, è ancora aperto il sondaggio relativo alla vigliaccata della Terza Pista. Dopo 3528 voti, il 79,1% dà ragione a noi, a tutti coloro che rigettando un delirio di Cemento, che per biechi interessi privati e di pochi, vorrebbe devastare la vita e il territorio di centinaia di migliaia di cittadini. [VOTA]

«Sono Maurizio, posso salire?»

Si è presentato così un lunedì sera verso le 22.00 – 22.30. Erano le prime riunioni del Comitato, quelle segnalate su facebook invitando la gente a partecipare.

Suona il citofono, “Chi è?” – “Sono Maurizio, posso salire?” – “Certo, ultimo piano”.

Attoniti, senza sapere chi fosse Maurizio abbiamo aperto. Entra e si presenta come Maurizio Casati: sono Assessore a Nosate. Allora la visita fu a titolo personale, era incuriosito da quello che leggeva su di noi e voleva conoscerci.

Mentre si parlava e ci si conosceva, indagavamo in rete per capire se fosse veramente assessore a Nosate. Diceva la verità!

E’ nata così, in maniera molto informale e tipicamente da “Viva Via Gaggio” la collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Nosate e con Maurizio Casati.

Collaborazione che con il passare dei giorni si è trasformata sempre più in qualcosa di unico e particolare. E’ stata l’Amministrazione di Nosate a farci fare il nostro battesimo pubblico, invitandoci a parlare in una serata molto partecipata dai cittadini nosatesi. E’ stata poi la volta dei ragazzi di Nosate che, coordinati dallo stesso Maurizio, hanno piazzato il gazebo per conto del Comitato, nelle piazze cittadine e alla Madonna in Binda, luogo molto frequentato durante la stagione estiva.

Gli incontri e gli appuntamenti poi hanno preso un ritmo sempre più frenetico, fino a diventare appuntamenti fissi dove Maurizio Casati e il nostro Walter Girardi hanno fatto coppia fissa in incontri pubblici nei Comuni della zona e anche altre serate a Nosate.

Una collaborazione che è diventata un’amicizia molto forte, tra persone che, unite dall’amore per questo territorio e dalla voglia di difenderlo, hanno deciso di compiere un pezzo della propria vita insieme.

Senza dimenticare poi il fatto che l’Amministrazione Comunale di Nosate sarà un partner importante nel discorso dell’Ecomuseo, che riprenderemo con forza subito dopo la pausa estiva.

Scriviamo questo post anche perché oggi è il compleanno di Maurizio Casati e quindi abbiamo pensato di fargli un regalo speciale, ringraziando lui e ringraziando tutta l’Amministrazione Comunale di Nosate per quanto fatto fino ad oggi e per quanto faremo in futuro a difesa del nostro territorio. Per noi e per i nostri figli.

Auguri Maurizio e GRAZIE.

Nessuno è profeta in patria

Si guarda la foto qui sopra e non si può che adagiarsi laconicamente sul sempre valido detto “Nessuno è profeta in patria”.
VivaViaGaggio è nata a Lonate Pozzolo, epicentro della strage sociale, urbanistica e ambientale annunciata, con la minaccia dell’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa.
Be’, alla visione del primo video e poi del secondo e poi del terzo, eufemisticamente diciamo che buona parte dei politici lonatesi non la prese proprio bene. Nei mesi, poi, si sono ravveduti, fino all’idillio di questi giorni, con la collaborazione istituzionalizzata fra WVG e Comune. Ovviamente VivaViaGaggio esulta per gli insperati e virtuosi sviluppi di questo rapporto. Si ricorda il passato con un sorriso e non certo con rancore. Avanti così, tutti assieme.

In altri Comuni, invece, è stato amore a prima vista. Quando ancora eravamo sotto il fuoco degli attacchi, quando il giochino era di farci passare come pericolosa e sparuta banda di ecoinvasati, altri rappresentanti delle Istituzioni ci hanno dato fiducia, hanno riconosciuto il nostro lavoro, hanno chiesto collaborazioni con noi. Fra costoro, l’Amministrazione Comunale della vicina Vanzaghello si è distinta per disponibilità e cortesia nei nostri confronti, fino alla citazione per Comitato da parte della giunta stessa nel corso di un Consiglio Comunale. L’aiuto della collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Vanzaghello è stato per noi vitale. 

Ricevere la foto della giunta in posa con la spilletta di WVG appuntata al petto ci commuove. E il nostro GRAZIE non sarà tanto e non sarà solo a parole: il nostro GRAZIE sarà espresso con i fatti, col nostro rinnovato impegno.

(e, a proposito di Amici di WVG, domani parleremo dell’Amministrazione di Nosate)

– – –

E’ ancora aperto, il sondaggio del Corriere [VOTA]. Dopo 3504 voti, il 79,1% dà ragione alle rivendicazioni degli Amministratori Comunali dei Comuni attorno all’enclave milanese. Padroni A Casa Nostra, diceva qualcuno tanto ma tanto ma tanto tempo fa…

Oltre al danno, la beffa

«In poche parole SEA vuole ampliare, con la scusa della terza pista, il sedime aeroportuale di Malpensa soprattutto sottraendo aree al Comune di Lonate Pozzolo, per così creare al suo interno moltissime strutture necessarie per l’indotto dell’aeroporto, di fatto togliendo al Comune stesso qualsiasi possibilità di sviluppo e di introito, come oneri, ICI, TARSU ecc…… Senza dimenticarsi i fortissimi disagi che la creazione della terza pista avrà sul territorio. Oltre al danno la beffa!»

Orbene, chi è l’ecoinvasato di turno? Qual è il verde-fuori-rosso-dentro che ha rilasciato queste dichiarazioni? Eh no, qua c’è qualcosa che non va: le dichiarazioni sono a firma Fabrizio Bianchi, consigliere provinciale varesino del Popolo delle Libertà.  Popolo delle Libertà significa Roberto Formigoni, significa Raffaele Cattaneo, significa tutte quelle persone che in Consiglio Regionale alzano la manina per votare la distruzione della brughiera. C’è un zic di confusione, vero?
Il nostro Walter Girardi, sulla pagina Facebook di WVG, ha così commentato: «Vi faccio solo notare una cosa. La provincia di Varese non ha mai considerato Malpensa come parte del proprio territorio. Lo ha sempre ignorato, salvo quando si parlava di sviluppo. Ora la coalizione politica che sta governando la provincia di Varese, così come Regione Lombardia, è sempre la stessa…e non è un singolo consigliere che fa la differenza se si limita solo a mandare una lettera ai giornalisti e non fa più nulla».

Evidentemente fino ad oggi il Consigliere Fabrizio Bianchi non si era accorto del difficile rapporto tra il territorio e Malpensa. Ora che tutti i Comuni del Cuv (Consorzio Urbanistico Volontario), i Comuni di seconda fascia, quelli del Milanese e del Novarese e il Parco del Ticino hanno preso una posizione unanime e comune contro il Master Plan presentato da SEA, ecco che spunta il paladino di turno. Stiamo a vedere che tipo di iniziative intrapprenderà il Consigliere Bianchi e speriamo in azioni efficaci per la salvezza dell’ambiente e della ragione.

Si potrebbe dire troppo comodo ora dimostrarsi attenti al territorio…noi è da oltre un anno che andiamo dicendo queste cose. Il nostro Walter Girardi è da sempre impegnato su questo fronte.

Dove erano questi signori quando nel corso di questi anni, alcune Amministrazioni Comunali, le associazioni ambientaliste e i Comitati facevano sentire la loro voce?

Oggi le cose, forse,  stanno cambiando? Vedremo e sicuramente terremo la situazione sotto controllo.

Vorremo evitare il ritorno sulla scena di alcuni ambigui soggetti, che come in un film di qualche anno fa si vestivano e parlavano in base alla curva dello Stadio che frequentavano.


[LEGGI] la lettera integrale.

Mi ricordo…Campegaggiando 2011

L’edizione di quest’anno del Campo Gaggio ha acquisito un valore e un sapore molto particolare. Il sapore non era quello del bosco vicino alla Cucina da Campo, ma era quello più aperto della brughiera e del corridoio ecologico in prossimità della discesa nella Valle del Ticino.

La particolarità di quest’anno non la dobbiamo però ricercare in qualcosa di esterno o di relativo alla location. La particolarità la dobbiamo cercare in noi stessi. Quanto siamo cambiati noi da un anno a questa parte. Noi come Comitato, da semplici e poco conosciuti cittadini nei primi periodi della nostra esistenza ad oggi, come punto di riferimento di moltissime persone e moltissime associazioni.

Noi semplicemente quelli di Viva Via Gaggio, ricercati e voluti nelle occasioni pubbliche per essere presenti per portare il nostro contributo o piazzare il nostro gazebo e parallelamente tirati per la giacchetta da parte di chi si faceva vedere vicino alla causa, salvo poi votare in Regione per il grande progetto di espansione.

Le tende posizionate da parte alla Dogana, non sono passate inosservate, così come  gli striscioni posizionati per identificare il luogo del Campo Gaggio e non il luogo della protesta. Sarebbe un errore paragonarci ai presidi della TAV, siamo in situazioni completamente diverse.

Quest’anno sembrava che tutti avessero occhi per il campo Gaggio. Ad un settimana dalla consegna a Roma delle Osservazioni, il Comitato era ancora lì in prima linea.

Certo il tempo non ha facilitato la partecipazione alle iniziative, ma sentivamo gli occhi di tutti addosso. “Sono ancora lì quelli della Via Gaggio” avranno pensato i nostri detrattori, illusi che dopo la consegna delle Osservazioni, sparissimo dalla scena.

Noi, innamorati di Via Gaggio e della Brughiera, noi amanti di questo pezzo di territorio che ormai fa parte della nostra storia, del nostro vissuto, del nostro dna. Noi eravamo li non per protestare, per accusare qualcuno, noi eravamo li per dimostrare alla luce del sole il nostro attaccamento a questa terra, la terra dei nostri padri come l’abbiamo spesso definita.

Eravamo li per dimostrare in maniera limpida, trasparente e solare che esistono alternative concrete allo sviluppi scellerato di Malpensa.

La presenza poi alla nostra conferenza stampa della Presidente del Parco del Ticino e del Sindaco di Lonate Pozzolo, oltre all’amico Maurizio Casati assessore di Nosate (uno di noi!!!) ha dato valore e riconoscimento a quanto fatto fino ad oggi.

In tutto questo noi siamo cambiati, abbiamo preso consapevolezza del nostro ruolo, del nostro essere diventati “riferimento”.

C’è però un aspetto che ci distingue dagli altri. Siamo gli unici, nel bene o nel male, a parlare di quelle conseguenze sociali e umane, che difficilmente trovano spazio nelle compensazioni ambientali o economiche; questo perchè parlare di certe cose è ancora tabù…come gli aspetti sociali e umani…c’è gente come noi che ne parla bene nel senso autentico…e altri che ne parlano solo per avere un tornaconto economico che con gli aspetti umani ha poco o nulla a che spartire…come stanno facendo certi soggetti apparsi recentemente sulla scena perché rischiano la casa, e fino a qualche anno fa volevano e caldeggiavano la grande Malpensa.

Via Gaggio è VIVA, VIVA via Gaggio diceva uno dei nostri primi slogan! Questo è maledettamente vero. Via Gaggio è VIVA perché la gente la ama, la culla, la vive sempre. Abbiamo descritto, visto e raccontato la gente che vive Via Gaggio, ma la gente che la vive è molta di più.

Camminare in Via Gaggio è come camminare in un fiume di persone. Assaporare Via Gaggio è come assaporare la linfa di una società viva che li si riconosce, li trova riposo, li trova l’amore, li trova la vita.

Il nostro dormire quest’anno ha significato anche vivere appieno con lei.

Cancellare per sempre Via Gaggio e la Brughiera significa cancellare noi stessi, significa permettere ad altri di farci sparire.

Per questo non possiamo stare fermi, mentre il nemico ci vuole annientare. Il CampoGaggio di quest’anno mi ha insegnato questo. Questo aspetto umano della nostra battaglia a volte dimenticato. Ma se gli aspetti e le considerazioni “umane” come i sentimenti, le emozioni ci vengono cancellate noi diventiamo una società fatta di automi che non è più in grado di “vivere”, ma che sopravvive solo perché altri ci tengono in vita artificialmente!

Chiudo con un pensiero agli amici del Comitato, alle persone che con me condividono questa lotta di civiltà, questo pensiero ma soprattutto a loro “a volte le cose diventano difficili da dire perché ti prende un nodo alla gola…e in questi giorni non ce l’ho fatta..ma volevo dirvi che siete diventati la mia seconda famiglia…Grazie. Vi voglio bene”.

Quando una festa diventa amore per il mondo… e per ciò che ci sta attorno.

La seconda edizione del Campogaggio, festa o protesta? Forse la prima, eravamo festosi, noi, e chi ci veniva a trovare, noi tutti che viviamo in queste città affollate, attraversate da reti autostradali e telematiche, tutto automatizzato, tutto avvolto nel non senso… Relazioni che sono contatti, amicizie che sono incontri di interessi momentanei, si consuma il momento ma non lo si vive. Un messaggio sms o altro in versione digitale mi raggiunge, non voglio rispondere, lo cancello. Non è una retorica contro il “moderno”, la semplice descrizione di un efficientismo che si ammanta di pensiero orientato o scientifico, dimenticando che per l’80% del nostro tempo la nostra mente vaga, il pensiero da orientato diventa simbolico-associativo, si “ri-crea” il mondo e questa, lo si voglia o no, è la specificità dell’umano (mi baso su studi antropologici che non è il caso in questo breve spazio di citare). Vi immaginate un mondo ridotto a numeri? Oppure il feticismo delle merci che traducono il valore affettivo di ogni oggetto in termini puramente economici? Una ragione siffatta che segue i meandri di un sapere scientifico troppo settorializzato e che, non riflette sulla insensatezza di un procedere per puri calcoli, si perde in una follia senza ritorno. L’immaginario nelle sue varie forme, da quella ludica, letteraria o semplicemente prospettante un “non ancora”, è ciò che ci qualifica come “umani”, un prodotto dell’evoluzione che ci rende tali, un meccanismo che sarebbe potuto mancare e, in tal caso, non saremmo stati superiori o inferiori ma semplicemente “non umani”. E se a uno di noi mancasse questa facoltà? Anche la scienza non sarebbe possibile, ma ciò che qui è importante sottolineare è la consapevolezza del senso che questa facoltà attribuisce a ciò che facciamo e viviamo.

Il CampoGaggio era questo, un voler vedere con occhi trasfigurati da una luce diversa la brughiera,  se è vero che noi esperiamo con il cuore oltre che con gli occhi e gli altri sensi. La scienza è utile, una proposta descrittiva del mondo circostante, (come la descrizione del “succiacapre“, quell’uccello migratore che d’estate lo troviamo nella nostra brughiera e che d’inverno si rifugia nell’Africa orientale) ma sempre parziale, mai completa e irriflessa nel suo modo di procedere.

Ritornando al “succiacapre”, mi ricordo ancora la presentazione del naturalista Luciano Turrici, si tratta di un uccello che i contadini  vedevano planare tra le greggi con la bocca aperta, da qui la loro fantasia li portava a definirlo “succiacapre” (ritenevano infatti si nutrisse di latte di capra). Ecco, qui descrizione scientifica e immaginazione si intersecano e, in fondo collaborano a definire una possibile descrizione del mondo. Le scienze prospettano mondi, li configurano secondo delle caratteristiche ben precise, sono asserti metodologici, ma l’immaginazione le riporta su un piano più umano, come dire le “spodesta” per consegnarle ad un cuore che sente il mondo circostante, nello specifico la brughiera e i suoi abitanti, questo prima di ogni descrizione possibile. Da qui il bisogno ludico di lasciarci andare, giocare fantasticamente con le forme del mondo per aprire altri scenari possibili, laddove dal mondo si può prendere congedo anche se in una forma non definitiva e temporanea. Un gioco sociale e arricchente che accompagna la nostra esperienza o, meglio, ne costituisce la linfa vitale.

E così noi abbiamo trascorso nella più grande semplicità il nostro tempo (“sociale” secondo la bellissima rappresentazione di Serenella), uscivamo dal consueto per rivivere una dimensione di gruppo nella natura. Noi tutti, ognuno con il suo contributo, allietava la serata vivendo i colori e i profumi.

Per una volta si può uscire dalle vie telematiche e autostradali, senza negare queste, ma ricordando che nella vita c’è anche altro. Recuperare frammenti di immaginazione non può essere la prerogativa dei soli artisti, o dei fruitori esperti di opere d’arte, ma un impegno di tutti perchè senza questa “capacità trasfigurante”, il mondo si riduce a ben poca cosa, le relazioni diventano spazi descritti dai manuali di psicologia, la brughiera un libro che ne parla, il mondo il frutto di un atto percettivo che ce lo rende presente nel senso che ce lo impone, di fronte al quale nulla noi possiamo… nemmeno “ricrearlo” con la fantasia.

Dal mio punto di vista questo è stato il CampoGaggio e ricordo tutto e tutti, anche coloro che con noi si sono fermati solo per una sera e che mai avevo visto prima, buona estate a tutti!!! E buone vacanze!!!

Gli ultimi giorni nell’hangar

 

Il CampoGaggio è terminato, viva il CampoGaggio! Tre giorni meravigliosi e due notti metereologicamente tempestose: tanti i ricordi, che cercheremo di riordinare e trascrivere qui. Per intanto, ecco il comunicato, consegnato ai giornalisti sabato scorso nel corso della conferenza stampa.
Proprio durante il CampoGaggio, ci ha scritto un nostro amico. Noi pubblichiamo con piacere (e segnaleremo subito alla Protezione Civile): «Attenzione: in Via Gaggio presso la via che conduce a Tornavento, all’ altezza dell’incrocio della pista in cemento ci sono parecchi nidi di Calabroni, ne ho appena fatto le spese con due morsi e lo sciame che, come nei cartoni animati ti insegue… se è possibile avvertire chi di competenza. Ciao e buon campo Gaggio»

Sulla stampa, intanto, il tema Terza Pista continua a essere presente. La porcheria prossima ventura non passa inosservata. [LEGGI QUA].

Il CampoGaggio stesso è stato seguìto dai mezzi di informazione. Dalla preziosa rassegna stampa dei Democratici Uniti di Lonate Pozzolo, pubblichiamo l’articolo de La Prealpina di ieri. [LEGGI QUA]. Anche Il Giorno e La Provincia di Varese ci hanno dedicato spazio. Pubblicheremo a breve. Da subito, però, condividiamo il servizio di Rete 55. [GUARDA dal minuto 4’53”]

Continuiamo a ricordare il sondaggio del Corriere della Sera sul tema Terza Pista. Dopo 3215 voti, il 79,4% dà ragione a chi denuncia la schifezza del progetto di ampiamento. E’ ancora possibile esprimere la propria opinione. [VOTA]. Soli e sconsolati, i disperati promotori della terza pista più capannonicapannonicapannoni vivono un clima da “ultimi giorni nel bunker”.  Bunker? No, dài, per contestualizzare diremo… ultimi giorni nell’hangar.

UNICOMAL osserva (e non da ora!)

La famiglia di Viva Via Gaggio conta su preziosi amici. Uno degli amici preziosi è Angelo Giani, che un giorno ha camminato con noi per una videochiacchierata, resa pubblica il 15 Giugno 2010. [GUARDA LA VIDEOCHIACCHIERATA]

Ieri Angelo Giani ci ha scritto e ogni sua e-mail è fonte di preziose informazioni. Divulghiamo ora le osservazioni di UNICOMAL al delirio espansionistico di Malpensa. [LEGGI]
Lottiamo assieme per scongiurare il dramma di un disastro annunciato.

Buona domenica, ciao dal CampoGaggio.

http://www.facebook.com/v/228873197149842

Quando è il cuore che osserva

Ciao dal CampoGaggio. Stamattina c’è il sole, ma stanotte ha diluviato. Le tende hanno retto, solo in una è entrata acqua e per di più poca. Continuiamo ad aspettarti anche oggi per le attività di giornata.

Per intanto, raccontiamo di Serenella Noseda. Serenella Noseda è una delle anime del Comitato WVG e tutti noi Gaggionauti abbiamo iniziato a conoscerla, tramite la sua creazione: il logo di WVG. La firma di Serenella resterà nella piccola grande storia del Comitato.

La firma di Serenella è stata apposta anche il calce alla sua personale osservazione relativa al Master Plan di Malpensa. «Temevo fosse una visione troppo romantica, ma io la vivo così ed era l’unico modo in cui potevo descriverla…», ha confidato Serenella in seguito. No, invece no. VivaViaGaggio nacque nel Gennaio 2010 come gesto d’amore nei confronti di un bosco che muore, un bosco condannato a morte, pur se innocente. Un gesto d’amore, sì. Lo scritto di Serenella vibra di quella stessa passione. Tante sono le associazioni che da anni e anni combattono la loro giusta causa contro la prepotenza e l’arroganza di un mostro che devasta senza scrupoli e tregua; VivaViaGaggio è nata per essere diversa, per fare cose che altri non fanno. Le sue parole sono diverse. Serenella abita in Via Gaggio. Ecco la sua osservazione.

IL RUOLO SOCIALE DI VIA GAGGIO 

Nativa del Comasco ho avuto la “fortuna” di trasferirmi da pochi anni a Lonate Pozzolo,

Via Gaggio non l’ho conosciuta subito, è stata una scoperta successiva, quando mi sono aggregata al comitato che ne prende il nome non avevo la piena consapevolezza di tutto quello che questo luogo significava. Ne ho appreso con il tempo l’importanza storica, biologica e ambientale, ma c’è un altro valore che Via Gaggio racchiude ed è di una preziosità equivalente se non maggiore delle altre: quella a livello sociale.

Nell’anno e mezzo in cui erano molte le domeniche che passavo presso la dogana Austro Ungarica a raccogliere le firme, ho visto tantissime persone attraversare questo lembo di brughiera e nel susseguirsi delle stagioni mai l’ho trovata priva di qualcuno che la VIVESSE.

Partiamo dalle persone che la frequentano come luogo dove poter fare sport, tantissimi corridori e ciclisti l’attraversano godendo del paesaggio, spesso sono persone di Lonate o dei paesi vicini, ma tanti sono anche quelli che arrivano da più lontano, vengono apposta, vengono qui, nonostante gli aerei che passano rombando sulle loro teste, a volte soli, spesso in compagnia: ragazze che corrono assieme ridendo, ragazzi che si allenano, l’uomo adulto che vuole rimettersi in forma, il ciclista della domenica, la mamma è il papà che pedalano piano con i bimbi piccoli al seguito, il ciclista fotografo che ama la natura, i gruppi di ciclisti professionisti… sanno che troveranno 2 km e mezzo di natura pronta ad accogliere le loro scarpe da ginnastica e le loro ruote di bicicletta senza chiedere nulla in cambio.

Poi ci sono i ragazzi, le insegnanti della zona spesso organizzano visite guidate in brughiera per avvicinare i giovani alla natura e alla storia. Lo scorso anno è stata presentata dagli alunni delle scuole medie di Lonate, una mostra fotografica realizzata proprio in via Gaggio. Quando non c’è di mezzo la scuola di solito i ragazzi attraversano la via per raggiungere il Ticino, soprattutto in primavera e in estate, in questi mesi non si risveglia solo la natura, c’è un risveglio totale, li vedi arrivare a frotte maschi e femmine assieme, in bici o a piedi con lo zaino in spalla ( dentro un asciugamano e qualcosa da mangiare, libri, palloni, racchette del volano e una volta mi dicevano, anche aquiloni), qui si impara a stare insieme, a condividere il tempo e i giochi, qui sbocciano i primi amori, si litiga, si fa pace, qui si cresce, anno dopo anno, insieme agli alberi.

E gli innamorati? Gli innamorati sono una categoria a parte, innanzitutto non hanno età, possono essere giovanissimi o avere già passato i 70 anni, quello che cambia è solo la lentezza dei passi, sì perché gli innamorati vanno piano, camminano mano nella mano, sussurrano e ogni due secondi si guardano negli occhi come per accertarsi che l’altro sia ancora lì, che non sia solo un sogno, per loro via Gaggio è una scenografia perfetta, è uno scrigno colmo di bellezza: con l’amore negli occhi non si può fare altro che riuscire a cogliere l’essenza di questo luogo, specialmente in autunno quando è tutto un tripudio di rossi e gialli e arancioni e cominciano i primi freddi e allora si cammina ancora più piano, ci si stringe di più uno all’altro mentre quel percorso così tante volte attraversato in dolcezza diventa con il tempo un luogo quasi intimo e ogni coppia lo sente suo anche se rimane di tutti.

Ma parliamo delle famiglie, che in questo periodo di crisi fanno sempre più fatica ad affrontare una spesa per andare in vancanza, Via Gaggio è gratis, è vicina, è un bel posto dove rilassarsi e svagarsi, dove fare un picnic o andare in bicicletta, dove stare tutti insieme la domenica, si viene qui se non si può andare lontano ed è un modo diverso per passare del tempo insieme, per ritrovare quella dimensione famigliare che si và via via perdendo e snaturando.

Gli anziani, loro conoscono tutta la storia di quel pezzetto di terra, sono parte stessa del patrimonio che via Gaggio rappresenta, ne conoscono ogni angolo, si ricordano quando c’erano i militari, raccontano di quando lì ci si andava a cacciare, si incontrano e parlano del più e del meno, ce ne sono alcuni che hanno lavorato con le loro mani per portare questo posto agli splendori che noi oggi viviamo, la curano, la modellano, la arricchiscono con le loro storie e la godono ogni giorno, ci portano i nipotini a fare i primi giri in bicicletta, passeggiano con la moglie e si ritrovano per tenere lontano quel senso di abbandono che sempre più spesso li attanaglia. Via Gaggio è parte di loro, della loro vita e resta un luogo dove non sentirsi mai soli.

Ecco, tutto questo è via Gaggio, 2 kilometri e mezzo di strada, 330 ettari di brughiera che si vuole distruggere, a favore di chi? Per cosa? Dove passeggeranno tutte queste persone? Dove faranno sport? Dove andranno in una delle prime domeniche di sole? Dove si incontreranno? Dove?

Certo ci sono altri posti, ci sono sempre altri posti, ma è come se perdeste un amico e vi dicessero che ci sono altri amici.

Il mio potrà anche sembrare un discorso romantico, ma non potete non riflettere anche su questa dimensione, una dimensione che non ha nulla a che fare con la tutela dell’ambiente o con l’inquinamento; questa è una dimensione che ha a che fare con la VITA stessa delle persone.

Non hanno più nemmeno gli occhi per piangere

Oggi è il grande giorno di Campegaggiando – Il Campo Gaggio 2o11. Da questa sera a domenica pomeriggio restiamo in via Gaggio, giorno e notte. Passerai a trovarci, vero?

Ancora aperto, il sondaggio del Corriere [VOTA]. 3000 voti e quasi l’ottanta per cento dà ragione al territorio e condanna il delirio espansionistico della dirigenza dell’aeroporto. A SEA, capitanata da Giuseppe Bonomi, dedichiamo sempre la stessa canzone: [ASCOLTA]!

L’articolo della Prealpina di ieri non è certo passato inosservato fra i nostri amici Facebook.
Ci si creda o no, sono ancora in tanti coloro i quali non si piegano alla dura legge del social network di Zuckenberg. Soprattutto per loro riportiamo qui le impressioni dei nostri amici, cosicché possano partecipare al dibattito:
«un rappresentante della Varese che produce, cioè IO, si dichiara assolutamente contrario perchè non solo fiuta, ma ormai sente conclamato il fetore dell’ennesima speculazione. Personalmente ho in mente interessanti progetti di business da impiantare in questo territorio. Di sicuro andrei a creare posti di lavoro qualificati e stabili.
Inoltre, ribadisco il concetto che, a mio avviso, anche se fosse solo per la terza pista, si andrebbe a sovradimensionare ciò che è già sovradimensionato. Purtroppo ho visto troppi amici, e li vedo ancora, che stano soffrendo per la loro situazione occupazionale che non si andrà certamente risanando con la costruzione della pista.
Sono convinto che MXP potrebbe essere un “gioiellino”, una struttura altamente efficiente, se organizzata al meglio, con il plus di essere integrata in un contesto territoriale magnifico. Proprio per il fatto di essere nata prima, ma sviluppata poi, su un territorio che non è troppo adatto a riceverla, vediamo di non aggravare la situazione devastando tutto.» (Marco)
« La crescita scriteriata e sprezzante degli equilibri del pianeta, quella tanto cara agli economisti (a doppia cifra per intenderci) della Cina ha prodotto l’impossibilità di vedere il sole nelle aree industrializzate, alghe che crescono ad un ritmo e con dimensioni preoccupanti nel mare, una mortalità per tumori a livelli sconosciuti ed inauditi… Bene, questo per dire cosa ai due Signori pagati da categorie che dal loro pensiero teoricamente dovrebbero farsi rappresentare? Che se anche dovessimo riuscire a crescere al ritmo record per noi del 5% l’anno, questo aeroporto sarebbe già adeguato così come è se si considera che aeroporti più piccoli in giro per il mondo gestiscono già, il doppio del traffico di questo… Nel toboga di strade intorno, nell’assurdo sviluppo di parcheggi e strutture recettive, nella mancanza di una metropolitana che lo colleghi a Milano, vedo i veri problemi della aerostraziantestazione in questione: tutti gli altri sono meri interessi di parte che se ne strafregano del territorio e di chi ci vive. I sindaci che non verrebbero più rivotati se permetteranno tutto ciò lo hanno capito. E quando per una buona volta la politica comprende le esigenze dei cittadini… Ci si mettono altre “caste” di loquaci rappresentanti che per nome e per conto di chissà chi o quali interessi… Italia paese da abbandonare e su cui smettere di investire: parola di trader. La Preapina poi… non rappresenta la valle del Ticino: lo dice il nome stesso del giornale.
E per concludere… Varese di qui, Varese di là… Varese capitale mondiale del volo, Volandia… E non un Air Show degno di tale nome da quanti anni ormai? Parole tante… Fatti? Meno di zero! Tipicamente italiano. Attirare 200.000 persone nell’area come fanno a Zeltweg per esempio, non conterebbe a livello economico!? Ma tacete invece di sparare le solite sciocchezze: fare le cose semplici ed utili non rende quanto il fare quelle dove alcuni guadagnerebbero: diciamolo!» (Massimiliano)
« Due punti: 1. La “Varese che produce” ha dato almeno un’occhiata al piano presentato da sea? Ha notato che lo scopo principale non è la pista ma una collezione di capannoni? 2. La “Varese che produce” può cortesemente andare dal ministro Matteoli a far notare che, grazie alle rotte ancora bloccate dall’epoca “Alitalia”, Malpensa continua a perdere occasioni di voli o scali importanti (perdendo soldi e lavoro)? Prima della terza pista forse è il caso di far funzionare le prime due..» (Davide)
Che chi si lamenta del titolo: « Io ho disprezzato il titolo, che – come sappiamo è 100 volte più letto dell’articolo. Parole non scelte a caso. La Prealpina, non da oggi, con titoli ed editoriali si dimostra particolarmente attenta alla voce di qualche suo possibile o attuale inserzionista. O no?» (Roberto)
Più concisi, Ivan: «vaneggiamenti» e Nicola: «son ho parole». Nicola trova poi la forza di aggiungere: «c’è ancora chi crede alle favolette della Varese produttiva e della Malpensa che è dalla parte delle persone….gli ecosistemi non servono, a quest’ora saremmo tutti ricchissimi….»

Segnaliamo anche l’intervento di una delle più autorevoli voci critiche rispetto al delirio espansionistico dell’aeroporto. La voce, anzi – qua – la penna,  è quella di Jimmy Pasin e questo è il suo intervento.  Massimiliano commenta: «Ora vanno di moda i Masterplan: per la piazza ed il teatro di Varese, per Malpensa… Non hanno più nemmeno gli occhi per piangere, cercano sempre soldi ad altri (vedi quotazione in Borsa della SEA) ma le ambizioni (TUTTE) restano sempre ai massimi livelli: paradossalmente surreale!»

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