Con la terza pista, Malpensa non decolla.

Buongiorno, gaggionauta! Leggi QUA
E’ una bellissima analisi della differenza tra sonno e realtà: se Malpensa non è un hub servono piste da hub?
Sono spunti notevoli, che mettono in luce quanto Malpensa abbia bisogno di una strategia vincente in materia di organizzazione dei servizi e migliramento dell’esistente.
Stona – e noi lo stiamo dicendo da molto tempo – che si voglia per forza rilanciare Malpensa con la terza pista, di cui oggi nessuno degli operatori aeroportuali, delle compagnie aeree etc sente il bisogno. Con la terza pista, Malpensa non decolla.
SEA rimane l’unica a volere la terza pista, ma non per potenziare Malpensa, ma per diventare proprietaria di 437 ettari per farci capannonicapannonicapannoni.

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One response to this post.

  1. Posted by Balice Nicola on 10 giugno 2011 at 6:51 pm

    Un mio commento lapidario, in una regione che si vanta di essere l’orgoglio del paese e l’emblema dell’efficienza, si può parlare di morte del Parco del Ticino solo per un fatto speculativo e per di più con finanziamenti pubblici? Io credo che chi è in regione e non faccia nulla per fermare lo scempio debba solo vergognarsi!!!!Certo che Malpensa non decolla, ci si ostina a farne un hub senza che ce ne siano le condizioni (tralasciamo la parte ambientale per il momento). La nostra è una regione che già nell”87 si era dotata di una legge parchi all’avanguardia e che la mettevano al pari di altre regioni europee assai evolute sul piano normativo per quanto riguarda la tutela ambientale. Con la “dinastia formigoni” (per un attimo tralasciamo la questione destra o sinistra) si è tentata la legge “ammazzaparchi” della scorsa legislatura, poi per fortuna ritirata dalla stessa maggioranza, con expo 2015 miracolosamente è venuto fuori un piano di “consumo del territorio” che con varie autostrade e bretelle autostradali minaccia sia il parco sud che quello del ticino (e non solo). Allo stesso tempo l’expo è intitolato “feeding the planet”….Ultima cosa, Formigoni ha pensato, l’amante della natura (non è il solo, è in buonissima compagnia) di proporre una riforma parchi che più che una riforma è un tentativo di creare una cabina di regia regionale per mantenere sì le aree protette (fino a tanto ancora non si è ancora arrivati) ma trasformare gli enti consortili in enti pubblici saltando le comunità locali e favorire progetti di lottizzazione come nel parco sud. Il tutto viene presentato come un intervento di miglioramento e razionalizzazione delle spese, in una regione che quando parla di verde e natura usa il termine “infrastrutturazione verde” e per riferirsi alla gestione territoriale pgt (piano di gestione del territorio). Perchè invece non ammettere che ci troviamo di fronte a delle lobbies immobiliari con forti interessi speculativi? E che nella nostra regione si vuole azzerare quanto fatto in tema ambientale con delle operazioni apparentemente di cosmetica? Parole vuote o pseudo-tecnicismi (come quelli elencati) ma il vento sta cambiando e chissà, forse si salverà il parco e il patrimonio naturalistico di una regione che tra le altre cose è anche arte e cultura!!

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