Dare un prezzo alla natura

Ciao Gaggionauta!
Ti suggeriamo un articolo interessante, pubblicato sul mitico quotidiano inglese The Guardian [LEGGI QUA]

…e siccome la conoscenza dell’inglese non è obbligatoria, la nostra cara amica Marina Premoli ha realizzato un lavoro prezioso: ce l’ha tradotto in italiano! Buona lettura!

Dare un prezzo alla natura non può essere peggio di darla via gratuitamente

La natura ci dà aria ed acqua pulita, terreni fertili ed immenso benessere.
Darle un prezzo potrebbe proprio farci smettere di considerare senza valore ciò che è gratuito.

Si può dare un prezzo al profumo del mare ed al vento fra i capelli? Qual è il prezzo per dissetarsi alle fresche acque di una sorgente di montagna in una giornata estiva? E quanto saremmo disposti a pagare per stenderci sotto un albero ed appisolarci al canto degli uccelli che ci fanno una serenata?

La risposta è semplice: la natura – e quanto di incontaminato è in essa – non ha prezzo. Qualcuno direbbe anche che il voler far corrispondere una somma in denaro al vento e all’acqua, agli uccelli ed alle api, distrugge proprio ciò che la rende speciale: un’esperienza emotiva, spirituale, che nutre l’anima che fugge dall’affanno quotidiano.

E tuttavia viviamo in un mondo dove le cose a cui non sia stato attribuito un prezzo non sono apprezzate. Coloro che inquinano stanno solo ora incominciando a pagare il costo delle emissioni di gas che producono l’effetto serra, ma il danno che causano, dalle inondazioni alle ondate di caldo, presenta un conto con cifre che ammontano a miliardi. Secondo il rapporto su basi innovative compiuto lo scorso anno dalle Nazioni Unite sul valore economico degli ecosistemi,
un terzo dei profitti delle maggiori società svanirebbe se queste dovessero pagare i danni che arrecano al pianeta. Nel Regno Unito si stanno perdendo piante ed animali ad un ritmo
terrificante. Si devastano le scorte di pesce negli oceani e l’inquinamento da nitrati e nitriti costa a ciascuno di noi centinaia di Euro all’anno.

Si presenta dunque il dilemma: il mettere un prezzo alla natura ci sembra profondamente sbagliato, ma il mondo di oggi senza alcuna indicazione di prezzo sta miseramente fallendo nel proteggere la natura. Questa è la ragione per cui la Independent National Ecosystem Assessment (Valutazione indipendente degli ecosistemi nazionali) pubblicata oggi dal governo inglese è davvero significativa. Per la prima volta e per la prima nazione, assegna delle specifiche indicazioni
di prezzo ai molti benefici sociali, economici e riguardanti la salute che normalmente la natura ci offre gratuitamente.

In breve, dice ciò che tutti noi sappiamo quando ci fermiamo a pensare: il benessere vale veramente qualcosa. Ed è affascinante. I benefici alla salute che derivano dall’abitare in una casa con vista su uno spazio verde sono valutati fino a 300 sterline all’anno per persona, secondo i calcoli dei ricercatori. Le api ed altri impollinatori forniscono agli agricoltori inglesi un servizio che vale almeno 430 milioni di sterline all’anno. Nel complesso, i doni della natura valgono centinaia di miliardi all’anno – solo nel Regno Unito.

Scrivere il prezzo che indica il valore è naturalmente il primo passo. In seguito, si devono fare grossi cambiamenti nel modo in cui usiamo ed abusiamo della natura al fine di preservare quel valore. Nel Regno Unito, si comincerà probabilmente la prossima settimana, con la proposta del governo di un primo pacchetto di leggi per l’ambiente nei prossimi due decenni. E’ l’occasione che si presenta una volta per generazione per ribilanciare la nostra relazione con il mondo della natura e dovrà coniugare visione e azione, a differenza di altri disastri del Department for Environment Food and Rural Affairs.

I crediti per la biodiversità presenteranno un sistema in cui la flora e la fauna persi con i loro habitat a seguito di nuove opere di urbanizzazione vengano ricreati altrove in compensazione. Ma potrà davvero funzionare questo fare della natura una merce? Quanti stagni sono l’equivalente di un prato? Il barattare usando unità di natura ci porterà a conoscere il prezzo di tutto ma non il vero, profondo valore delle cose?

Tutte belle domande, ma la linea di fondo è chiara. La relazione con il valore della natura non funziona e si deve adottare, con estrema cautela, un nuovo approccio.

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