Archive for 25 Maggio 2011

Ora sei rimasta sola

Guarda qua e mettiti a ridere (o a piangere) se ci riesci.

Pochi giorni prima, l’apertura della procedura amministrativa della Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) per la realizzazione della mal pensata, devastante terza pista; pochi giorni dopo, l’annuncio dell’addio di Lufthansa Italia da Malpensa. Successivamente sono emersi i dettagli e pare che la decisione fosse già stata presa sette mesi fa. Il tempismo di Lufthansa è diabolico, nemmeno il peggior ecoinvasato™ e il più agguerrito “ambientalista della domenica” avrebbe potuto giocare un colpo così basso.
Tutta Italia parla di Malpensa e dell’abbandono di Lufthansa. Commento di Sea: «Lufthansa Italia è solo uno dei 110 vettori presenti». Il rumore delle unghie sui vetri è più forte di quello delle turbine degli aerei. Ci ricordiamo tutti i toni trionfalistici con i quali fu accolto solo due anni fa non solo l’arrivo di Lufthansa, ma la creazione del marchio “Lufthansa Italia”, vero? Rileggi qua. Alla luce dei fatti recenti, noi ci andremmo a nascondere dall’imbarazzo se fossimo nei panni dei protagonisti.  Qua ci troviamo di fronte a personaggi con tanto pelo sullo stomaco da far apparire glabro anche uno scimpanzé.
Il nostro popolo di gaggionauti non è certo rimasto insensibile alla notizione. Ecco qualche reazione: Sintomatico – ci scrive Davide – una compagnia aerea che FUNZIONA bene lascia un aeroporto che NON FUNZIONA BENE. Allora, anzichè inutili ampliamenti (3°pista e devastazione ambientale conseguente) si pensi a far funzionare BENE le infrastrutture esistenti ed a sfruttarle al 100% della loro funzionalità. Camilla rincara: mai smettere di sperare! questo per è il primo mattone del muro che potrebbe salvare via gaggio dall’invasione dei cementificatori pazzi.
Marco è lapidario: Lufthansa Lascia la Malpensa entro l’anno. CHI non ha capito che la terza pista NON serve ora?

Non si tratta di gioire delle disgrazie altrui, ma al contrario ci si rammarica della gestione disgraziata di un’infrastruttura così importante.

Finché di mezzo c’è la malapolitica, che antepone gli interessi di bottega al benessere della comunità, non ci si può aspettare di meglio. Gli sponsor politici massimi dell’aeroporto, quelli che piazzano i loro uomini nelle posizioni di comando per conseguire la gigantesca Malpensa, sono gli stessi che dieci anni fa si stracciavano le vesti contro la grande malpensa, contro l’ampliamento che ha portato a Malpensa 2000. Da gente così incoerente e opportunista, cosa mai ti vuoi aspettare?
Se Sea gestisse un aeroporto a sud delle “sacre” (duecentomila virgolette) acque del fiume Po, verrebbe accusata di essere il classico carrozzone romano, quei luoghi in cui si dà lavoro agli amici degli amici e a chi ti vota, con mostruosi sprechi di denaro pubblico. Purtroppo chi dieci anni fa denunciava questi atteggiamenti, ora si trova nella stanza dei bottoni comportandosi nello stesso identico modo.  

Per tirare su il morale alla Signora Malpensa, le dedichiamo una canzone:

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