LA SPERANZA, QUESTA SCONOSCIUTA…

Una comunità è anche il suo paesaggio, la definisce e la racconta; il degrado è non solo nella mancanza di un legame sociale; ognuno per sè, chiuso nel suo egoismo. Il degrado è anche fuori, nelle offese inferte al nostro territorio. Pensiamo a una comunità che invece di “cedere” ad interessi parziali che vogliono “svendere” il suo territorio dice “no”, “ci appartiene”. La storia del nostro paese è ricca di vittorie, dall’alpe alla Sicilia, storie di battaglie vinte per lasciare alle nuove generazioni il diritto alle bellezze naturali e paesaggistiche che fanno grande la nostra nazione. Certo non siamo la Svizzera, un paese indietro con la legislazione sulle aree protette (si sta “aggiornando” ora) ma che di fatto dice che il territorio protetto è “l’intera confederazione”. Quindi, pratiche di gestione straordinaria (quella che dovrebbe essere propria delle aree naturali protette) su tutto il territorio, leggi sul consumo del suolo (per limitarlo), sulla tutela del bosco, del paesaggio e che prevede norme severe per chi deve costruire. Ebbene, qualcuno dirà che siamo in Italia, che il nostro è il paese dei furbi, dimenticando però le nostre vittorie; comunità che hanno letteralmente salvato territori dalla distruzione; si pensi alla riserva naturale dello Zingaro in Sicilia, al progetto APE (appennino parco d’Europa) e alle storie vincenti sulla tutela della biodiversità (nel 2010, in Italia è passata una legge che definisce una strategia nazionale per la tutela della biodiversità, una svolta epocale come dice il WWF); più boschi e più animali. Che dire della tutela del mare? Siamo attualmente al primo posto in Europa. Ci sono certamente delle problematiche, una tra le tante (e che ci interessa da vicino in quanto “difensori” della brughiera del Gaggio) è il consumo del territorio che in Lombardia ha raggiunto cifre allarmanti e, con le nuove infrastrutture la situazione dovrebbe addirittura peggiorare. Ma non tutto è perduto, ci sono in Lombardia alcuni comuni, tra i quali Cassinetta di Lurago un comune del Parco del Ticino, che andando contro corrente hanno deciso per l’opzione “zero consumo di territorio”. Si può cambiare rotta, salvare le aree verdi residue (ancora la nostra Via Gaggio), rinaturalizzare altre e fermare l’urbanizzazione selvaggia. Sono obbiettivi raggiungibili, è utopia non nella misura in cui tutto ciò si riduce ad un sogno privo di ogni aggancio con la realtà. E’ un’utopia possibile, una definizione ossimorica, ma che definisce uno status mentale; chiedersi, è possibile vincere e in quali modalità? La storia del nostro paese, la storia di gente semplice e appassionata ce lo dimostra, gente a volte non colta ma saggia, di una saggezza talmente profonda da lasciarci a bocca aperta. E’ la speranza che va riscoperta; non la speranza di chi vuole un miracolo (anche questa va bene, anche perchè i miracoli a volte accadono), bensì quella speranza di chi sa, guardando al passato e alle tante cose positive fatte dai nostri padri, e dice, no, è assolutamente POSSIBILE. Ecco perchè sarebbe utile ed edificante andare ad informarsi sulle vittorie del passato (la stessa vicenda TAV, che ha comportato un progetto assai diverso rispetto a quello iniziale), da qui ripartire per riprogrammare un futuro “ecosostenibile”. Da sempre l’umanità vive di speranza, di quella speranza che non è stupidità, e tutte le religioni e i saperi antropologici ce la raccontano…

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