SIAMO SULLA ROTTA

Siamo sulla rotta, verso dove? In un mondo dove si fatica ad individuare un percorso, dare senso ad un viaggio che in quanto tale vuole distinguersi da un vago peregrinare, molti sanno già quale potrebbe essere una possibile meta. Questo in un mondo dove regna la confusione e si pongono due “punti fermi” (con l’arroganza dogmatica di chi vuole operare una vera e propria “violenza metafisica”): l’economia deve crescere sempre e comunque (salvo poi il fatto che a crescere sarebbe semmai il PIL non il benessere reale della gente), certi principi vanno prima di altri (i sostenitori della stabilità sociale ritengono “indiscutibili” principi come la famiglia e altre questioni etiche che vengono poste come “non negoziabili”……ma non è questo il punto!). Da un lato quindi sempre il modello di uno “sviluppo rapace, obsoleto”, dall’altro la pretesa di voler “congelare” la società entro uno schema che non lascia a molti libertà di scelta; come dire che chi non condivide certi valori è un relativista, contro ogni visione etica della società. Ritorniamo al discorso del viaggio, noi siamo in viaggio perchè riteniamo ci sia una meta, abbiamo quindi in mente dei valori, come potrebbe essere altrimenti? Dove si va senza valori? Il discorso però, assai complesso, prevede un profilo etico da parte di chi, sa di essere in viaggio e sa pure che certi valori non sono dati una volta per tutti. Un viaggio che richiede impegno e coraggio, consapevolezza che esiste un’etica, ma che non può essere mai del tutto “formalizzata”; ecco la “violenza metafisica” di chi se ne arroga il possesso in senso ultimo e definitivo. Come si può viaggiare se tutto è già stato detto o scritto? Da questo punto di vista, al di fuori di una “legge completamente formalizzata ” (e mi riferisco ad un certo fondamentalismo religioso, NON certo al sentimento religioso) non rimarrebbe nulla se non il “non senso” di chi non si mette nemmeno in viaggio. Da uno studio antropologico fatto nell’ambito delle valenze sociali ed etiche del “pensiero religioso” (realizzato dall’università Bicocca di Milano all’interno di un progetto più ampio, ovvero di tipo socio-antropologico) è emerso che la fede all’origine (prima di una sua versione fortemente “formalizzata”) è apertura all’altro, quindi fortemente etica. Quindi da un lato i sostenitori dello sviluppo ad “oltranza” che dietro una pseudo-visione dello sviluppo economico nascondono la violenza meta-fisica di chi dice che il mercato non sbaglia. Questi “mitigano” il loro sedicente “progressismo economico” con una visione stabile dei rapporti sociali al cui centro pongono la famiglia (come se gli altri fossero contro questa importantissima istituzione sociale). Dall’altro lato ci sono invece i sostenitori del’economia sostenibile (che non riconoscono nessuna episteme e che mette al centro lo sviluppo in termini di PIL sempre e comunque); su questo versante non si dice che non esiste nessuna epistème, senza una visione della “verità” (in termini platonici) non si può essere etici, e nemmeno mettersi in viaggio (per “costruire” una società giusta e rispettosa dell’ambiente). Qualcuno potrebbe obbiettare che questo sentimento (che potremmo definire vagamente ecologista, ma che in realtà è antropologico secondo una definizione più ampia) distrugge letteralmente il sentimento religioso. Si tratta evidentemente di una visione troppo “formalizzata” del sentimento religioso; i teologi ci insegnano come la parola divina sia “simbolica” all’ennesima potenza, forse che l’Assoluto volesse “provocarci” con l’esistenza? Dio non ci ha dato “tutto” (in chiave di senso si intende) per sfidarci attraverso l’esistenza; un sentimento religioso così inteso ci apre all’altro e all’obbligo etico di una crescita “ecosostenibile” e “umana”. Per concludere, non potremmo forse ritenere l’illuminazione interiore (religiosa o no) un’intuizione della verità che non si lascia formalizzare e ci sfida? Io credo di sì, come ormai molti filosofi, teologi e sociologi ritengono possibile…….viva quindi il pensiero complesso e “ecosostenibile”, viva Via Gaggio!!!

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