AGGRESSIONE, INVASIONE, IPOCRISIA

Alla luce degli ultimi sviluppi, VivaViaGaggio potenzierà la sua campagnia sul territorio di Lonate Pozzolo. Campagna, ben distinta dal nostro discorso provinciale, regionale, nazionale. Le vergogne sono di diverso tipo.

A livello comunale, le tre parole chiave che proporremo sono “AGGRESSIONE”, “INVASIONE”, “IPOCRISIA”. Quest’ultima con particolare riferimento al famoso “dialogo col territorio”. Ma quale dialogo! Se ci vogliono portar via pezzi di Lonate Pozzolo!!! O meglio, loro dialogano, ma a una condizione: che tu non osi far cambiare idea sui loro piani, quelli di Malpensa. Ora, se tu non dai fastidio ai loro piani folli, loro ti vengono incontro. Come? Con l’unica lingua che sanno parlare: quella dei soldi. Malpensa è ricca, magari non abbastanza ora per fare la terza pista, ma sempre ricca è. Malpensa può comprare – legalmente – il tuo silenzio. Come: a livello individuale (se conti qualcosa) con un posto di lavoro come dipendente, con una consulenza. A livello territoriale, con delle sponsorizzazioni, con finanziamenti di lavori, con regalini per opere.

E a chi non interessano le “compensazioni” di Malpensa? Peggio per lui. È un reietto. E i capoccioni di Malpensa – assieme ai loro alleati – cominciano a mostrare il loro lato cattivo. Ma cattivo sul serio.

VIVA VIA GAGGIO: BASTA CEMENTO / DIFENDIAMO LA TERRA DEI NOSTRI PADRI / PADRONI A CASA NOSTRA.

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One response to this post.

  1. Posted by Balice Nicola on 11 febbraio 2011 at 2:41 pm

    La terra dei nostri padri è innanzitutto una “terra simbolica”, una terra che chiede cura,amore e rispetto; non è valutabile in termini di “soldi” (anche se sembra al momento questo l’unico criterio di valutazione, tutto convertibile in denaro), è assai più di un valore anonimo; dietro un bene commerciale si adombra il suo valore “affettivo”. Non si tratta qui di “pensare ad un mondo antico”, il bel mondo di un tempo, in cui tutto era bello, la gente felice e saggia….Oltre a non essere mai esistito un tal mondo, questa rappresentazione è naiv, poco utile e semmai dannosa, se vogliamo pensarci proiettati in un futuro che non può prescindere dall’oggi. Se vogliamo credere in un’utopia “possibile” non ci resta che una strada, “vivere intensamente il tempo attuale accettandone tutte le contraddizioni e cogliere l’utopia nelle pieghe di una promessa passata, tradita, ma non scomparsa…”. E’ attraverso i segni del tempo che passa che si può giungere ad un senso possibile, ma “ora”, in quest’epoca che necessita di un “pensiero complesso” da un lato, e tanto cuore dall’altro. Ma torniamo alla terra dei nostri padri; c’è chi fa demagogia e ci addita come i “nemici del progresso”, come coloro che si battono contro i signori (SEA) che ci promettono tanto lavoro e che, così dicono, Malpensa va vista come un’opportunità e non un ingombro. Questi signori “sfruttano”, se così si può dire, due elementi a proprio vantaggio; il primo, il clima di precarietà in cui versano molte persone nel nostro paese, precarietà economica e lavorativa (e su questo punto non mi dilungherò, non si combatte la precarietà con promesse false, ingenue che rivelano la cattiva coscienza di chi le fa, ti tolgo tutto, sogni, identità e ti prometto lavoro precario quando c’è…..); l’altro elemento è una “relativizzazione” stupida di chi dice che la “conoscenza simbolica” non esiste, esistono solo fatti e misure. Questa è la sola verità che conta; quale verità allora? Semplice quella del controllo e dell’usare certe tecniche a beneficio dei propri utili (e così la scienza economica dei liberisti, essi ritengono di possedere le chiavi di accesso alla buona economia, sottolineando il fatto che non sono le visioni “politiche” a cambiare il mondo, ma il mercato libero…).Torniamo ora al concetto di scienza, essa è tutt’altro che sapere incontrovertibile, la scienza stessa è piena di soggettivismo, certo, certi modelli teorici “funzionano” meglio di altri per la loro applicazione pratica, ma la scienza in quanto tale è un’ipotesi di lavoro. Essa diventa “follia”, chiusura dell’apertura simbolica, quando diventa autoritaria e serve un solo padrone (quello del profitto individuale). Ci troviamo pertanto di fronte a due istanze, quella del pensiero razionale, che anche ad un livello quotidiano ci permette di orientarci nel mondo (es. il principio di non contraddizione) e il pensiero simbolico, questo va oltre fatti e misure (che pure tiene in considerazione) per “emergere” come fatto propriamente umano. Cosa significa questo? Semplicemente che non ci esauriamo in una interpretazione “oggettiva” perchè tale la vogliono i nostri sensi, (il soggettivismo esiste comunque anche in questi casi…), ma esiste un di più di realtà irriducibile (ce lo insegnano la psicanalisi e l’antropologia) che non si lascia schematizzare (è una richiesta di senso). Per concludere il vero relativismo è quello democratico, antidoto al totalitarismo, al pensiero di chi ha come verità (come dicono i signori di SEA) quella delle speculazioni e del mercato assolutamente libero. Inoltre il “relativista intelligente” non dice che non esiste una verità, ma che essa ci supera e richiede “umiltà”….E’ evidente che questa concezione, con i dovuti distinguo, non va pregiudizialmente contro le religioni cosiddette storiche; se rinunciamo al principio della sopraffazione potremo accorgerci che in fondo non siamo così diversi. Una cosa va quindi detta, chi ci dice che per creare lavoro bisogna distruggere l’ultimo lembo di brughiera a discapito dei territori, non è un relativista intelligente, ma un imbroglione, il suo concetto di “relativismo” è difatti della peggiore specie; al fondo di tutto riconosce non “la terra dei nostri padri”, come Via Gaggio, ma solo fatti e misure.

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