Risposta a Sea:mettiamo i puntini sulle i.

Noi non abbiamo un “Ufficio Stampa”, ci assumiamo le responsabilità morali di quello che scriviamo o di quello che mettiamo nei nostri videomessaggi. Mettiamo il nostro viso, il nostro nome e cognome senza problemi. Sarebbe bello un dialogo dando un nome e cognome ai nostri interlocutori, piuttosto che vedere sempre la solita scritta di copertura “Ufficio Stampa”.

Questa la risposta alla nota dell’Ufficio Stampa di SEA:

In riferimento a quanto scritto nella nota di Sea, circa il contratto di programma ci tengo solo a fare due precisazioni.

La prima è relativa alla questione delle tariffe aeroportuali.

Qualche mese fa era apparso sui quotidiani locali un articolo in merito alla questione adeguamento delle tariffe.

Non era un articolo fatto da qualche ambientalista della domenica, come veniamo spesso definiti (uso questo termine perché non è volgare rispetto ad altri epiteti che ci affibbiano).

L’articolo riportava le considerazioni di Assaereo, l’associazione di Confindustria formata dai vettori e dagli operatori del trasporto aereo.

Assaereo parte dalla comparazione dei dati Iata; punto di partenza il prezzo secco che ogni vettore deve pagare per il cosiddetto servizio completo, cioè arrivo, sosta a terra e partenza.

Due possibilità messe sotto la lente di ingrandimento:

Caso A: Medio raggio con velivolo di 79 tonnellate (A320 o Boeing 737) e 160 passeggeri (pari ad un coefficiente di riempimento del 75-80 %);

Questi i dati:

Heatrow 4.819 €, Francoforte 4.202€, Parigi C. De Gaulle 3.963 €, Malpensa 3.350 €, Linate 3.228 €, Fiumicino 2.847 €.

Caso B: Lungo Raggio con aereo da 200 tonnellate (A330 O Boeing 767) e 232 passeggeri (indicativamente lo stesso load factor);

Questi i dati:

Heatrow 7.032 e, Parigi C. De Gaulle 6.282 €, Francoforte 6.126 €, Malpensa 5.183 €, Linate 4.939 € e Fiumicino 4.480 €.

Insomma è davvero necessaria questa revisione delle tariffe rispetto alla media, e soprattutto di un 40% così come prospettato da Sea?

Ciò che emerge è che le tariffe italiane non sono inferiore del 40% rispetto alla media, anzi sono più care di quelle di Spagna e Grecia due Stati “avversari” nella competizione turistica, certo sono inferiori rispetto a quelle di Francia, Germania e Gran Bretagna, ma non delle misure denunciate da SEA.

Secondo Assaereo poi l’Italia dispone di uno dei sistemi di regolazione delle tariffe più avanzati in Europa, peccato che questo sistema sia stato applicato solo su alcuni aeroporti (Napoli, Pisa, Bari, Brindisi, Bologna, Palermo).

La considerazione conclusiva fatta da Assaereo quindi è che questo sistema nazionale va dunque salvaguardato, rafforzato ed esteso su tutti gli aeroporti (riducendo i tempi degli iter di approvazione) e non stravolto come invece ripetutamente sollecitato dagli aeroporti che non hanno fin qui ritenuto di adeguarsi alla normativa nazionale vigente.

Seconda considerazione: su questa richiesta di aumento o di adeguamento rispetto alla media europea (che abbiamo visto non essere così come descritta da Sea) si basa questo contratto di programma.

Ma la questione fondamentale è che il meccanismo principale, il volano di tutto per far funzione il sistema sia la realizzazione della Terza Pista. Realizzazione che si da per scontata e autorizzata, tanto da non richiamare la procedura di VIA se non nelle schede tecniche.

Sempre sui tempi vi è inoltre una differenza tra quanto previsto nel masterplan rispetto a quanto ipotizzato in questo contratto.

Per la prima volta poi, si parla dei finanziamenti per la delocalizzazione e per le eventuali opere di mitigazione ambientali che si renderanno necessarie dopo la realizzazione della Terza Pista stimati in 160.000.000 €.

Sapendo che le opere di mitigazione previste dal Dedreto D’Alema del 1999 non sono mai state realizzate o realizzate in piccolissima parte e che la seconda parte della delocalizzazione è ben lontana dall’essere conclusa ci si deve per forza chiedere se questa Terza Pista si così necessaria.

Parallelamente c’è da calcolare economicamente cosa verrà distrutto per fare la terza pista e cosa dovrà essere de localizzato per realizzarla; e purtroppo in questo calcolo si dovranno anche prendere in considerazione aspetti di difficili calcolo economico: che prezzo dare al fatto di essere nati in un paese come Tornavento, di essere li cresciuti, si avere costruito la propria abitazione dopo anni di sacrifici e sentirsi dire che il tuo parere, la tua volontà non conta, che te ne devi andare.

Senza poi dimenticare le ripercussioni di carattere ambientale, la fine del Parco del Ticino, la cancellazione dell’ultima Brughiera, la cancellazione di Via Gaggio e tutte le ripercussioni di carattere sociale e umano che la terza pista porterà con se.

A queste si dovranno poi sommare tutta una serie di problematiche relative all’inquinamento da gas di scarico degli aerei, così come la sentenza n° 11169/2008 (Sentenza Quintavalle) ha ampliamente e scientificamente dimostrato.

Ho letto le altre opere previste dal contratto, sono tutte opere importanti e necessarie. Forse varrebbe la pena concentrarsi solo su quelle e lasciare perdere un progetto inutile e dannoso come la Terza Pista.

Concludo riprendendo l’ultimissima affermazione “mai e poi mai bypasseremo il territorio”. Quante volte abbiamo letto questa frase? Tantissime e puntualmente i fatti hanno dimostrato l’esatto contrario e sono ancora lì, oggi, a dimostrarcelo.

Walter Girardi

Comitato Viva Via Gaggio

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