L’ECOMUSEO CHE NON TI ASPETTI

Ieri il Comitato Viva Via Gaggio si è recato di nuovo negli uffici di Regione Lombardia, ma a differenza della scorsa volta, ci siamo recati all’Assessorato alla Cultura, Direzione Generale Cultura, per confrontarci e parlare del progetto di Ecomuseo della Brughiera.

Sicuramente è stato un incontro proficuo e decisamente interessante perchè ci ha permesso di cogliere appieno tutte le informazioni relative alla legislazione sugli Ecomusei, ma soprattutto ci ha permesso di capire e comprendere meglio quali e quanti progetti anche di natura economica si possono far partire, in una zona ricca di natura, di ambiente e di tradizioni come la nostra.

Il nostro territorio, quello che vorrebero coprire di cemento, piste in asfalto e hangar noi lo vorremmo invece vedere riassunto in questi termini:

Comunità, Identità, Istituzioni, Patrimonio, Ambiente, Tradizioni, Persone, Cultura, Storia, Sviluppo Sostenibile, Ecoturismo…

ECOMUSEO della BRUGHIERA: PAESAGGI, IDENTITA’, RICORDO.

Continuate a seguirci, nelle prossime settimane avrete ulteriori informazioni sull’evoluzione e la nascita dell’Ecomuseo della Brughiera.

Note a margine:

L’incontro è avvenuto presso la nuova sede della Regione Lombardia, il PALAZZO LOMBARDIA (che potete vedere nelle foto scattate ieri per l’occasione).


E’ decisamente e terribilmente alto, svetta imperioso tra le gru dei cantieri vicini…ci si sente piccoli quasi impauriti…ma le mie impressioni sono state anche altre:

avete presente il film SHREK, nel primo episodio Shrek e Ciuchino si trovano di fronte al Castello di Lord Farquaad, che è decisamente alto e immenso, a differenza del suo proprietario che è alto quanto un soldo di cacio…”servirà per compensare qualcosa, tutta questa altezza?”.


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2 responses to this post.

  1. Posted by Marina Premoli on 22 gennaio 2011 at 7:31 pm

    Mi dicono che, a volte, nella domanda è già compresa la risposta.
    L’importante è comunque che il progetto si realizzi. Bravi per il lavoro che state facendo!

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  2. Posted by nicola72 on 23 gennaio 2011 at 1:03 am

    E’ di buon auspicio la prospettiva di un ecomuseo sulle terre della brughiera del Gaggio, terra di confine tra quello che un tempo faceva parte dell’impero austro-ungarico e il regno sabaudo. Questi due aspetti, l’uno ambientale, l’altro storico, si intrecciano dando vita ad un paesaggio unico (che nemmeno la vicinanza dell’aeroporto di Malpensa ha veramente oscurato). L’ecomuseo testimonia anche degli eventi dell’ultima guerra, certo un periodo da dimenticare, non però attraverso la rimozione, ma con il ricordo amaro di un periodo buio della nostra storia, con i suoi falsi eroi, che la Madre Terra ha in un qualche modo accolto nel suo grembo (o meglio ri-accolto). Nelle terre dei cosiddetti pellerossa (siamo nel Nord-America), si usava venerare due principi, uno ctonico (o terreno) e uno celeste (potremmo definire maschile, un principio legato alla nostra natura razionale e fabbrile); questi due principi proponevano il radicamento nella terra quardando verso l’altro, proprio come alberi che svettano verso il cielo, ma con le radici ben salde nel terreno. Lo stesso Nietsche proponeva questa metafora, per lui l’oltre uomo condivide questa natura divina (o semi-divina) e al tempo stesso è terreno, profondamente terreno (ecco il “vero uomo” nell’ottica del famoso filosofo tedesco, che con la sua filosofia segna la parabola discendente dell’occidente). Onde evitare di incorrere nel rischio di un facile esotismo che guardi ad oriente (e a un poco metabolizzato pensiero orientale, fondato sull’idea dell’illuminazione interiore e di un dio che è tutto e che ci inganna con la fantasmagoria di questo mondo esteriore), vorrei sottolineare come nel nostro pensiero occidentale siano convissuti e tuttora convivano forze contrastanti e non sempre ri-componibili; da un lato il desiderio di uno sguardo “auto-diretto”; il desiderio di realizzarsi autonomamente mantenendo ben fermo il principio di appartenere ad una “comunità sociale”; dall’altro l’individualismo di chi, guarda sì alla compagine sociali, ma in termini competitivi e cooperativi (due concetti che al meglio sintetizzano un pensiero “eterodiretto” o individualista appunto). E’ evidente che mi riferisco a terminologia tratte dalla sociologia di Riesmann, che in un qualche modo è volta a cogliere i segni di un disagio individuale, che non può non essere insieme anche sociale. Uscire da una logica “narcisistica”, del dover piacere a tutti i costi, e di dover adeguarsi alla morale dei cosiddetti “vincitori” (la quale ci dice che il progresso vuole il livellamento omologante, il grigiore del tutto uguale, la rinuncia alla diversità, umana ma non solo) richiede forza, volontà non di isolamento, ma di rinunciare alla luce dei riflettori per “rimarcare” una individualità irriducibile. Non si tratta di un “narcisismo rovesciato” (faccio tutto il contrario di ciò che fa la massa, perchè mi sento speciale); si tratta di pensare un “pensiero non conforme”, perchè tutto ciò che è “critico” richiede fatica e coraggio. E l’ecomuseo? Che c’entra con questo aspetto del pensare se stessi sulla base di uno sguardo inedito e irripetibile? Innanzitutto, ciò che ci appartiene nel profondo è la nostra storia, un intreccio di valori universali e metastorici, che si concretizzano nelle varie epoche. In un precedente intervento ho parlato del fatto che siamo figli della nostra storia e dei nostri territori; questo in un senso che vorrei qui rimarcare più come storico- culturale, piuttosto che biologico (che certamente esiste, anche se in questo caso su un periodo ben più lungo); ci identifichiamo con i simboli, le nostre storie, la nostra famiglia, i nostri amici e i nostri “luoghi del cuore”. Via Gaggio forse uno di questi? Inoltre la pratica della libertà (di cui parlavo pocanzi) è l’espressione di una storia, che richiede il coraggio di difendere a partire dalle “terre dei nostri padri”. Foucault, uno filosofo francese, parlava di “pratiche di libertà” per sottolineare strategie di distanziamento dalle storture della propria epoca (e di tutte le epoche). Un tempo la lotta contro ogni forma di totalitarismo, oggi l’anelito ad un’economia sostenibile, rispettosa di noi stessi e del nostro mondo!!!Benvenuto Ecomuseo di ViaGaggio!

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