IN PIAZZA

Il banchetto di oggi in piazza S.Ambrogio a Lonate Pozzolo

Questa mattina siamo stati in piazza S.Ambrogio a Lonate Pozzolo per un banchetto di raccolta firme e per distribuire il nostro famoso volantino. La partecipazione dei lonatesi è stata commovente. «Ma come! Dopo tanti mesi c’è ancora qualcuno che deve firmare?». Sì, c’è. E noi siamo sempre lì ad attenderli. Il nostro banchetto pieno di cittadini non avrebbe potuto essere risposta migliore al clima teso di questi giorni. Le tante persone che hanno firmato oggi sono di conforto per il nostro dispiacere, relativo alla nuova linea della Pro-Loco, linea espressa unicamente per voce del relatore di Giovedì sera, Gerolamo Bergamaschi, ex Sindaco di Lonate Pozzolo e contemporaneamente ex collaboratore della Sea, Società Esercizi Aeroportuali di Malpensa. Cara Pro-Loco, amica della nostra prima ora, nostro genitore che ha adottato WVG nel momento in cui eravamo più indifesi, ancora ti aspettiamo al nostro fianco, a batterti unicamente per il bene del nostro territorio, senza fiancheggiare macabri scenari del poi… Non è questo il momento.

Stamattina in tanti abbiamo detto VIVA VIA GAGGIO. Assieme a tutto quello che ci sta attorno. Non abbiamo ragionato sul poi, sul nel caso in cui facessero la terza pista, etc etc etc. Come abbiamo scritto ieri, non facciamo come quei parenti che, stretti attorno all’anziano genitore malato, al posto di assisterlo sono lì a discutere su come spartirsi l’eredità. Cattivo gusto. Via Gaggio – assieme al Parco del Ticino, a Tornavento, ai cittadini dei Comuni qui attorno – è sotto grave minaccia. Punto. E noi ci battiamo per scongiurare la sciagura. Fino all’ultimo secondo.

I Lonatesi hanno capito da che parte stanno le persone che hanno a cuore Lonate Pozzolo. I Lonatesi hanno capito chi non ha da difendere altri interessi se non quelli per propri cittadini, senza guardare in faccia né dover (pur se magari a malincuore) eseguire ordini calati dall’alto, senza rispondere a strategie che nulla hanno a che fare col benessere gente qua attorno, soprattutto delle generazioni più giovani e pertanto più indifese.

Ciliegina sulla torta: questa mattina abbiamo festeggiato Matteo Bottini, venuto assieme a tutta la famiglia a trovarci. Ancora complimenti a Matteo, neo-sentinella della Natura. Sentinelle qua servono eccome, perché i colpi bassi arrivano da più parti. Anche se non è facile, ci difenderemo.

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10 responses to this post.

  1. Mi è capitato moltissime volte di essere in piazza, non necessariamente a Lonate Pozzolo, per distribuire volantini.
    Moltissime volte ti senti dire che la cosa non interessa, che “voi politici siete tutti uguali”, anhce quando magari tu di politico non stavi distribuendo nulla.
    Domenica mattina invece, l’atmosfera era diverse, e non solo dal punto di vista climatico. Il nostro gazebo ormai è conosciuto in Piazza, così come in Paese sanno benissimo chi sono quelli di “Via Gaggio”.
    Il nostro volantino era quello nella foto impropriamente usato dalla Pro Loco, durante la sua non-serata.
    Contiene la foto del progetto con ben individuata la planimetria dell’attuale sedime, così come la zona dell’espansione, con tracciata la terza pista e la Via Gaggio.
    Le reazioni? decisamente sorprendenti. Molte persone hanno potuto vedere cosa potrebbe succedere a questo territorio qualora venisse realizzata l’espansione verso sud del sedime aeroportuale e le relative conseguenze per Lonate Pozzolo.
    La conseguenza, come dimostrata dalla foto sopra, molta gente a firmare al nostro gazebo.
    Moltissimi hanno espresso il oro sdegno rispetto a questa espansione che cancellerebbe completamente l’area della brughiera che entrerà a far parte del sedime aeroportuale, la Via Gaggio e una parte di Tornavento.
    Sul retro del volantino invece, un sunto del nostro appello, in modo da far capire a tutti quali sono state sin dall’inizio le nostre idee. Visto e considerato che molti non lo hanno ancora capito, o fanno finta volutamente di non capirlo, avrebbero potuto passare a prenderne copia…ma queste persone si sono tenute a debita distanza, con una espressione sul volto decisamente smarrita! Che si siano resi conto di aver fatto una cavolata….???

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  2. Già. Io comunque spero, noi comunque speriamo, che la frattura si ricomponga e che la Pro Loco di Lonate Pozzolo, ripresasi dall’abbaglio di Agosto e sbandata d’Ottobre, ritorni al nostro fianco per difendere il territorio, la qualità della vita e la salute dei cittadini di Lonate Pozzolo e non solo.

    La Pro Loco di Lonate Pozzolo mi manca, la Pro Loco di Lonate Pozzolo ci manca. Per VivaViaGaggio è stata un fratello, se non un genitore. Ci ha adottato.
    La aspettiamo. Prima, però, dovranno esserci convinti dell’errore colossale da loro compiuto.

    Vogliamo bene alla Pro Loco di Lonate Pozzolo, nonostante tutto. Se investiamo del tempo per contrastare operazioni brutte è proprio per difendere la Pro Loco di Lonate Pozzolo, per il rispetto di questa realtà che, prima ancora che essere associazione, è per tutti noi un’Istituzione.

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  3. Posted by Gerolamo Bergamaschi on 25 ottobre 2010 at 3:06 pm

    Chiedo scusa per l’intrusione, sono Gerolamo Bergamaschi, ex Sindaco di Lonate Pozzolo ed ex collaboratore della SEA. Sto cercando aiuto e collaboratori perché è mia intenzione realizzare un progetto che intendo presentare al Consiglio della Pro Loco di Lonate Pozzolo, in una delle sue prossime riunioni. Mi sono reso conto che è doveroso utilizzare la prossima festività di Sant’Ambrogio per proclamare Co-Patrono di Lonate Pozzolo il Signor Roberto Vielmi. Quindi bisogna predisporre in anticipo tutte le cerimonie ed i festeggiamenti, che naturalmente devono essere affidati a dei professionisti e non all’incapace Pro Loco. Io ho già scelto il mio ruolo per l’occasione: sarò l’asino (in quanto mi dicono che lo sono e, sapete, guai a contraddire gli amici) che porterà sulle spalle il Sig.Vielmi durante la Sua sfilata per le vie del Nostro Paese (così, con soddisfazione, avrò visibilità e una parte da comprimario e non sarò mai più solo un ex, ma sarò ricordato per sempre come l’asino che ha portato sulle spalle il Co-Patrono). E mentre Lui sfilando sorridente e benedicente, raccoglierà con soddisfazione, come giusto premio, gli applausi in quanto difensore della Via Gaggio, che non è solo una strada, è il Parco, è Tornavento, è Biodiversità, è Natura, è Vita …., tutti dovranno insultare il suo asino-trasportatore, cioè il sottoscritto, perché colpevole: di manipolare e plagiare la Pro Loco – di diffondere informazioni tendenziose, subdole e oscene – di aver apertamente invitato tutti i cittadini che sono interessati a bloccare la proposta del piano SEA di ampliamento di Malpensa a presentare le loro osservazioni nella fase della prossima procedura della V.I.A., così come previsto dalle leggi in vigore, invitando il Ministero a respingerlo – di affermare che non è vero che è solo la progettata terza pista che distruggerà la Brughiera del Gaggio – di affermare che Malpensa con 1.100 movimenti aerei/giorno e con 40 milioni passeggeri all’anno utilizzando le solo 2 piste esistenti (come proposto anche da Viva Via Gaggio) creerebbe un inquinamento tale che distruggerebbe comunque la Brughiera del Gaggio, con la variante che a quel punto si dovrebbe ulteriormente delocalizzare Lonate e Sant’Antonino e non Tornavento – di aver osato proporre di modificare il motto di Viva Via Gaggio laddove dice “Viva Malpensa fino a Via Molinelli” in “Viva Malpensa nel rispetto delle regole e della legalità” – di aver invitato l’Amministrazione Comunale a non desistere dal difendere il nostro territorio nemmeno nel caso in cui il decreto V.I.A. dovesse dare il via libera al Piano di Ampliamento Malpensa di SEA, ma di tentare comunque soluzioni che possano garantire un uso anche temporaneo della Via Gaggio e della Brughiera e monitorare in ogni caso l’ampliamento dell’aeroporto. E si, è proprio una colpa ed oltretutto anche grave, un comportamento proprio da vero collaborazionista SEA che difende la terza pista; sarebbe giusto che qualcuno, durante la sfilata, oltre gli insulti usi anche il bastone. Naturalmente, poi, alla prossima festa patronale di Tornavento occorrerà proclamare Co-Patrono di Tornavento il Signor Walter Girardi e io certamente dovrò essere ancora l’asino, per gli stessi motivi già citati. Chissà se tutto questo sarà sufficiente per onorare i benefattori e per farmi espiare tutte le mie colpe per le falsità dei miei comportamenti. Mi sa che per essere sicuro devo incominciare a pensare di far organizzare,s uccessivamente, una mega festa per la mia crocifissione, magari con tanto di flagellazione. Posso sperare nell’aiuto di qualcuno? Un grazie in anticipo e un umile saluto.

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    • Posted by Balice Nicola on 25 ottobre 2010 at 7:09 pm

      Gent.le Sig.Bergamaschi,
      comprendo la sua amarezza, del resto tutti noi siamo degli ex di qualcosa, io ero ex velocista, correvo che ero una meraviglia ed ero bravino in atletica, facevo le gare..Oggi pur non essendo fisicamente da buttare me la scordo la prestanza di un tempo, mi avvicino ai 40 anni e nonostante abbia smesso di fumare (dopo circa 20 anni) sono ben lontano dagli standard di un tempo. Ho capito però una cosa, se faccio qualcosa la faccio perchè ci credo, mi impegno anche se non assurgerò agli onori della cronaca (che tra l’altro per un fatto caratteriale mi darebbero più fastidio che altro); l’idea che lei propone di un “mammona” (in questo caso il Sig. Vielmi) e Lei come una sorta di crocifisso o presunto tale che espia i “suoi” peccati in nome di un progresso ostacolato, non regge. Noi sappiamo, credenti e non (io lo sono, ma questo è irrilevante) che con la croce Gesù ci ha accolto nella verità, ci ha riscattato per godere dell’amore del Padre…Ora, certamente si può far conciliare questa idea salvifica con una buona dose di relativismo culturale (o democrazia) perchè noi crediamo per fede e le fedi sono molte, si fanno attraverso l’esperienza.Questa è tensione verso un di più di realtà che va al di là del semplice calcolo, del tentativo di “ferire il mondo” per una convinzione personale; la nostra convinzione è che la terza pista e il polo logistico, se considerando l’intervento secondo una logica sistemica e non parziale come vorrebbe SEA, non sono sostenibili, pena il collasso dell’ecosistema. La vera politica sta disertando i luoghi un tempo deputati ad ospitarla, il vero confronto e la volontà (partendo dal principio che nessuno ha la verità infusa, e pertanto nè i comunisti, i cristiani o gli islamici) di portare beneficio alle comunità; un lavoro che ha un Assoluto (lo definisco così per rimanere all’interno di un discorso filosofico) al di fuori, problematico (come diceva K.Jasper filosofo esistenzialista nonchè medico tedesco che a questo problema ha dedicato pagine bellissime) e di fatto irraggiungibile per noi esseri finiti. Dove voglio arrivare? Semplicemente a questo: Lei ha meravigliosamente descritto una scena da sacra rappresentazione stile quelle che si tenevano nel Medioevo (e che in alcuni paesi cattolici del Sud della Germania si tengono ancora con grande partecipazione e commozione generale); noi sappiamo come il Medioevo fosse caratterizzato da una società “stabile”, collocata nell’orizzonte di un unico pensiero cristiano (e per molti versi diremmo noi totalitario)) a cui tutti dovevano radicale obbedienza. L’età moderna è anch’essa l’età dei totalitarismi (invero ben più brutali, non per un presunto allontanamento da Dio, ma forse perchè l’uomo spodestando Dio ne ha preso il posto; la Harendt potrebbe spiegarLe meglio questo aspetto che in due righe risulterebbe drammaticamente riduttivo). Rimaniamo all’età contemporanea, superato ogni totalitarismo ci siamo tuffati in un’età liquida (così la definiva Baumann) perchè priva di certezze, tutto è commutabile e interscambiabile, tutto deve essere il contrario di tutto, fermo restando che alla base di questo pensiero (le consiglio alcuni testi di E.Severino) si cela quello che rimane comune alla base del pensiero occidentale; l’idea che tutto può trasformarsi perchè così possiamo controllarlo e “annientarlo”. Eh, sì un aspetto è rimasto immutato (nonostante e forse anche a causa di un certo cristianesimo), la volontà di potenza, un termine che sembra far pensare a Nietsche, in realtà è il desiderio di un certo tipo di sviluppo che non accetta limiti, anche se la comunità internazionale pare muoversi (con velocità diverse a seconda dei paesi) verso uno sviluppo sostenibile che non consumi le nostre risorse per volere di qualche mammona! Ecco che la sacra rappresentazione che Lei immaginava, improvvisamente si capovolge, niente crocifissioni e niente paese a deridere l’asino che Lei (ingiustamente dice di essere), ma un paese che forse richiede un riscatto civico, e oggi lo fa più che mai a gran voce.Probabilmente questo avviene perchè (per credenti e non) una crocifissione c’è già stata e ciò che noi vogliamo, è riportare le parole alla loro vera origine; non un discorso che tanto dice quanto nasconde, ma una parola chiara che pur basata su fatti colpisca al cuore e che sia il frutto di una vera ricerca di sviluppo ecosostenibile (e non a vantaggio di pochi a discapito di comunità che il territorio lo vivono).Questa non è democrazia ma governo di ricchi, lobby e altro, proprio nel momento in cui la comunità internazionale sembri poter trovare la via per uscire dal nichilismo (che nel nostro caso è appunto pensare che via Gaggio sia commutabile al di là di ogni rapporto affettivo o valore storico della stessa, e allora ecco panzane per far passare l’assurdità di un progetto simile…!).

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  4. Caro Gerolamo, non c’è bisogno di fare nessuna manifestazione per Roberto o per me.
    Per il resto evito di commentare le tue parole. Una cosa soltanto, mai detto che Malpensa può fare ciò che vuole con due piste. Se hai letto i documenti che sono stati presentati da te l’altra sera o se hai letto qualsiasi mio intevento, ho sempre ricordato (e credo di essere l’unico a farlo ancora) che il peccato originale di Malpensa sia stato il non fare la VIA. Ora non è vero che noi diciamo Malpensa faccia ciò che vuole, questa è una tua interpretazione, perchè sia nei video che in altri situazioni anche pubbliche ho sempre ricordato come una VIA sia l’unico strumento per capire quale sia il tetto a cui deve arrivare Malpensa. Se il limite è quello di 18 milioni di passeggeri ci si fermi li. Quindi non intepretare in maniera furbetta le nostre dichiarazioni.

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    • Posted by Gerolamo Bergamaschi on 27 ottobre 2010 at 10:50 am

      Caro Walter
      avrai già letto la mia risposta alla replica del Sig. Vielmi sul blog dei D.U., se non lo hai fatto dagli uno sguardo perché chiarisce alcuni punti che potrebbero essere interessanti per il tuo “per il resto evito di commentare le tue parole”. Ritengo che Tu sappia che cerco sempre di non parlare a vanvera, anche se come tutti commetto errori; di solito mi informo–mi confronto-traggo delle conclusioni- prendo delle posizioni cercando di esprimere meno giudizi possibili perché non posso essere giudice di nessuno. La mia mail alla quale Tu hai replicato dice: “di affermare che Malpensa con 1.100 movimenti aerei/giorno e con 40 milioni passeggeri all’anno utilizzando le solo 2 piste esistenti (come proposto anche da Viva Via Gaggio) creerebbe un inquinamento tale che distruggerebbe comunque la Brughiera del Gaggio, con la variante che a quel punto si dovrebbe ulteriormente delocalizzare Lonate e Sant’Antonino e non Tornavento”. Quindi il riferimento non è ad personam ma a parte di quanto contenuto nel blog di Viva Via Gaggio (articoli, volantini, ecc…) e condiviso da Viva Via Gaggio perché mai disconosciuto. Fai quindi una spulcia e vedrai quante conferme trovi a ciò che Ti ho detto; se Viva Via Gaggio non li condivide cancellateli e rendetelo noto. E io, felicissimo, modificherò la mia opinione. Ti raccomando anche “Pubblicato da Balice Nicola in Settembre 15, 2010 alle 6,49 pm” (sempre sul Blog Viva Via Gaggio) in cui si dice: “……. Oggi però, alla luce dei problemi dell’attuale Malpensa, considerato che anche così (distanziando eventualmente le due piste per consentire contemporaneamente l’atterraggio e il decollo di aerei) Malpensa può crescere e di molto, non avrebbe senso far pagare……..” Confortante anche quanto dice il Sig.Vielmi nel “Pubblicato da vivaviagaggio in Uncategorized – FUORI TEMA del 21 ottobre: …… A precedere il monologo è stato il saluto di Piergiulio Gelosa, Sindaco di Lonate Pozzolo. Un saluto che però non ha rappresentato la comparsa di rito del politico di casa: Piergiulio Gelosa oramai parla di Malpensa con una competenza e una chiarezza esemplari. Chiaro è stato anche il suo riaffermare i disagi patiti dal territorio per colpa di SEA, nonché l’esigenza di tutelare – e di non barattare – la salute dei cittadini.” E il Tuo” pubblicato da Walter in Ottobre 22, 2010 alle 6,43 pm ….Un plauso lo faccio al Sindaco di Lonate per il suo intervento, mi è piaciuto” Peccato, dico io, che il Sindaco rappresenta un’Amministrazione che, dopo aver bocciato diverse mozioni che chiedevano di dire no alla proposta di Sea e alla terza pista fin dal 29 marzo 2006 (duemilasei!), ha proposto ed approvato il 30.04.2010 una mozione ad oggetto:Tutela della Zona di Brughiera del Gaggio, con una delibera che recita: “…….. considerato …….. che la struttura esistente dell’aeroporto, confrontata con analoghe strutture presenti in altri paesi (per esempio gli aeroporti di Londra: Heathrow, Gatwick e Stansted) appare in grado di sopportare una crescita di traffico superiore al 100% rispetto ai valori attuali (17,5 milioni di passeggeri nel 2009) senza richiedere alcun ampliamento dell’attuale sedime aeroportuale, ma semplicemente con l’aumento dell’efficienza operativa dello scalo (come per esempio succede ne sopracitati aeroporti inglesi) …… delibera ………. di esprimere il proprio parere negativo nei confronti della realizzazione di una terza pista e di un ampliamento del sedime aeroportuale a scapito di un’area di notevole interesse ambientale come quella della zona del Gaggio e che minaccerebbe l’abitato di Tornavento”. E conclude dando mandato al sindaco di attuarla. E questo è l’ultimo atto ufficiale della nostra Amministrazione comunale. Questo vuol dire difendere la Brughiera del Gaggio? Ma questa è la tutela dell’ambiente della nostra Amministrazione comunale. E questo è quello che accetta, condivide e quindi vuole anche Viva Via Gaggio dicendo quanto riportato sopra riportato, a meno che lo smentisca. Questo significa informare i cittadini che l’uso delle due piste con (17,5 + 17,5=35 milioni di passeggeri) il traffico superiore al 100% di quello del 2009 distrugge comunque la Brughiera perché crea un danno ambientale irreversibile? Questo significa che la proposta è accettata perché già sottoposta a V.I.A. che ha avuto esito positivo? E’ falso affermare, come io ho affermato, che se fosse così oltre al grave danno ambientale si dovrebbe anche aumentare la delocalizzazione a Lonate e Sant’Antonino? Le curve isofoniche pubblicate vanno bene solo se utilizzate per Tornavento e la terza pista? Allora sono io un furbino come Tu affermi, o c’è qualcosa di vero anche in quello che dico io? Varrebbe la pena di correggere un po’ il tiro di Viva Via Gaggio?. Attenzione ho detto correggere e correggere non significa cambiare o sconfessare. Non sto assolutamente condannando tutto quanto ha fatto Viva Via Gaggio: onore al merito. Ma quando si dice di essere contrari alla terza pista e si condivide la soluzione dell’uso delle piste così come deliberato dall’Amministrazione Comunale, non si può affermare di essere a favore della Via Gaggio, del Paco del Ticino, della Biodiversità, della Natura, della Vita. E Tu, da dottore in ambiente, lo sai. Ma è Viva Via Gaggio che deve decidere cosa fare, e non Bergamaschi decidere per Viva Via Gaggio: l’importante è la chiarezza e l’informazione completa perché solo così si evita di nascondere possibili imbrogli. Occorre che le azioni, le proposte, le soluzioni, le affermazioni, le tesi ecc. combacino. E un suggerimento, non un consiglio: siccome il popolo è fatto anche di persone di dura cervice come me e che possono quindi avere problemi con grammatica, sintassi e quant’altro riguarda la lingua italiana, forse varrebbe la pena rivedere la parte finale del primo comma del retro del volantino della cartina. Così comè uno potrebbe capire che la frazione di Tornavento fa parte dei 330 ettari che Sea chiede di inglobare per l’ampliamento di Malpensa. Chiudo confermando anche a Te Walter la mia disponibilità a qualsiasi confronto e in qualsiasi luogo sulla questione Malpensa.
      Con rispetto.

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  5. Posted by Lorena on 25 ottobre 2010 at 6:35 pm

    Questa telenovela mi sta un pò stancando, mi pare che ciò che c’era da chiarire è stato chiarito, almeno lo spero. Ben vengano le critiche a noi del comitato, se sono critiche costruttive sono sempre ben accette, non dimentichiamo però l’obiettivo che dovrebbe essere di tutti i lonatesi e non, salvaguardare la via Gaggio e tutto ciò a lei annesso, sempre che i lonatesi ne siano veramente interessati.
    Non voglio entrare in polemiche sterili , voglio semplicemente fare alla pro loco una domanda semplice semplice:
    “cara pro loco, tu sei contro o a favore della terza pista?”

    Ho partecipato all’incontro di giovedì scorso e alla fine della serata non ho capito qual è la vostra posizione.

    Mi piacerebbe avere una risposta secca, un si o un no.

    Buona serata a tutti.

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  6. Posted by Elisa Porcile on 25 ottobre 2010 at 8:06 pm

    Ecco, una cosa che non mi piace è quando si estrapolano solo alcune frasi dai discorsi e le si usa per attaccare. A parte il fatto che è dal 21 marzo che WVG e la Pro Loco si ritrovano insieme (loro avevano il loro stand alla fine della nostra prima camminata, noi abbiamo avuto il banchetto alla loro festa di fine estate) e, almeno a me, risulta nuova che dalla Pro Loco si pensasse che la nostra azione era, come potremmo dire, incompleta visto che secondo loro riguarda solo un aspetto negativo di una possibile espansione di Malpensa. Magari a dirlo prima che la pensavano così, si poteva anche ragionarla insieme visto che in questi casi si dovrebbe lottare uniti. Comunque, il nostro discorso sul numero di passeggeri che può sostenere MPX anche con solo due piste voleva essere la dimostrazione della (da noi)presunta malafede di SEA. Secondo noi la terza pista è una semplice speculazione edilizia (ma la cosa è stata detta anche in Regione, se non sbaglio!)e SEA sta cercando di giustificarla presentandola come una necessità per lo sviluppo dell’aeroporto. Per noi non è così, abbiamo presentato le nostre motivazioni, ognuno poi decida cosa ne pensa. Ma sulla pericolosità di un aumento delle emissioni dovute al traffico aereo abbiamo sempre parlato. Walter qui sopra lo ricorda bene. Invito a guardare le interviste con Angelo Giani che spiega magistralmente la situazione (e ovviamente siamo stati accusati niente meno di “terrorismo psicologico”!).Abbiamo sempre sostenuto che qualsiasi eventuale ampliamento di MPX dovesse essere sottoposto a delle precise valutazioni ambientali, abbiamo pure sostenuto che l’aeroporto va chiuso di notte nel rispetto dei residenti e della fauna del bosco.
    Per tornare all’articolo: l’affetto della gente per WVG mi scalda il cuore!Evidentemente è chiaro e lampante che non c’é nessun “piatto” al quale noi mangiamo o speriamo di mangiare, che non ricaviamo nessun vantaggio personale da quello che facciamo, ma che lavoriamo per quello che crediamo sia l’interesse della comunità. Non so se altri possono dire lo stesso

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  7. Posted by Balice Nicola on 28 ottobre 2010 at 7:13 pm

    Caro Sig.Bargamaschi,
    non voglio imbattermi in una polemica infinita, ma dire solo una parola su quello che Lei dice; ovvero che secondo me (e i sostenitori di Via Gaggio) Malpensa può crescere con solo due piste e di molto anche…Ebbene, questa era solo una mia provocazione, come dire: “meglio due piste, magari cambiando la normativa o distanziandole piuttosto che far sparire un’area come quella del Gaggio interessante dal punto di vista storico-ambientale. Il fatto che Malpensa non poteva sorgere in un Parco che, come quello del Ticino, si caratterizza come un corridoio biologico tra l’area alpina e gli Appennini a sud, con interessanti formazioni di foreste planiziali. Purtroppo Malpensa 2000 è nata e nonostante le proposte alternative (bloccare il progetto e potenziare altri aeroporti) si sono tagliati centinaia di ettari di brughiera per far posto alle nuove strutture aeroportuali o di accesso. L’errore è ormai sotto gli occhi di tutti, ma in tempo di crisi si possono riesumare vecchi modelli di sviluppo “obsoleti” e credere che con il cemento si risolvano tanti di quei problemi!!!E difatti il nostro paese rischia di perdere il suo paesaggio perchè ogni anno sul nostro territorio scompaiono foreste (anche se di fatto quest’ultime sono in aumento grazie a fattori di varia natura che non vorrei considerare in questa sede) paesaggi agricoli e marini; come dire che la gente quando è disorientata comincia ad “innamorarsi” della bruttezza! La politica segue questo andazzo perchè non crede più in niente, svende parti del nostro futuro, ricchezze spirituali e materiali (ad es.prodotti tipici di aree agricole particolari) in nome di un progresso per pochi e soprattutto in cambio della più grande delle menzogne: chi ragiona in termini “pragmatici” vi darà un lavoro, sicurezza e stabilità sociale. Và di moda la politica del reality, vince chi meglio riesce nell’imbroglio e ad accattivarsi le simpatia della gente (perchè ormai la democrazia si fonda non più sul concetto della “cittadinanza attiva e partecipe” ma a quella del reality); naturalmente nel nostro paese la crisi di ideali è più acuta. In tempi di crisi, non si può uscire dalla crisi solo con il “rigore” (e pertanto relativi tagli alla spesa pubblica) e nemmeno mangiandoci (metafora usata per indicare che chi ha fame per non morire mangia sè stesso o il suo prossimo), perchè sarebbe troppo facile e una volta svenduta la nostra identità, non si può più tornare indietro. Cosa voglio dire? Noi, intendo Via Gaggio e i suoi detrattori, non possiamo affrontare il problema facendo finta di “dialogare”; per far questo occorre uscire allo scoperto, far capire che democrazia non vuol dire che si può fare o dire tutto e il contrario di tutto! Questa è l’attuale degenerazione della politica, vado al mercato (o supermercato) e compro la merce che a mio parere corrisponde meglio a parametri costo-qualità. Le idee sono diverse, esse devono corrispondere al criterio della verità e per sfuggire al pericolo del totalitarismo occorrerebbe quello che in filosofia già da Hegel si chiama “atteggiamento dialettico”; quindi non la dialettica negativa teorizzata dalla scuola di Francoforte per cui se io credo ad una ragnatela di idee fatte e Lei ad un’altra dirò sempre no (in ogni caso senza riflessione). La dialettica è il sale della vera democrazia, tensione verso un Assoluto che è spodestamento di ogni forma di politica “autoreferenziale” (nel senso che si fonda su nient’altro che un’idea pubblicitaria; la politica di oggi, televisiva, del consenso ingenuo a chi fa promesse e placa le nostre ansie con slogan elettorali); una politica che riscopra il gusto della ricerca che “socraticamente” rinuncia ad ogni forma di totalitarismo perchè consapevole del fatto che ogni conoscenza umana è precaria e parziale. Esistono però dei postulati (che come in matematica non richiedono una dimostrazione), si tratta del principio (più o meno epistemicamente fondato) secondo cui una società deve mirare all’uguaglianza sociale, all’incremento della vita anche in termini spirituali, e all’affermazione del principio della libertà individuale, ma nel rispetto dell’interesse generale..oltre a ciò la tutela del paesaggio e dei veri interessi dei cittadini (non far passare la necessità di una terza pista con la menzogna, attitudine puramente giornalistica che non ha come vero fine la conoscenza). Se Lei non vede le contraddizioni in cui si dibatte la democrazia italiana oggigiorno, non potrà vedere il fatto che, certamente Malpensa può crescere con solo due piste ma che non “può” e non deve crescere oltre un certo livello perchè esistono dei limiti che un territorio deve porre (d’altronde in caso di un forte aumento, presunto ma non certo, del traffico aereo si potrebbe ricorrere a politiche di distribuzione del traffico tra diversi aeroporti del resto piuttosto vicini l’un l’altro). Ultima cosa, non voglio mirare ad un idealsmo fuori luogo, io (e altri) ammettiamo che a volte un certo “narcisismo” è necessario o quantomeno inevitabile; del resto ci si ama se si ama la gente per la quale si fa politica, riconoscendo però i propri limiti. Il “narcisismo” non può essere però fine a sè stesso, altrimenti sarebbe giustificazione e sottomissione a un concetto di sviluppo “idolatrato” e trattato alla guisa di un “feticcio”..Ecco il male vero di una democrazia in crisi, che ha perso la passione del fare per gli altri diventando un semplice strumento per “comunicare” (o pseudo-comunicare) e, alzare i livelli di audience. Il pericolo? Tante chiacchiere e confronti, ma poca sostanza e, soprattutto poca passione che per definizione rimanda ad una certa “passività” nei confronti di un bene più alto di noi (che non è però il patire per un bene materiale che in quanto non anche simbolo si esaurisce in sè stesso divenendo “feticcio” appunto).

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    • Posted by Gerolamo Bergamaschi on 28 ottobre 2010 at 11:34 pm

      Egregio Signor Balice, è inutile che Lei cerchi sempre e comunque di dimostrare il tutto ed il contrario di tutto. Non mi lascio incantare. La Sua non era una provocazione, come non lo è la Sua spiegazione: “come dire: meglio due piste, magari cambiando normativa o distanziandole piuttosto che far sparire un’area come quella del Gaggio interessante dal punto di vista storico ambientale” Un suggerimento, per cortesia, non cerchi di aggiungere errori ad errori arrampicandosi sui vetri. Lei non può non sapere che Malpensa opera già oggi, con le due piste esistenti, con un numero di movimenti e passeggeri in difformità rispetto ai contenuti della “famosa delibera della Giunta Lombardia del 1986”. Lei non può non sapere che la procedura d’infrazione per la mancata realizzazione della V.I.A. per la costruzione del terzo/terzo dell’aerostazione e per il terzo satellite era stata archiviata dalla Commissione Europea nell’aprile del 2006 a fronte dell’impegno delle autorità aeroportuali di non aumentare il volume del traffico oltre il limite di 21,3 milioni di passeggeri/anno. E ciò significa che 21,3 milioni è il limite massimo di passeggeri/anno che il territorio sopporta in assenza di V.I.A. Che senso ha allora dirmi: “Se Lei non vede le contraddizioni in cui si dibatte la democrazia italiana oggigiorno, non potrà non vedere il fatto che, certamente Malpensa può crescere con solo due piste ma che non “può”e non deve crescere oltre un certo livello perché esistono dei limiti che un territorio deve porre”? Poi le panzane Lei afferma che le dico io. Ma, scusi, sono io quello che accetta di ampliare Malpensa? Sono io che voglio sacrificare il territorio?. Ma a che gioco giochiamo? Perché fa finta di non capire che non si può sbandierare ai quattro venti, come fa Viva Vi Gaggio, “No alla terza pista. Per noi Via Gaggio non è solo una strada, è il Parco, è Tornavento, è Biodiversità, è Natura, è Vita ………é così difficile capire che tutto questo non è compatibile con la terza pista?” e contemporaneamente condividere, quindi sostenere, la proposta di far funzionare Malpensa con le due piste con 45 milioni di passeggeri? Non è una mia invenzione, perché Lei sa che questo è quanto sancisce la delibera della nostra Amministrazione comunale, delibera che Viva Via Gaggio sostiene, applaude e porta a modello. Ma questa è coerenza? E senza nemmeno far balenare la possibilità di effettuare almeno magari prima una V.IA. No, si afferma, basta fare come fanno gli Inglesi – semplicemente aumentando l’efficienza operativa dello scalo – e da subito a Malpensa potremo avere 45 milioni di passeggeri/anno. Ma che idiozia è? Così si è già dato il via libera all’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa. Certo, con due piste. Ma per Viva Via Gaggio 1110 movimenti aerei/giorno (550 aerei che atterrano + magari qualcuno in decollo come già avviene) salvaguardano la brughiera del Gaggio, la Biodiversità, il Parco del Ticino, la Natura, la Vita? Per me, assolutamente no. Si certo, ci sarà meno cemento rispetto al progetto della terza pista, e magari l’operazione immobiliare potrebbe essere fatta non da Sea ma da qualcun altro sui terreni comunali al di fuori del sedime; si al di fuori del sedime perché lì l’intervento non è impattante sul territorio e paga gli oneri e l’ICI, vero?. Ma si distruggerà cmunque la Brughiera del Gaggio e questo significa barattare la salute delle persone. Io a questo gioco non ci sto; e sono certo che non ci sta nemmeno la Pro Loco.! E poi, perché nascondere ai cittadini che questa soluzione obbligherebbe una nuova delocalizzazione a Lonate e a Sant’Antonino? Mi permetta un piccolo inciso: spero che a questo punto abbia anche capito cosa intendeva il Presidente della Pro Loco quando il 9 agosto ha rivolto ai rappresentanti di Viva Via Gaggio la ormai famosa domanda: “ma Voi siete a favore della Via Gaggio o contro la terza pista”? Allora, chi di noi deve dire da che parte sta? Ma questa volta senza sotterfugi e malafede. Per la credibilità di quanto state facendo come Viva Via Gaggio, a cui ridico onore al merito.
      E per chiudere Le confermo che io non faccio finta di dialogare, non impedisco il diagolo e non uso cambiare maglia secondo l’interlocutore. Ma per dialogare bisogna essere in due. E quando uno dei due pretende di impedire all’altro di parlare solo perché pensa che quanto l’altro ha da dire magari potrebbe essere diverso dalla sua opinione; e quando uno dei due pretende di imporre all’altro quello che deve dire; e quando uno dei due “sentito e non ascoltato” l’altro, subdolamente fa di tutto per negare l’evidenza dei fatti, Lei m’insegna che non ci può essere dialogo. Se non sono stato sufficientemente chiaro vada a leggere quali sono stati ultimamente gli interventi, in merito,di Viva Via Gaggio. Io, comunque, sono una persona che vuole sempre di rispettare gli avversari e, se posso, cerco di farmeli amici per imparare da loro, perché sono convinto che quando uno smette di imparare, smette di vivere. Per cui anche a Lei dico che sono sempre disponibile a confrontarmi con tutti sulla questione Malpensa, ma senza nessun preconcetto e senza pretese di imporre le proprie idee.
      Con rispetto.

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