QUESTA È BELLA!

Dicono che abbiamo paura della serata Pro Loco del 21 Ottobre: QUESTA È BELLA!!! …ma se alla serata stiamo facendo una pubblicità pazzesca! Fino a cinque giorni prima dell’evento, in giro per il paese non c’era lo straccio di un manifesto o un volantino. Nessuno ne sapeva niente. Ci avevano consigliato di stare zitti, così da contribuire al flop, al buco nell’acqua, dell’iniziativa. Noi invece preferiamo affrontare l’argomento, così come stiamo facendo da più di nove mesi. Anche la stampa è stata informata da noi.

Ribadiamo: la tristezza che proviamo è vedere la Pro Loco – nostra (ex) amica della prima ora – avventurarsi in un ambito suo. Già nella fase della pubblicizzazione (nulla) dell’iniziativa, si capisce che stanno facendo qualcosa che è estranea dalle proprie competenze e capacità. Ci dispiace, che dobbiamo fare? Chiamaci sentimentalisti.

A conforto degli organizzatori della serata e delle forze dell’ordine, dichiariamo che non sono in programma manifestazioni o contestazioni da parte di WVG. Il nostro stile è oramai conosciuto. La nostra forza non è la cagnara, ma la ragione. Saremo presenti, quello sì. Invitiamo pertanto tutti gli amici di Viva Via Gaggio, di Via Gaggio e del Parco del Ticino a presenziare alla serata (giovedì 21 ottobre – Sala Polivalente ex Monastero S.Michele c/o Biblioteca Comunale, Lonate Pozzolo – ore 21.00) e ribadire il disgusto per la follia della terza pista. Se però la Pro Loco ci convince che – per Lonate Pozzolo, i Comuni qua attorno e il Parco del Ticino tutto – è meglio fare la terza pista, chiudiamo baracca e chiediamo scusa. Promesso.

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3 responses to this post.

  1. Posted by Elisa Porcile on 19 ottobre 2010 at 10:47 am

    E’ più che legittima la libertà di cambiare idea o di voler informarsi da altre fonti,anzi..Quello che lascia un po’ perplessi è che ad Agosto eravamo alla festa organizzata dalla Pro Loco col nostro banchetto e non si sapeva assolutamente niente del loro cambiamento di rotta (tanto per rimanere in tema!). Visto che siamo gente pacifica (e per questo siamo pure criticati, ma a noi sta bene così!), perché non dire: “Sentite organizziamo una serata a tema, verranno ascoltati anche i fautori della Terza Pista, avete voglia di confrontarvi?”.

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  2. Queste poche frasi dette da Elisa, dimostrano e mettono in evidenza tutto il nostro sconforto come Comitato per la decisione della Pro Loco. Noi abbiamo sempre sostenuto di non essere i portatori della verità, ma abbiamo sempre tenuto una coerenza e una trasparenza che non tutti hanno.
    Abbiamo sempre messo a disposizione i nostri dati, il nostro sapere. Abbiamo partecipato ad incontri pubblici, organizzati da partiti politici o da Amminstrazioni pubbliche, sempre invitati da altri. Certo bisogna anche ammettere che non tutte le forze politiche vogliono parlare di terza pista e di Malpensa e se lo fanno difficilmente invitano chi non la pensa come loro, soprattutto se sono feste del PDL o della Lega.
    Quanto all’essere pacifici…noi lo siamo sempre stati, perchè questa cosa ci scorre nelle vene. Abbiamo sempre dimostrato compostezza, solarità e rispetto per le altre persone.Magari gli altri avessero tenuto nei nostri confronti lo stesso atteggiamento…

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  3. Posted by Balice Nicola on 20 ottobre 2010 at 9:50 pm

    E’ vero, molti ci trattano o cercano di assumere nei nostri confronti un atteggiamento di superiorità, come dire che non c’è alternativa alla terza pista. E’ raccapricciante il fatto che i cosiddetti fautori della terza pista tacciano sul fattore ambientale; non è più di moda o se lo è, si tratta per lo più di un ambientalismo pragmatico (così lo definiscono). Un esempio? La voce più spregiudicata; “chi se ne frega del Parco del Ticino, noi vogliamo posti di lavoro e prospettive lavorativo-occupazionali”, quella più moderata; “noi crediamo nell’ambiente e nella salute dei cittadini, nella tutela del territorio e vogliamo un mondo più bello e pulito, quindi siamo senza se e senza ma per la terza pista..”.Due esempi di una chiusura che non lasciano spazio a repliche; nel primo caso a chi dice che il parco del Ticino può anche “estinguersi” si rimane senza parole, interdetti, soprattutto se la voce è di chi mette in primo piano lavoro e interessi economici. Rimane solo il dibattito sul vero significato di quello che si suole definire opportunità lavorativo-occupazionali;ragionando emerge la povertà di idee, il desiderio di riferimenti forti, il senso di una politica che si nega perchè è più facile ragionare per idee fatte, soluzioni “grandiose” e “semplificate”, constatare una radicale incapacità di argomentare, portare avanti idee, progettare un futuro ecc. Con i sostenitori dell’idea “il parco non ci dà da mangiare” non rimane che mettere da parte il fattore ambiente per discutere di reali prospettive occupazionali e prospettare soluzioni alternative altrettanto valide se non migliori. Và di moda un pensiero di questo tipo “acritico”, fatto di idee poco approfondite, tutto perchè oggi aleggia nel nostro paese un clima di sfiducia e paura; ed è così che piacciono le persone “forti”, di azione, che trovano soluzioni facili a problemi difficili, scaricando le responsabilità sui capri espiatori del momento: “gli ambientalisti che frenano lo sviluppo e non fanno crescere l’Italia o gli stranieri “e la lista potrebbe continuare all’infinito. Passiamo al secondo gruppo di persone (è evidente che sto semplificando per rendere il discorso il più possibile coerente con il messaggio che vorrei trasmettere); non si può affermare A e B al tempo stesso quando A risulta l’opposto di B; principio di non contraddizione; è uno degli elementi peculiari del pensiero razionale. Non posso pertanto dire che voglio Via Gaggio e la Terza pista visto che quest’ultima CANCELLEREBBE Via Gaggio, è una contraddizione macroscopica che a mio parere rivela una malafede tutt’altro che inconscia (chi afferma questo lo fa per far passare un messaggio di conforto per chi almeno un poco ci tiene all’ambiente; come dire, “noi tecnocrati vi diciamo che quei 330 ettari di brughiera non hanno valore di fronte alle mille prospettive di Malpensa, noi crediamo anche nell’ambiente e il nostro sapere tecnocratico vi darà un ambiente pulito, sano e bello…”). Come combattere questo secondo atteggiamento intellettuale? Non è facile, forse ancora più difficile che nel primo caso, perchè il cinismo lo si può prendere di petto, mentre la malafede no; questa richiede che l’interlocutore venga allo scoperto, scopra le sue carte e dica ciò che nega, affermi ciò che ritiene di non affermare; la malafede poggia su questo meccanismo logico del non dire come stanno le cose per paura di affrontare un confronto serio. In tempi di crisi c’è bisogno di un rilancio dei territori (cosa meglio della terza pista? in barba a ogni discorso di green economy), di personaggi forti che decidano al nostro posto; è sempre lo stesso, dietro la pro loco si nasconde la vera paura di crescere, non quella di non voler far crescere Malpensa per timore del futuro. Il futuro è via Gaggio e il nostro splendido territorio con le persone che lo amano e curano e non il miraggio di città incantate con tanto di grattacieli e mega aeroporti che feriscono senza ritegno questo bel parco in cambio di un sistema occupazionale tutt’altro che chiaro e trasparente.

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