LA POLITICA SI È… VIVAVIAGAGGIZZATA™

Via Gaggio è una cosa seria. Niente giochetti politici, per favore. Volendo, li sapremmo fare anche noi. Il senso di responsabilità ci impone di astenerci.
In gioco c’è la vita di Via Gaggio, in gioco c’è la nostra vita.
Le nostre migliaia di sostenitori ne siano certi: noi rimaniamo fedeli alla nostra missione originaria, la tutela del nostro territorio e la denuncia delle assurdità eco-assassine. A fare i piccoli bossiberlusconifinicasinibersani noi non giochiamo.

Avanti!

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3 responses to this post.

  1. W VIA gaggio ABBASSO IL CAPITALISMO

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  2. Posted by giani angelo on 15 settembre 2010 at 4:11 pm

    Un caso di incoscienza o di ignoranza?
    Sulla questione del C/C Comunale di Ferno che si è espresso contro la mozione “no” alla terza pista, se la questione dovrebbe riguardare solo i consiglieri, si potrebbe dire : se hanno scelto di morire gasificati è affare loro, ignorando perfino che Ferno risulta il comune più inquinato del territorio. più di Gallarate, di Busto, di Somma, di Saronno, di Varese, (dati ARPA)
    Purtroppo c’è di mezzo la popolazione e non solo quella di Ferno e bisogna vedere se sono daccordo di sacrificare la loro salute per gli interessi di qualcuno.
    Proprio di salute si tratta. Sono a conoscenza che in questi ultimi anni, numerosi bambini di pochi anni di vita, hanno dovuto far ricorso al pronto soccorso di Gallarate, per improvvisi attacchi d’asma ed altre affezioni acute alle vie respiratorie.
    Non ho elementi per poter affermare che ciò sia dovuto all’aria inquinata e neanche i medici lo possono attestare, perchè questo fenomeno per la maggior parte di essi è ancora sconosciuto, forse perchè manca un informazione adeguata.
    Eppure, numerosi studi scientifici effettuati in tutto il mondo e riscontri crescenti della medicina, contermano che l’esposizione a inquinanti presenti nell’atmosfera, sono responsabili dell’incremento della morbosità e mortalità per patologie neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie. I bambini, mostrano particolarmente maggiore sensibilità agli effetti dell’inquinamento atmosferico ed i riscontri attuali sono sufficienti per atttribuire una relazione casuale tra concentrazioni di polveri sottili (PMx) e decessi per malattie respiratorie.
    Studi e ricerche, confermano che i bambini molto piccoli e probabilmente anche quelli ancora nel grembo materno, sono molto sensibili all’inquinamento atmosferico ed attribuiscono un nesso tra questo e la riduzione di crescita dei polmoni.
    In un congresso organizzato dalla European Respiratory Society (ERS) nel 2008 (a cui fanno parte ventimila medici) è stato messo in relazione l’inquinamento atmosferico con l’asma e broncopneupatia ostruttiva (BPCO) ed è emerso un dato allarmante e cioè che chi è malato non sa di esserlo se quando è troppo tardi.
    Dunque, di inquinamento ci si ammala e si muore e di fronte a questi dati non c’è allarme.
    C’è da chiedersi quanti decessi sono avvenuti nella nostra zona , e nonostante ciò non sembra che i nostri governanti e la istituzioni preposte alla tutela della salute se ne preoccupino più di tanto, dal momento che si preoccupano solo delle politiche di sviluppo indiscriminato, trascurando per ignoranza o volutamente gli effetti devastanti che le loro scelte dissennate hanno sul territoriol l’ambiente e di conseguenza la salute umana.
    E forse non hanno ancora capito che il rispetto delle regole a tutela dei diritti fondamentali non possono essere negoziati con qualunque ritorno di particolari interessi di altra natura.
    Quanto sopra è solo una informazione molto stringata,per il momento penso che basti questo per rendere l’idea, ma su questo tema ci sarebbe da scrivere una enciclopedia. Chi vuole approfondire può visitare i siti di ARPA, Lombardia, Veneto, Emilia, Piemonte, ecc.
    I dati ci sono, ma non vengono divulgati, ma si può capire il perchè!

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  3. Posted by Balice Nicola on 15 settembre 2010 at 6:49 pm

    Io mi auguro che si giunga presto anche a Ferno ad un testo condiviso (tra maggioranza ed opposizione) sull’opportunità di pensare per Malpensa ad uno sviluppo diverso, che non sacrifichi l’area del Gaggio e tuteli il parco. Noi comunque andremo avanti, le voci contro questo gesto scellerato ci sono, probabilmente sarebbero la maggioranza; è solo un discorso di opportunità politica se spesso si tace sulle conseguenze della super-super Malpensa (penso a molti politici) mostrando eventuali e non dimostrati benefici. Per quanto riguarda la gente, si sarebbe portati a pensare che la maggioranza della gente sia contro questo progetto; la questione è piuttosto che ancora molti (anzi troppi) sono rassegnati e portati a pensare che c’è un qualcosa di più grande di loro e noi che si chiama “progresso” contro cui nulla è possibile (tutto al massimo solo rimandato). Poi aggiungerei una percentuale (e non piccola) di quelli che pur contro questo progetto ritengono la battaglia persa; per contrastare Malpensa 2000 si sono mosse legioni, nulla però si è ottenuto. Ai primi direi che è (con tutto rispetto) una vigliaccata, è evidente che se noi non possediamo la verità infusa su cosa sia o meno il progresso, è però quanto mai evidente la cattiva fede di chi, nascondendosi dietro un fare politica in modo concreto, nasconde però una assai scarsa capacità di progettare per le nostra popolazioni un futuro più certo. Non si può sacrificare il nostro territorio per una ricchezza per pochi, svendere ciò che di più bello abbiamo perchè qualcuno ritiene che solo così è più facile arricchirsi a spese e a danno della gente (promettendo però posti di lavoro, e non si sa a quale prezzo). Così ragionando non si lascia la parola al progresso, ma ad un fatalismo che non riconosce possibilità alternative di sviluppo (ovvero eco-compatibile). Ai secondi direi invece: “può darsi che la battaglia sia persa, ma questo non giustifica una resa, occorre combattere e pensare di poter vincere…”. Inoltre sottolinerei il fatto che Malpensa 2000 poteva avere un senso, non si sapeva infatti il reale impatto sul territorio (a cui si poteva ovviare con massicce mitigazioni, piantumazioni, delocalizzazioni e limitazione notturna del traffico aereo). Oggi però, alla luce dei problemi dell’attuale Malpensa, considerato che anche così (distanziando eventualmente le due piste per consentire contemporaneamente l’atterraggio e il decollo di aerei) Malpensa può crescere e di molto, non avrebbe senso far pagare un ulteriore prezzo al territorio che risulterebbe letale; come dire; avremo forse una mega-struttura inutile, ma non più un parco e un paesaggio unico (quello della nostra brughiera scrigno di biodiversità). Sul reale successo della battaglia nessuno può essere sicuro che la si vinca (non siamo maghi), ma occorre provarci davvero!!!

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