APPELLO… PER POETI

Via Gaggio è sicuramente AMBIENTE, Via Gaggio è sicuramente STORIA, Via Gaggio è anche CULTURA & POESIA. Su questa sinergia si basa una iniziativa di cui vi renderemo conto meglio nelle prossime settimane, ma che oggi ci serve per segnalare e amplificare ulterioremente il nostro messaggio.

Stiamo organizzando una serata di POESIA E MUSICA da tenersi a Lonate Pozzolo il prossimo 3 Ottobre. Al nostro appello, quello sottoscritto ormai da quasi 3.000 persone, abbiamo dato una veste nuova, decisamente più poetica e “culturale” e abbiamo invitato poeti conosciuti a livello varesino, milanese e nazionale di aderire a questo appello venendo a recitare le loro poesie il 3 ottobre.

Questo è il testo dell’appello, con l’elenco dei poeti che hanno confermato la loro adesione.

Una parte del lavoro del poeta oggi è essere testimone. Siamo testimoni di quello che sta succedendo. Il testimone forse può cambiare le cose, forse può fermare le cose, forse può fornire un modello alternativo, oltre a far conoscere al mondo ciò che sta succedendo. Siamo testimoni del comportamento distruttivo della modernità globale, del capitalismo che avanza e della dissacrante alleanza tra tecnologia ed egoismo. – Gary Snyder

APPELLO PER IL PARCO DEL TICINO

L’ambiente naturale e la biodiversità delle specie umane e non umane in esso contenuto sono un bene prezioso e fondamentale, da conservare per il suo valore intrinseco, per i benefici spirituali, estetici ed economici che apporta alla vita di ciascuno di noi e per quei principi di etica ambientale che devono essere parte integrante della nostra vita.

L’ambiente della provincia di Varese si avvia invece a ricevere un ulteriore e decisivo impoverimento con il progetto di ampliamento di Malpensa. La realizzazione della Terza Pista entro il 2015 e il potenziamento della capacità dellʼaereoporto comporterà l’occupazione di fatto di oltre 330 ettari di territorio compromettendo irrimediabilmente I’integrità del Parco del Ticino.

I Parchi Lombardo e Piemontese della Valle dei Ticino nel 2002 sono stati dichiarati dallʼUnesco RISERVA DELLA BIOSFERA e PATRIMONIO DELLʼUMANITÀ e rappresentano uno dei pochi polmoni verdi rimasti all’interno di una delle zone più inquinate d’Italia e un importante e insostituibile anello di congiunzione del corridoio ecologico che passando dalla area naturale del Campo dei Fiori a Varese collega l’Europa continentale e bacino del Mediterraneo.

Infine verrebbero completamente distrutte in una area di particolare interesse ambientale la più bella brughiera del Parco del Ticino, la frazione di Tornavento e Via Gaggio, luoghi che rappresentano un patrimonio storico e ambientale che i nostri figli e le generazioni future ci impongono di custodire e tutelare. Non possiamo permettere che in nome di un finto progresso, fonte di arricchimento economico di solo poche persone, venga sacrificato un bene inestimabile come il Parco del Ticino.

Per questi motivi noi sottoscritti scrittori e poeti ci uniamo ai cittadini, alle associazioni, ai comitati e alle forze politiche e sociali locali che si stanno opponendo al progetto della grande Malpensa. Siamo convinti che anche la poesia debba avere il coraggio di affondare le proprie radici nelle contraddizioni di questo modello di sviluppo e scegliere di stare dalla parte di chi non ha voce: il vivente non umano della natura che ci circonda e sostiene.

“Considerate l’intero Creato come una goccia di rugiada, una bolla, una nuvola, un lampo”

Sutra del Diamante

adesioni:

Maram al Masri, Parigi
Vincenzo Di Maro, Varese
Gaetano Blaiotta, Varese
Luca Chiarei, Varese
Metello Faganelli, Varese
Sara Pennacchio, Varese
Giovanni Ardemagni, Varese
Marco Bin, Milano
Gomez, Milano
Marco Borroni, Milano
Viviana Faschi, Varese
Elena Danelli, Varese
Ennio Abate, Milano
Jane Bowie, Varese
Fabio scotto, Varese
Marco Guido Spartaco Strada, Saronno
Villa Augusto, Milano
Giuseppe Provenzale, Milano
Rita Clivio, Varese

Enzo Giarmoleo, Milano

Grazia de Bendetti, Milano

Lucio Mayoor, Milano

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One response to this post.

  1. Posted by Balice Nicola on 9 settembre 2010 at 10:08 pm

    Qualcuno che abbia il coraggio di dire basta ai tanti tecnicismi, ad una visione “dissacrante” dei rapporti che l’uomo/donna intessono con il mondo che li circonda, ecco un messaggio controcorrente; un messaggio rivoluzionario, ma necessario oggi più che mai nel nostro mondo globalizzato. Cosa è il “sacro”? Poeti e filosofi ne hanno dato in epoche diverse una definizione, rifacciamoci ai primi; il “sacro” è l’ambito del non permesso, del limite che non si lascia valicare, o semplicemente “epifania” di qualcosa di più grande di noi, che non si lascia catturare, perchè è sempre al di là delle nostre normali “categorizzazioni intellettuali”. Qui forse il naufragio di quella filosofia che vuole aver presa sul reale e sistematizzarlo in un sapere duraturo e incontrovertibile. Questo tipo di sapere è certamente importante, non possiamo prescindere da ciò che ci permette di muoverci nel mondo, da ciò che ci è familiare, che si inserisce nella nostra rassicurante trama di relazioni sociali; ma un barlume fa breccia in questo sistema di sicurezze, quel di più che reclama la relativizzazione di ogni nostro sapere, che ci invita ad un ascolto attento, a quella voce che ci sfida perchè non ci restituisce saperi solidi e inossidabili, ma semplicemente un’apertura. Ecco, forse questo può essere il sacro, un vincolo che non riposa su poteri “secolari”, su leggi positive (nel senso di fatte dall’uomo), o su leggi pensate come un riflesso di una legge superiore (e quindi divina). Il sacro ci dice che c’è sempre al di là di ogni costrutto ideologico-concettuale un di più di realtà che reclama diritto ad esistere. Ecco allora perchè risulta estremamente importante lasciare uno spazio all’Altro, un Altro che racchiude tutto ciò che si impone a noi per la sua diversità ed irreducibilità (e qui, credo, anche un pensiero che esca finalmente dalla logica del profitto ad ogni costo). Un profitto, e noi lo ripetiamo ormai da mesi, che lo sarebbe solo per pochi, ma questo poco importa in questo discorso, il fatto è che comunque si penserebbe a far soldi in barba ad ogni vincolo e senza troppo sforzo…Una sorta di colonizzazione del sacro che richiede invece competenze specifiche per uno sviluppo armonioso, rispettoso dell’Altro (forse Via Gaggio?) e che ci mette sempre in gioco per uno sviluppo vero (delle comunità nel loro complesso ed ecosostenibile). Questo, credo c’è lo può trasmettere meglio la poesia della filosofia; non perchè la filosofia sia inadatta a questo tipo di sapere (essendo in linea generale una sorta di tensione verso il sapere) , quanto piuttosto perchè è la poesia che parla ai nostri cuori (innanzitutto), e non ci può essere vera conoscenza che non parta dal cuore (e che non sia altro-come ha avuto modo di dire un filosofo contemporaneo-che conoscenza dell’inconoscibile). La poesia è per natura approssimazione alla verità, e si muove nel registro delle emozione, riposa nelle pieghe del non detto, e appunto dice più di quel che dice; non è colonizzazione da parte di un sapere precostituito…e qui si intende ancora una volta un uso della tecnica di tipo capitalistico (che in nome di una falsa e confusa idea di progresso richiede di sacrificare i nostri territori); cosa meglio di Via Gaggio può così diventare il simbolo di questa Alterità, che la poesia vuole far conoscere?

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