È IL GIORNO DEL CAMPOGAGGIO

Le tende si piazzano oggi alle cinque di pomeriggio. Lì rimarranno fino a domenica sera.

Oggi è CampoGaggio, domani sarà GaggioCamp!
Passa a trovarci!

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2 responses to this post.

  1. Posted by nicola72 on 22 luglio 2010 at 2:17 pm

    Inizia la fase dei presidii, il popolo dei gaggionauti si prepara all’evento, viaGaggio sarà la nostra casa per tre giorni e tutto ad impatto zero; la nostra impronta ecologica (ecological footprint) come si suole definirla ricorrendo ad un tecnicismo sarà bassa. Naturalmente tutti del popolo di Viagaggio e non, anche chi è curioso e vuole conoscerci, è invitato. Stiamo entrando in una fase estremamente difficile, e delicata; adesso che la politica sembra essersi in parte aperta a noi, è necessaria un’ampia partecipazione per far capire che il Parco del Ticino non è solo regole imposte dall’alto (come una certa propaganda vorrebbe far crederci), ma una realtà vissuta dalla gente che nel parco vive, o che viene da fuori per visitarlo. Il parco è un’ occasione di sviluppo (certamente ecosostenibile), ed attrae turisti “naturalistici” che nel parco cercano quiete ed armonia; le cosiddette gite fuori porta (ma non solo). Un’altra considerazione; il Parco della Valle del Ticino (lombardo) è occupato per più della metà da campi coltivati (e 20.000 ettari di boschi) con aziende agricole che producono con il biologico o secondo standard molto elevati. Queste sono le vere ricchezze di un parco che, come quello del Ticino, è nato per ripensare lo sviluppo richiedendo competenze di un certo tipo per armonizzare “crescita economica” e rispetto del territorio; in poche parole un laboratorio. Il parco in questione come tutti i parchi sono il fiore all’occhiello della nostra nazione, ne rappresentano l’identità territoriale e, mutilarli, sarebbe come mutilare le nostre opere d’arte (le quali pure costituiscono l’orgoglio e la storia del nostro paese). Arriviamo poi al discorso della conservazione degli habitat (già previsto tra l’altro dalla rete natura 2000 stabilità dall’Unione Europea); già l’attuale sedime aeroportuale rappresenta un problema in termini di rete ecologiche, via Gaggio è l’elemento territoriale che garantisce un corridoio ecologico tra la Valle del Ticino e la parte alta del Parco. La sua distruzione equivarrebbe al collasso dell’intero ecosistema; il parco è nato per mettere insieme realtà naturali ed umane, per impedire di stravolgere l’intero territorio in nome di un progresso parziale e vergognoso. Non sono un economista, ma uno studioso americano, un certo Bill McKibben lancia la sua provocazione; gli attuali parametri di sviluppo (o crescita) vanno rivisti; lo sviluppo “ecosostenibile” o crescita intelligente potrebbe non bastare per le generazioni future; forse una “crescita zero” potrebbe essere necessaria (ovvero una crescità nulla se misurata in termini di PIL). Questo, prosegue l’autore implicherebbe una rivoluzione culturale che presupponga un diverso modo di misurare il “benessere” e il grado di “civiltà” di una popolazione, e che tenga conto di ben altri fattori. Ora, siamo ben lungi dal pensare ad una “rivoluzione culturale” di questo tipo, forse per ora rappresenta una vera utopia; un fatto però è certo, parlare di “sviluppo ecosostenibile” è d’obbligo e certamente il vero “indicatore di progresso” in società come le nostre. Tanto per restare in tema, un filosofo contemporaneo, un certo Foucault, sosteneva l’idea per cui gli stati moderni (e qui il suo riferimento è alle democrazie occidentali) si preoccupano di “biopolitica” o incremento della vita all’interno dei loro confini (misurata secondo parametri che considerano aspetti economicisti o che hanno a che fare esclusivamente con la vita biologica propriamente detta). Questo tipo di approccio dimentica che noi esseri umani siamo bios allo stato più alto, e depositari di tutta una ricca tradizione culturale (e spirituale) che trova anche nel paesaggio un elemento indiscusso di riconoscimento “identitario”. La domanda che a questo punto ci si pone è la seguente: “forse che il paesaggio non sia già di per sè un bene spirituale nel senso più alto del termine?”. Io come molti (anzi moltissimi) penso di sì, e credo pura ipocrisia quella di chi specula in nome del progresso solo per arricchirsi e fare tutto quello che può fare in disprezzo delle comunità.

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  2. Posted by guido on 23 luglio 2010 at 9:27 pm

    Mi capita di passare alla sera in bici dalla via Gaggio, vedo malgrado il caldo,gente che corre,gente che cammina,che va in bici,chi va forte e chi va piano,chi porta il cane,chi sente la musica, chi si fà una chiaccherata,gente bella che si gode un po di natura.Ciao

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