E-MOZIONE!

Il Comitato Viva Via Gaggio si spinge fino alle soglie del Consiglio Comunale di Lonate Pozzolo. E lì deposita un suo scritto. Lo scritto è il testo di una mozione, è indirizzata a tutti i gruppi consiliari. Avevamo annunciato la notizia della mozione al termine della camminata serale del 1° giugno scorso, oggi siamo in grado di pubblicare per intero il testo. I Democratici Uniti ci hanno comunicato di aver già firmato e presentato la mozione al Protocollo del Comune. Il gruppo della maggioranza, già alla camminata, ha dimostrato apertura, interesse e disponibilità massime a far sua la mozione e a firmarla. Abbiamo inviato il testo anche al gruppo consiliare della Lega Nord, la quale ancora non ha risposto.

Via Gaggio si protegge, non si distrugge.

Ecco il testo:

Mozione: istituzione ECOMUSEO della Via Gaggio e della Brughiera.

PREMESSO

– Che con gli inizi degli anni 90, grazie alla spinta emotiva e al contributo di numerosi volontari è iniziato il lavoro di recupero della Via Gaggio e delle strade comunali che collegavano Lonate Pozzolo con la Valle del Ticino;
– Che dagli anni 90, tutte le Amministrazioni comunali hanno sostenuto e creduto nel progetto di recupero e di riutilizzo ai fini storici, ambientali ed educativi della Via Gaggio come esempio di Museo storico, ambientale e naturale a cielo aperto;
– Che nel corso di questi vent’anni, tutti questi interventi hanno di fatto reso la Via Gaggio un ECOMUSEO a cielo aperto, conosciuto e visitato da migliaia di persone;
– Che nel corso degli anni, lungo la Via Gaggio e nella Brughiera, sono intervenuti anche soggetti autorevoli come il Parco del Ticino, Associazioni Culturali come il FAI, Associazioni Ambientaliste come Legambiente e WWF per valorizzare e far conoscere questo patrimonio;
– Che la Regione Lombardia ha promulgato una legge apposita, la L.R. 12 Luglio 2007 n. 13, per valorizzare, tutelare, proteggere tutte quelle realtà come la Via Gaggio, istituendo i cosiddetti ECOMUSEI;
– Che la finalità della Legge Regionale è quella di promuovere la costituzione, il riconoscimento e lo sviluppo degli ecomusei nel proprio territorio al fine di ricostruire, testimoniare, valorizzare e accompagnare nel loro sviluppo la memoria storica, la vita locale, la cultura materiale e immateriale e quella del paesaggio, le relazioni tra ambiente naturale e ambiente antropizzato, le tradizioni, la ricostruzione e la trasformazione degli ambienti di vita e di lavoro delle comunità locali.
– Che tra le finalità degli ECOMUSEI si richiamano:
– il coinvolgimento e la partecipazione attiva della popolazione locale in quanto l’ecomuseo rappresenta l’espressione della cultura e della storia di un territorio che ha come principale riferimento la comunità locale;
– La sensibilizzazione e la promozione allo sviluppo sostenibile delle comunità locali;
– La predisposizione di percorsi turistici e culturali volti a ricostruire gli ambienti tradizionali;
– La promozione e il sostegno delle attività di ricerca storica e scientifica e didattico educativa relativamente allo studio della storia locale;
– Lo studio, la rappresentazione e la tutela dei paesaggi tipici lombardi.

CONSIDERATO

– Che i risultati ottenuti nel corso di questi ultimi vent’anni, corrono il serio rischio di essere cancellati per sempre,in maniera irreversibile, dalla realizzazione della Terza Pista di Malpensa e del Polo Logistico che Sea vorrebbe realizzare nei prossimi anni;
– Che la zona dove si vorrebbero realizzare la Terza Pista e il Polo Logistico è un’area di particolare interesse ambientale, all’interno della quale è localizzata la più bella Brughiera del Parco del Ticino recentemente ricongiunta alla Vallata del Ticino attraverso un corridoio ecologico;
– Che il Consiglio Comunale di Lonate Pozzolo nella mozione approvata lo scorso 30 Aprile 2010 contro l’ipotesi della realizzazione della Terza Pista ha ribadito il valore storico e ambientale della Via Gaggio e dell’area della Brughiera e quindi la necessità di tutelare e salvaguardare tutta questa zona.

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA

Il Sindaco e la Giunta Comunale a intraprendere tutti i passi ufficiali con Regione Lombardia, Assessorato alla Cultura, Direzione Generale Cultura per arrivare a concretizzare in tempi brevi l’ECOMUSEO di Via Gaggio e della Brughiera, come strumento di salvaguardia, tutela, promozione e valorizzazione di questo immenso patrimonio storico e ambientale che abbiamo sul nostro territorio

Ecco qua, ti piace?

Altre impressioni a tema, sul blog di Walter Girardi.

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One response to this post.

  1. Posted by Balice Nicola on 5 giugno 2010 at 12:07 am

    Via Gaggio come ecomuseo, una realtà da tutelare e un corridoio ecologico che unisce lonate e le aree più antropizzate del territorio del Parco alla Valle del Ticino; sono queste delle realtà che un ecomuseo può finalmente consegnare alle generazioni future. Questo perchè non ci può essere futuro senza storia ed è ormai un fatto riconosciuto da molti studiosi di scienze sociali o filosofi che la modernità è un elemento dirompente che ha contribuito allo smarrimento di un senso storico…Noi però se riconosciamo come, da un lato ogni operazione “pubblicitaria” o promessa di soddisfacimento immediato distrugga questo senso storico (che può esistere solo come tensione al di là dell’immediato) dall’altro sappiamo anche che la “postmodernità” richiede uno sforzo in più; andare oltre il consumo del territorio perpetrato in nome di una confusa modernità. Che significa questo? Forse che non esistono verità uniche, che la verità è sempre un fatto “soggettivo” ma che questo “relativismo culturale” non può ridursi a quella “modernità liquida” di cui parlava Baumann (un sociologo polacco che a questo tema ha dedicato parecchi libri) secondo cui tutti possono dire tutto e il contrario di tutto fermo restando il fatto che noi tutti consumiamo e che tutti noi vogliamo il “progresso tecnologico” (Baumann dice in maniera chiara che ontologicamente noi esistiamo perchè consumiamo, un grande cambiamento di prospettiva rispetto al cartesiano: “cogito ergo sum”). Ora noi sappiamo che nell’ultimo secolo e mezzo la civiltà della tecnica ha aperto uno scenario dell’umano radicalmente nuovo e che non si può pensare al futuro senza la tecnica. Ma questo non ci esime dal fatto di responsabilizzarci di fronte ad essa perchè noi dobbiamo essere all’altezza del problema e non lasciarci travolgere dalla fiumana degli eventi (così doveva essere,-direbbe qualcuno- e così la terza pista in nome di tanti fantomatici posti di lavoro). Io credo che se la tecnica (e il sistema economico che oggi tende per lo più a sostenerlo ovvero il sistema capitalistico) ha cambiato radicalmente le società (che da simboliche sono diventate dell’informazione o disinformazione; intendo quest’ultimo termine in senso ironico), rimane però sempre un bisogno umano, profondamente umano; il bisogno di “autobiografia” che non può prescindere da un territorio naturale e antropizzato insieme (paesaggio culturale), che ci forma continuamente e che così dovra fare con le generazioni future. Senza autobiografia e con tanta tecnica asettica e disumanizzata e messa al servizio di interessi economici e di parte avremo semplificato una gran parte dei problemi senza risolverli. Fa paura pensare alla terza pista di Malpensa in nome dello sviluppo non umano ma del “sistema economico vigente” laddove i cittadini rassegnati vengono tenuti in disparte mentre molti politici proclamano la grande metropoli di Malpensa (senza pensare alle conseguenze drammatiche di un tale intervento). Si cominci da Malpensa e si ponga per la prima volta il diritto di parola della gente perchè lo sviluppo che noi vogliamo, deve essere lo sviluppo della gente su un territorio che rappresenti una “continuità essenziale” tra le generazioni; in poche parole un “ecomuseo” dove la gente si riconosce in un passato e così si prefigura il proprio futuro. Certo non si vuole mettere il territorio sotto una campana di vetro ma consegnarlo inatatto ai nostri posteri.

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