…E C’ERANO ANCHE LE LUCCIOLE!

L'inizio della camminata. Durante il banchetto di fine camminata abbiamo venduto 5 libri di Via Gaggio, raccolto 71 firme di maggiorenni e 8 di minorenni

Spesso i giornalisti attingono notizie dal nostro blog. Questa volta sarà il nostro blog a leggere quello che scriveranno i giornalisti.
Incensarsi non è bello e questo non è tempo per le celebrazioni. Il nostro unico successo sarà la rinuncia da parte di Sea a espandersi ulteriormente e a uccidere Via Gaggio.

500 persone ieri sera hanno testimoniato personalmente qualcosa di stupendo. Ecco i primi commenti su Facebook: «Serata magnifica, bella gente, partecipazione al di là delle aspettative, un successone insomma. Ho incontrato persone meravigliose e via Gaggio era più viva che mai. Grazie a tutti, con tutto il cuore.» (Lorena), «ore 20,05 partenza da via S.Antonino verso via Gaggio, dopo lunga passeggiata verso Tornavento e ritorno eccoci di nuovo a casa alle ore 23,45. Bellissima serata, stanchi ma contenti.» (Angelo), «siamo appena tornati dalla camminata….spettacolo di gente,c’erano perfino le lucciole a protestare,mio figlio di 4anni non le aveva mai viste!!!!».

Il momento più importante della serata è stato l’annuncio da parte del nostro Walter Girardi del testo della mozione, che impegnerà il Consiglio Comunale di Lonate Pozzolo (VA) «a intraprendere tutti i passi ufficiali con Regione Lombardia, Assessorato alla Cultura, Direzione Generale Cultura per arrivare a concretizzare in tempi brevi l’ECOMUSEO di Via Gaggio e della Brughiera, come strumento di salvaguardia, tutela, promozione e valorizzazione di questo immenso patrimonio storico e ambientale che abbiamo sul nostro territorio». Si andrà in Regione Lombardia, sì, la stessa Regione Lombardia che vuole la terza pista di Malpensa. Ecomuseo di Via Gaggio significherebbe tutelare l’area, riconoscerla come luogo da proteggere e non da distruggere.

Il regalo, la ciliegina sulla torta, è il primo posto al Censimento Fai sui luoghi da salvare. Si può, si deve votare ancora.  Ora tutta Italia sa. Giuseppe Bonomi, Roberto Formigoni: l’Italia intera ha gli occhi puntati su di voi.

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One response to this post.

  1. Posted by Balice Nicola on 2 giugno 2010 at 10:14 pm

    Io c’ero ed era bello ritrovarsi per un desiderio comune; salvare via Gaggio e i suoi abitanti. Eravamo in tanti e si passeggiava all’imbrunire, sembrava la riscossa di chi non voleva la trasformazione della brughiera in un non-luogo, in uno dei tanti luoghi senza storia tutti uguali, fatti di centri commerciali che spesso non creano occupazione e di case abitate solo alcuni mesi all’anno da alcuni lavoratori SEA (spesso appartenenti al personale di volo che oggi sono a Lonate e domani a Shangai) o da viaggiatori per affari che sono ovunque e in nessun luogo quale metafora di un totale “sradicamento” da ogni tipo di territorialità. Certo, non è possibile un ritorno alle società “rurali” di un tempo ma a ritmi sicuramente più umani del vivere e ad un modo sempre più “interrelato” di vivere le identità culturali forse sì; insomma non si può tornare indietro e forse molti se potessero non vorrebbero (anche se le comunità tradizionali spesso possedevano una “saggezza” a noi sconosciuta). Questo però non vuol dire “omologazione” perchè secondo un modello puramente “ecomicistico” di intendere il nostro rapporto con l’ambiente e le culture “altre” un territorio vale l’altro e ogni valore culturale risulta “commutabile” a seconda del contesto. Non è il tutto uguale che noi vogliamo (come effetto di una degenerazione tipica della modernità verso il semplice e il mono-culturale da un lato e il super-organizzato da parte di un sistema che guarda solo a sè e alla propria efficienza dall’altro). Conseguenza se tutto è uguale, territori e culture, se una storia non esiste perchè comunicare e lottare per un mondo più giusto? E’ una sfida scomoda, è più comodo stare a casa rassegnati perchè il progresso va avanti, ma la maggioranza delle persone non ci crede è solo rassegnata….Ieri però una fiumana di gente che vuole fare o rivendicare il diritto di fare la storia era lì al soppraggiungere delle tenebre in Via Gaggio per protesta e per farsi sentire. Distruggere in modo insensato la brughiera del Gaggio? A che Pro? Per il progresso? Sì ma quale, quello di un veterocapitalismo targato SEA pieno di contraddizioni? E’ più facile lasciar passare messaggi “semplificatori” del tipo la SEA vuole lo sviluppo, la regione Lombardia pure ed è lei che traina il paese Italia, un modello “esemplare” (e in questo noi tutti sappiamo si nasconde una grande menzogna) da imitare…invece che scommetere in maniera seria sul proprio futuro e costruirlo “metapoieticamente”. E questo perchè il nostro futuro è anche il nostro passato, quindi viva Via Gaggio che da sempre sei lì e che le nuove generazioni devono poter conoscere direttamente e non solo attraverso i libri.

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