SECONDI IN ITALIA!

Aggiornamento del "podio" del Censimento Fai - 31 maggio 2010 ore 18.00

Da giorni invitiamo a votare VIA GAGGIO come luogo del cuore nel Censimento nazionale del Fai. Oggi i nostri amici Facebook – e non solo Facebook – ci hanno preso sul serio: nel giro di poche ore abbiamo ricevuto una valanga di voti, che ha catapultato Via Gaggio al secondo posto fra i luoghi da salvare di tutt’Italia.

Questo censimento sembra fatto su misura per via Gaggio. Adesso qualcuno ci vorrebbe rassicurare dicendo che fino al 2017 non si toccherebbe niente. Ah sì? Ci viene offerta una salvezza a tempo? Non scherziamo, per favore. Via Gaggio non si tocca, né ora né mai. Il Censimento del Fai, assieme alla raccolta firme e alle nostre altre iniziative, servirà per attribuire una volta per tutte il ruolo che spetta a Via Gaggio: un patrimonio da tutelare, non da distruggere. Un patrimonio di tutti, non la proprietà privata di una Società per Azioni.
Giù le mani da Via Gaggio, è tutta Italia che lo dice!

Regione, ragiona. Via Gaggio è di tutti, non è di Sea.

E via Gaggio è il simbolo di un affare molto più grosso. Noi presidiamo, non lasceremo passare. E siamo sempre di più.

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One response to this post.

  1. Posted by Balice Nicola on 31 maggio 2010 at 9:32 pm

    Adesso si dice che Via Gaggio non si toccherà fino al 2017 ma si dimentica che lo scopo di un’area protetta sia quello di assicurare un patrimonio naturale e culturale alle generazione future. Forse si dovrebbe partire dalle aree protette, ampliarle e proteggerle realmente. Dopodichè la gestione “straordinaria” delle aree protette dovrebbe diventare “ordinaria” anche per le aree che protette non sono. In poche parole una cultura che si fondi sul rispetto del nostro territorio e che faccia della “biodiversità” il suo valore fondante. Sapete che l’Italia è considerato assieme a tutto il bacino del Mediterraneo un hotspot della biodiversità? E che il livello di biodiversità del nostro paese è il più elevato in Europa ma che è il più a rischio? E che anni di anarchia del territorio hanno portato ad una vera e propria bulimia edilizia e a veri e propri scempi che nel caso di Via Gaggio porterebbe al collasso di un intero ecosistema? E poi vogliamo essere “progrediti” e guardiamo a paesi come la Germania e il Regno Unito dove gli aeroporti hanno tante piste mentre noi una Malpensa con solo due piste e uno stuolo di ambientalisti fanatici che si battono per una Via Gaggio solo sterpi e rovi. Eppure nei paesi suddetti l’attenzione all’ambiente e ben più alta che da noi e vi sono aeroporti che con due piste funzionano ed eccome!!! Poi Via Gaggio e l’area circostante hanno un livello molto alto di biodiversità; si tratta (la citazione è da “Ticino le voci del fiume” di Giuseppe Cederna e Carlo Cerchioli) dell’ultimo lembo di brughiera rimasto nella zona e le brughiere hanno un enorme valore naturalistico;sono addirittura il forziere della biodiversità. Allora se si è esperti di aerei (e non mi azzarderei ad affermare il contrario fatto salvo i modi in cui si pensa al rilancio di Malpensa) si può concludere semplicisticamente che Via Gaggio sia solo rovi e sterpi? Non è questa una mal informazione o una malpensata? Sui giornali si scrivono inesattezze solo a fini “ideologici” o di manipolazione dell’informazione per ottenere un certo obbiettivo. Sempre dal libro sopra citato ho ritrovato una riflessione che non molto tempo fa avevo fatto “sporgendomi” dal balcone di Tornavento e guardando la meraviglia del creato che mi si apriva allo sguardo. Noi sappiamo che la dogana austro-ungarica è u n relitto storico; segnava il confine con i territori del Regno Sabaudo, un ricordo quindi di “confine” (come l’etimologia via Gaggio sembrerebbe riportare alla mente); ma anche il cuore di una contraddizione tra la fragilità della natura e il potere delle macchine. Via Gaggio con i suoi boschi e la sua brughiera, importante corridorio biologico verso la valle del Ticino, sta lì a testimoniare un paesaggio culturale che chiede di non scomparire e di essere ad eternum consegnato alle future generazioni (perchè il “potere delle macchine” non può trasformarsi in motoseghe e trasformare Tornavento in un balcone-terza pista ad uso esclusivo di SEA). In poche parole noi vogliamo con la maggior parte delle persone con cui abbiamo parlato in occasione delle giornate firma o on-line un modello di sviluppo diverso rispettoso dell’ambiente e della nostra storia di comunità segnate come le nostre infanzie dal territorio in cui viviamo.

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