ARIDAJE!

Via Gaggio, verde su bianco. Foto: © Roberto Vielmi.

Questo spazio internet è fino a ora servito per comunicazioni di servizio, resoconti, pubblicizzazione di eventi. Oggi servirà invece da punto della situazione, misto a leggerissimo sfogo. Lo sfogo di chi, da Gennaio a questa parte, ha dovuto sentire la stessa parola: strumentalizzazione, anche in versione verbo.

In questi giorni il Comitato VivaViaGaggio ha registrato adesioni di molti politici dei Comuni attorno all’aeroporto di Malpensa. A Lonate Pozzolo ha fatto notizia la gradita partecipazione di due assessori locali alla prima giornata della raccolta firme. Una partecipazione e un’adesione a VivaViaGaggio, peraltro già preannunciate dal Sindaco di Lonate Pozzolo stesso.

La Prealpina dà la notizia e apriti cielo: «Vi stanno strumentalizzando». Anche l’assessore firmatario, però, fa scrivere al giornalista della Prealpina che auspica l’assenza di strumentalizzazioni nel Comitato. Ueh, tutti quanti: ma che cavolo state dicendo?!? A furia di sentirmi dire che divento lo strumento di qualcuno, mi sento quasi un Black&Decker! Allora, orecchie bene aperte: qua niente strumentalizza nessuno, va bene? Anche solo pensarlo è offensivo. VivaViaGaggio non è composta da sprovveduti. (E ora immagino che ma no, nessuno voleva dire questo, ma… bla bla bla. Il concetto rimanga però chiaro).

C’è poi chi auspica anche che la politica rimanga fuori da VivaViaGaggio. Cosa?!? E di che cosa di occupiamo: di banane, margherite e lamponi? La finalità di VivaViaGaggio è salvaguardare una preziosa area naturale come la strada comunale di Via Gaggio, di tutelare la qualità della vita di Tornavento, frazione di 400 abitanti altrimenti destinata a passarsela molto male, di tutelare il Parco del Ticino. Per tutto ciò, scongiurare la sciagura dell’inutile terza pista di Malpensa. Questa faccenda è interamente politica. La partita si gioca sui tavoli della Regione Lombardia, non alla bocciofila di San Colombano al Lambro.

Immagino che si sia confuso il termine politico con partitico. E va bene. Intendiamoci, però. Dài che non è difficile usare i termini giusti!

A Lonate Pozzolo, il Comune più duramente colpito da un’eventuale espansione dell’aeroporto, la maggioranza (PdL e UdC) assieme ai Democratici Uniti ha votato una mozione contro la terza pista e ha aderito alla petizione avviata domenica scorsa. VivaViaGaggio ha inoltre attivato contatti con rappresentanti delle amministrazioni di Vanzaghello, Oleggio, Castano Primo, Nosate e sicuramente altri Comuni che ora non ricordo. Da tutti loro chiediamo di agire concretamente là dove noi non possiamo arrivare: alle sfere politiche.

L’azione di VivaViaGaggio e quella dei politici sensibili alla causa non è simbiotica, ma complementare. Insieme possiamo e dobbiamo arrivare in Regione Lombardia e raccontare loro la follia di un piano industriale della S.p.A., assolutamente irriguardoso per il territorio.

Lo sviluppo industriale di una S.p.A. è sacrosanto. Lo facciano a casa loro, all’interno del sedime aeroportuale esistente, che è già ampio abbastanza. Il territorio ha già dato.

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5 responses to this post.

  1. Posted by giani angelo on 26 maggio 2010 at 7:17 pm

    Sono un cittadino di Golasecca e da 12 anni mi sto battendo con altri contro l’ecomostro………
    La terza pista non si fa, se avremo la forza ed i numeri per contrastare le malpensate.
    L’ecomostro è un aeroporto fuori legge che si è sviluppato a colpi di decreti ed imbrogli per non sottostare alla procedura di VIA. preventiva, resa obbligatoria dalle direttive CEE.
    Se la procedura di VIA fosse stata a suo tempo attuata, avrebbe dimostrato che l’ecomostro delle attuali dimensioni con il numero dei movimenti attuali, non ci poteve stare.
    Purtroppo ci sono voluti 10 anni per avere la conferma che le i danni causati da questo aeroporto all’ambiente circostante sono allarmanti.
    La sentenza Quintavalle/SEA che riporta i dati acertati dalla perizia del tribunale di Milano, dice che in quella tenuta distante 3 o 4 km. dalle piste, risulta talmente inquinata da idrocarburi derivanti dagli aerei, che presenta valori 4/5 volte superiori a quelli registrati al casello autostradale Milano Sud non è compatibile con la residenza e l’ esercizio di attività agricole.
    A questo punto, ci si domanda, qual’è lo stato dei territori circostanti l’aeroporto compresi in un raggio di 3 o 4 km. dalle piste dove esistono insediamenti residenziali?
    Quali conseguenze sulla salute dei cittadini residenti?
    Quale è lo stato di salute della brughiera del Gaggio?
    Quale è la capacità di questa brughiera di assorbimento degli inquinanti rilasciati dagli aerei, prima che ne derivi un danno irreversibile?
    La sentenza Quintavalle ci dice che questo ecomostro fuori legge con l’attuale movimentazione non è compatibile con la residenza, per cui deve essere ridimensionato.
    Quindi concordo, GIù LA MANI DA VIA GAGGIO e aderisco alla vostra iniziativa.
    Cercate di convolgere più comuni e sindaci, Quelli che ci stanno, compreso il mio
    Ho voluto scrivere queste righe approfittando di questo blog per raggiungere ed informare più cittadini possibile anche chi non abita vicino a Malpensa, per dimostrare ancora una volta come.
    sia ancora difficile nel nostro paese pretendere il rispetto delle regole ed il ripetto dei diritti fondamentali dei cittadini.
    angelo giani

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  2. Sappiate che avete tutto il mio sostegno, per quanto poco esso possa valere.

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  3. Posted by Balice Nicola on 26 maggio 2010 at 8:45 pm

    E’ un pò forte pensare a strumentalizzazione laddove ciò che ci anima è qualcosa che va ben al di là di noi stessi e di interessi particolari; ogni vera battaglia non viene mai fatta per sè stessi ma per qualcosa che ci “trascende”, che va al di là di noi stessi…Questa a mio parere è la vera politica, non semplicemente gestione dell’esistente nei termini di una ottimizzazione dei costi e, aumento dei profitti (spesso per pochi); la politica è una sfida, un gioco “a somma zero” che non richiede per chi la fa dei benefici in termini di immagine o in termini economici. E’ comunque politica quella di chi vuole salvare il parco del Ticino e proporre un diverso modello di sviluppo. Quali strumentalizzazioni in uno scenario siffatto? Una strumentalizzazione prevede interessi forti ma in un comitato che è nato su basi di questo tipo non ci può essere che un unico interesse: i diritti inalienabili di una comunità a non vedersi svenduto il proprio territorio. E’ l’opposizione a questo modello di sviluppo; ad un approccio al mondo che si espleta (come direbbero alcuni sociologi) nei termini di una “dittatura del codice”, o in altri termini nell’unica modalità di valutare ogni azione umana sulla base di un principio “economico”. In questo nessuna “ragione simbolica”; nessun approccio alla realtà che vada al di là di ogni logica di dominio per recuperare la dimensione etica e, il senso del nostro limite che riconosce non in uno stato politico ma nella natura e nell’altro (o Altro in termini trascendenti) il proprio limite. Come pensate siano potuti accadere i grandi cambiamenti? Forse là dove l’interesse era la comunità, l’inalienabile diritto alla propria terra e dignità, o forse più semplicemente l’altro. La degenerazione può forse essere la causa di animi avidi di potere o semplicemente della propria “narcisistica volontà” di essere visibili; ma un animo “umile” (in senso etimologico naturalmente) vuole un qualcosa che non sia lui stesso; è pienamente sè stesso in quanto pienamente “decentrato”… Nel nostro caso ribadisco che non siamo un partito politico ma che siamo interessati alla politica; quella “vera”; la politica che per una volta metta al centro interessi “veri”, valori autentici e che faccia di un territorio un “fondo” di risorse che si svelano attraverso un uso della tecnica “compatibile”; un animo ancora capace di stupore e che vuole conoscere, ma che nel contempo riconosce che tutto quello che può venire a sapere del mondo o della natura è ancora troppo poco e che sempre “inadeguato” tale sapere sarà destinato ad essere in rapporto al “Tutto” (che è il mistero che sempre ci si sottrae e che sempre richiede di essere rispettato). Per questo noi crediamo all’ecocompatibilità.

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  4. Posted by Elisa Porcile on 26 maggio 2010 at 9:36 pm

    Gianni, mettiti in comunicazione con noi del Comitato!Noi stiamo cercando appunto di contattare più gente possibile, abbiamo già alcuni contatti con rappresentanti di altri comuni.Però sarebbe bello potessimo incontrare te e altre persone sensibili al problema.Penso, visto l’intervento che hai fatto, che firmeresti volentieri anche la petizione!

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